Infortuni sportivi: quali sono, in quali sport e come tutelarsi

L'attività fisica fa bene fino a quando non ci si fa male. Gli infortuni nello sport sono un rischio spesso sottovalutato, ma alcuni accorgimenti possono aiutare.

L’Istat stima che più di 20 milioni di persone dai tre anni in su pratichino uno o più sport con continuità o saltuariamente. E ogni anno si registrano 300 mila infortuni nello sport, di cui 15mila necessitano di ricovero ospedaliero.

Tanti, pochi? Non esistono statistiche ufficiali in materia: quello che è certo è che lo sport fa bene fino a quando non ti fai male. Chi corre, sa che il freddo aumenta i rischi di infortunio e lesioni muscolari. In inverno aumenta il tasso degli incidenti negli sport montani. E anche tra i ragazzi l’aumento di competitività rende a volte la palestra un rischio e non un gioco.

Secondo l’Istituto superiore della Sanità circa 70 accessi su cento al Pronto soccorso per infortuni da attività sportiva sono codice bianco, nel 3 per cento dei casi si tratta di codice rosso e il resto sono codice verde. L'età media degli infortunati è 21 anni, ma con il diffondersi dell’abitudine all’attività fisica costante cresce anche la presenza degli over 50.

Ciò che avviene dopo sono cure, assenze dal lavoro e spesso anche faticosi e costosi interventi di riabilitazione per i quali esistono però strumenti di tutela assicurativa. Costano poco e garantiscono sostegno economico e assistenza, come fa ad esempio Pronto Protetto… Via di Metlife, che prevede sia coperture al singolo che all’intero nucleo familiare.

Gli sport più diffusi e quelli più pericolosi

In Italia calcio e calcetto sono praticati da oltre il 23 per cento delle persone, ed è proprio il calcio a registrare il maggior numero di lesioni e incidenti (pari al 46 per cento su un totale di oltre 4,6 milioni di sportivi) evidenziando che il rischio di farsi male è molto elevato anche se in maniera non grave e più frequentemente tra i professionisti che tra i dilettanti.

Non possiamo dire dunque che tirare calci a un pallone sia pericoloso come il base jumping, il free climbing o le immersioni subacquee, ma è bene acquisire la consapevolezza che divertendosi sul campo ci si può fare male. Una ricerca sugli infortuni sportivi dell’università di Cassino infatti, mostra che in cima alla lista per incidenti totali (quelli nuovi e sostanziali, quelli ricorrenti e quelli nuovi ma poco incisivi) ci sono i vari tipi di corsa, seguono calcio, badmington cricket e rugby, poi squash, tennis ed equitazione, allenamento con i pesi e ginnastica in palestra e sport di combattimento.

Come già detto, degli oltre 20 milioni di italiani che praticano sport, il 25,2 per cento (5,97 milioni di persone) si dedicano a ginnastica, aerobica, fitness e cultura fisica, a praticare calcio sono 4,642 milioni di persone e il nuoto è lo sport più diffuso tra i bambini fino a 10 anni (43,1 per cento). In tanti poi non praticano sport ma fanno passeggiate all’aria aperta, corrono o vanno in bicicletta. E la caduta è sempre in agguato.

Quali sono le lesioni più comuni e come difendersi

L’aumento dei traumi sportivi, soprattutto nei teenagers, va messo in relazione con le modalità con cui lo sport viene praticato: sempre più agonistico e competitivo. Le statistiche sugli infortuni sportivi ci dicono che le lesioni più comuni risultano essere distorsioni, lesioni al legamento crociato del ginocchio, danni al menisco e naturalmente stiramenti, strappi muscolari e fratture varie, in particolare al polso e alla mano, chiamata in causa quasi sempre in caso di caduta.

La prevenzione naturalmente può aiutare a evitare gli infortuni sportivi. E questa prevede il rispetto di alcuni accorgimenti come un corretto riscaldamento prima di ogni sessione, l’utilizzo di abbigliamento e protezioni adatte e il mantenimento di un allenamento costante. Ma così come funziona attenersi ai consigli, può essere utile anche prendersi cura in anticipo del rischio stipulando una specifica polizza assicurativa per se stessi o per tutta la famiglia.

Una polizza assicurativa dai costi contenuti

Uno strumento di copertura efficace è Pronto Protetto… Via, la polizza pensata da MetLife per gli infortuni avvenuti in Italia e all’estero che garantisce un’indennità giornaliera per costi di degenza e terapie in ospedale e a casa. Non solo, per aiutare meglio in caso di infortunio, la polizza offre anche una serie di servizi di assistenza compresi nel prezzo come ambulanza, fisioterapia, infermiere a domicilio, baby-sitter o collaboratrice domestica.

Come funziona? La polizza prevede due piani SMART e GOLD, con tariffe diverse a seconda della somma che si vuole ricevere in caso di infortunio, mentre i servizi sono sempre inclusi. Il costo è davvero contenuto perché ci si mette al sicuro con soli 9,40 euro (17,30 per il pacchetto GOLD) e, con pochi euro in più, si allarga la copertura anche a tutta la famiglia. In più il primo mese è un regalo di MetLife e il costo del premio resta fiso per tutta la durata. La polizza può essere sottoscritta tra i 18 e i 70 anni e si rinnova tacitamente ogni anno sino al raggiungimento dei 75.

L’indennità garantita da Pronto Protetto…Via va da 50 euro (in caso di gesso o convalescenza) a 400 in caso di ricovero in ospedale o clinica estera.

Sono tante le testimonianze di chi, anziché restare fiaccato da un infortunio è riuscito anche a trarne un piccolo beneficio, sia economico sia in termini di stress. Perché dunque non provare? Si può chiedere un preventivo online, senza impegno, e trovare un modo per tutelarsi. Prima di acquistarla ricorda di consultare il set informativo con tutte le condizioni.

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Fonti:

www.istat.it

www.unicas.it

 

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