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Assicurazioni sulla vita

Le risposte alle domande più frequenti sulle polizze vita di MetLife, con suggerimenti per la scelta del capitale, la comprensione dei benefici fiscali, il tipo di assicurazione più adatta alle proprie esigenze e altre informazioni utili per scoprire la polizza giusta per te. Se non trovi la risposta che cercavi, o desideri dei suggerimenti, contattaci.

FAQs
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Mi conviene stipulare un’assicurazione sulla vita? Perché?

L’assicurazione sulla vita ha lo scopo principale di aiutarti a conservare un tenore di vita costante. Se in una famiglia infatti viene a mancare il principale precettore di reddito, il tenore di vita dell’intero nucleo familiare può essere seriamente compromesso.

Una polizza vita può essere il necessario supporto proprio in questi casi ed è quindi particolarmente indicata per le famiglie monoreddito oppure quando i figli non sono ancora economicamente indipendenti. Inoltre, un'assicurazione sulla vita può essere fondamentale nel caso la tua famiglia si esponga a un debito importante (ad es: mutuo immobiliare, investimento, prestito ecc..). In questo caso infatti, grazie alla polizza, puoi ottenere la somma utile a rimborsare il debito, continuando a perseguire i progetti familiari e professionali, anche in caso di grave imprevisto.

Le assicurazioni sulla vita svolgono una funzione importante anche in ambito aziendale. In questi casi infatti permettono di dare continuità al business in caso di assenza degli uomini chiave dell’azienda (si pensi ad esempio a un amministratore, o al ruolo di un creativo in agenzie di pubblicità, moda ecc..) e aiutano anche ad evitare quelle discontinuità legate al cambiamento nell’assetto proprietario causate dal decesso di uno dei soci (si possono assicurare in modo “incrociato” le quote, in modo da poterle riacquistare dagli eredi).

 

Perché una polizza vita, al fine di tutelare la sicurezza della famiglia, è preferibile ad altre forme di investimento o risparmio?

Il capitale assicurato tramite una polizza vita caso morte costituisce un beneficio importante, a fronte di una spesa che può essere anche di pochi euro al mese. Questo capitale è interamente disponibile nel momento in cui dovesse verificarsi uno degli eventi descritti nelle condizioni della polizza (es. decesso, invalidità totale permanente etc.) e in qualunque momento della durata contrattuale. Lo stesso beneficio è inoltre “protetto”, in quanto non pignorabile, né sequestrabile e non è soggetto a tasse di successione. Salvaguardare il futuro puntando sul solo risparmio, infatti, è una soluzione che, sebbene facile, potrebbe necessitare di anni per accumulare una somma che faccia solidamente fronte alle esigenze della tua famiglia, in caso di imprevisto. Nel caso di un investimento, invece, il tuo capitale potrebbe non essere disponibile al momento del bisogno.

Come scelgo l’ammontare del capitale, ovvero la somma da assicurare?

La scelta del capitale è strettamente connessa all’esigenza specifica che devi soddisfare attraverso una polizza sulla vita. Nel caso delle assicurazioni caso morte (TCM) ad esempio, potresti tutelarti per via di un debito contratto (come un mutuo per l’acquisto della casa o legato alla propria attività professionale).

In questi casi la somma da assicurare sarà pari all’importo preso in prestito, e la scelta più conveniente per l’assicurato consiste nell’optare per un capitale decrescente, ovvero che si riduce man mano che il debito viene rimborsato. In questo modo, in caso di morte dell’assicurato (o al verificarsi di altri eventi previsti dalle garanzie incluse nella polizza), i suoi familiari (o altri beneficiari) potranno fruire del capitale necessario a rimborsare il debito, mantenendo così la proprietà della casa – nell’esempio specifico del mutuo.

Le polizze caso morte servono anche a tutelare il tenore di vita della famiglia, in caso di assenza del principale percettore di reddito. In questo caso infatti la somma da assicurare andrà scelta in base al reddito annuo netto dell’assicurato, moltiplicato per un numero di anni che corrisponde idealmente al tempo necessario alla famiglia per diventare auto sufficiente.

Ad esempio, se il tuo reddito annuo è di 30 mila euro:

30.000 € di reddito x 5 anni = 150.000 €. 

Scegliendo un capitale di 150 mila euro garantisci alla tua famiglia di mantenere per 5 anni lo stesso tenore di vita attuale.  In genere una buona copertura può durare dai 5 ai 10 anni, prevedendo tempi più lunghi se nel nucleo sono presenti figli molto piccoli. In questo caso sarà opportuno optare per una polizza a capitale costante.

Posso stipulare una polizza vita senza visita medica? Cosa devo fare?

Quando scegli un’assicurazione sulla vita, la visita medica è obbligatoria solo in alcune situazioni. Laddove la compagnia non ritenga necessaria alcuna visita preliminare, è sufficiente una dichiarazione di buona salute da parte tua nella quale affermi di non avere nessuna malattia che possa mettere a rischio la tua vita. Ad esempio, se decidessi di attivare una polizza vita Libera Mente, in normali condizioni di salute, fino a 45 anni e 200 mila euro di capitale assicurato, MetLife non richiede visite mediche: puoi stipulare la tua polizza in modo molto rapido anche telefonicamente.

In alternativa la compagnia ti inoltrerà, insieme a tutta la documentazione informativa, una serie di questionari da compilare che servono ad escludere rischi particolari. Una volta ricevuta la documentazione informativa dovrai solo inviare alla compagnia la proposta di assicurazione (completa di Dichiarazione, Questionari o esami a seconda dei casi), con la quale chiedi di essere assicurato per il rischio coperto dalla polizza. 

Quali sono i vantaggi di una polizza vita in azienda, stipulata, ad esempio, per assicurare un dipendente o un socio?

Le assicurazioni sulla vita svolgono un’importante funzione anche in ambito aziendale. In questi casi infatti esse permettono di dare continuità al business in caso di assenza degli uomini chiave dell’azienda (si pensi ad esempio a un amministratore, o al ruolo di un creativo in agenzie di pubblicità, moda ecc..).

Queste polizze vita aiutano inoltre la tua azienda a evitare quelle discontinuità legate al cambiamento nell’assetto proprietario causate dal decesso di uno dei soci (si possono assicurare in modo “incrociato” le quote, in modo da poterle riacquistare dagli eredi).


 

Cosa si intende per capitale costante e capitale decrescente?

Nel caso di una assicurazione TCM (temporanea caso morte) a capitale costante la compagnia di assicurazione verserà, in caso di decesso, la stessa somma pattuita durante tutto l’arco della copertura, a prescindere cioè dal momento specifico in cui si verifichi l’evento.

In questo tipo di polizze una precauzione consigliata è di tenere sotto controllo il capitale assicurato nel corso del tempo, poiché potrebbe subire un’erosione a causa dell’inflazione.  Le polizze a capitale decrescente invece, essendo pensate specificamente per chi deve estinguere un onere finanziario (mutuo o finanziamento) entro un tempo specifico, prevedono che la somma versata in caso di decesso decresca progressivamente.

La decrescenza del capitale della polizza infatti è coerente con la necessità del cliente di rimborsare il proprio prestito, che diminuirà col tempo man mano che verrà ripagato al creditore.

Quando posso stipulare una assicurazione sulla vita? Ci sono limiti di età?

Se sei maggiorenne puoi stipulare un contratto di assicurazione senza limiti di età. Altri limiti specifici si applicano all’assicurato e sono quelli previsti nel singolo contratto dalla compagnia di assicurazione.

Fumo poco o molto raramente. Devo considerarmi un fumatore quando faccio il preventivo? E se smetto in seguito?

Si, l’opzione corretta da selezionare è fumatore. Puoi dichiararti non fumatore se non hai fumato sigari, sigarette, anche elettroniche o la pipa negli ultimi 24 mesi.

Se pensi che smetterai di fumare (o hai smesso da meno di 2 anni), trascorsi 24 mesi dall’ultima sigaretta ci puoi informare, documentando il tuo stato di non fumatore, e provvederemo ad adeguare il premio al tuo nuovo stato, applicandoti condizioni più vantaggiose.

 

 

Una persona giuridica può stipulare una polizza vita?

Una persona giuridica può stipulare una polizza vita in qualità di contraente dell’assicurazione. Le persone giuridiche non possono infatti rientrare nel contratto di assicurazione in qualità di assicurato né come beneficiario della polizza stessa. Per maggior chiarezza sulle terminologie “contraente, assicurato e beneficiario”, vedi la FAQ “Qual è la differenza tra contraente, assicurato e beneficiario?”.

Posso intestare la mia polizza ad altri?

In qualità di contraente puoi scegliere di proteggere le persone a te più vicine (ad esempio i tuoi familiari), designando un assicurato e un beneficiario diversi e conservando gli oneri connessi alla titolarità della polizza. Esiste pertanto la possibilità di stipulare una polizza sulla vita per il caso morte di un terzo, ma in questo caso l’assicurato deve sottoscrivere il contratto di assicurazione insieme al contraente.

Come e quando posso scegliere il beneficiario?

La designazione del beneficiario può essere fatta dal contraente al momento dell’adesione, o anche in un secondo momento tramite comunicazione scritta alla compagnia di assicurazione.  Il beneficiario può inoltre essere nominato tramite testamento e può essere revocato dal contraente a meno che il beneficiario non abbia già espresso la volontà di avvalersi del beneficio.

Il contraente, da parte sua, può designare un beneficiario e rinunciare per iscritto al potere di revoca: anche in questo caso la revoca non sarà più possibile dal momento in cui il beneficiario avrà dichiarato di volersi avvalere del beneficio. In caso siano designati più beneficiari, il contraente può indicare in che percentuale la compagnia dovrà versare la somma assicurata a ciascuno di essi.

Il beneficiario può essere una persona giuridica, ad esempio una banca?

Il beneficiario di un'assicurazione sulla vita può essere sia una persona fisica che una persona giuridica. Se ad esempio stai stipulando una polizza vita a protezione di un mutuo o finanziamento, puoi designare come beneficiario un componente del tuo nucleo familiare oppure la stessa banca o istituto di credito verso il quale sei debitore. In quest’ultimo caso, quando scegli il beneficiario, devi indicare la ragione sociale e la partita iva del soggetto cui verranno erogati i benefici dell’assicurazione.

Quali sono i benefici fiscali? Posso detrarre il premio dalla denuncia dei redditi?

Le polizze caso morte e invalidità permanente offrono ad oggi interessanti benefici che riguardano sia il premio pagato dall’assicurato, sia la somma versata ai beneficiari in caso di sinistro. Gli importi versati per le polizze sono detraibili ogni anno dalla dichiarazione dei redditi.

La somma versata dalla compagnia ai beneficiari non è soggetta a tasse di successione, è esente dall'imposta sul reddito delle persone fisiche e non può essere pignorata né sequestrata. Ciò garantisce la sicurezza che i propri cari possano disporre integralmente della somma assicurata, indipendentemente dalla situazione economica della famiglia nel momento in cui si verifica il decesso.

Visto che la normativa è in continua evoluzione, ti consigliamo tuttavia di verificare con l'aiuto del commercialista eventuali aggiornamenti del trattamento fiscale delle polizze vita.

Cosa si intende per revoca e recesso di un contratto di assicurazione?

Nelle polizze vita il contratto di assicurazione è preceduto da una proposta di assicurazione, ovvero una richiesta, su modello predisposto dalla compagnia di assicurazione, con la quale il contraente chiede alla compagnia di valutare e accettare il rischio legato alla vita dell’assicurato.

Questo processo dà quindi luogo a una fase preliminare, durante la quale il contraente può avvalersi della facoltà di revocare la suddetta proposta. La revoca si intende effettiva nel momento in cui la compagnia comunica l'avvenuta accettazione della stessa. Se invece le parti hanno sottoscritto il contratto, il contraente può comunque esercitare il diritto di recesso dal contratto di assicurazione, entro il termine massimo di trenta giorni dal momento in cui è stato informato della sua conclusione.

Posso ridurre la somma assicurata?

Nel corso della durata del contratto puoi, in qualità di contraente, cessare il pagamento dei premi stabiliti inizialmente. A questo punto, a meno che non eserciti il tuo diritto di riscatto, la polizza resta operativa e alla sua conclusione le prestazioni garantite dalla compagnia di assicurazione saranno proporzionali ai premi versati, secondo regole definite nel contratto di assicurazione.

Se muore il contraente, cosa succede?

Alla morte del contraente la titolarità dell'assicurazione si trasferisce ai suoi eredi legittimi, anche se il pagamento dei premi può essere effettuato da qualunque soggetto. Il beneficiario della polizza designato inizialmente tuttavia non potrà più essere cambiato per tutta la durata rimanente del contratto.

Qual è la differenza tra contraente, assicurato e beneficiario?

Il contraente è il soggetto che stipula la polizza, ovvero colui che assume l’obbligo di pagamento del premio nei confronti della compagnia di assicurazione, e sul quale gravano tutti gli obblighi derivanti dal contratto di assicurazione. Molto spesso, ma non sempre, il contraente coincide con l’assicurato. Quest’ultimo è il soggetto sulla cui persona viene stipulata l’assicurazione (polizze vita e infortuni), o che viene sollevato dalle conseguenze economiche di un sinistro (polizza per danni alle cose e responsabilità civile).

Solo per le polizze vita caso morte, l’assicurato deve sottoscrivere il contratto di assicurazione qualora sia una persona diversa dal contraente. L’assicurato inoltre non può essere una persona giuridica, e non può essere modificato per tutta la durata del contratto. Il beneficiario è invece il soggetto che trae vantaggio dall’assicurazione, e che non sempre coincide con l’assicurato, ad esempio: il beneficiario di una polizza vita caso morte può essere il coniuge, un altro familiare o un soggetto terzo scelto dal contraente.

Spetta comunque al contraente designare il beneficiario per la polizza sottoscritta, con una dichiarazione che può avvenire al momento della stipula del contratto o anche in un secondo momento, tramite comunicazione scritta alla compagnia di assicurazione o anche tramite testamento. Se hai altri dubbi sulla terminologia utilizzata, puoi utilizzare il glossario dei termini che trovi sul nostro sito per avere chiarimenti.   

 

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