Gli sport di combattimento tornano al successo: sono pericolosi per i figli?

La più importante federazione al mondo di arti marziali ha aumentato di 10 volte il suo giro di affari negli ultimi 10 anni e continuano a crescere anche i numeri degli sport cosiddetti di combattimento classici che piace soprattutto ai giovanissimi. La giusta preoccupazione dei genitori è quella che questi sport possano sviluppare aggressività e stimolare la violenza. Ma è davvero così?

Nel nostro paese, secondo il report dell’Istat[3] sulla “Pratica sportiva in Italia”, le arti marziali e gli sport da combattimento in generale sono praticati da quasi un milione di persone, con percentuali di adesione in aumento per tutte le fasce d’età.

 

Arti marziali per bambini: quali sono e come sceglierle

Tra le arti marziali più conosciute e praticate in palestra e adatte a tutte le età [4], specialmente dai 6 anni in su, troviamo:

  • Judo, originario del Giappone è basato sulla consapevolezza di sé e della propria forza (interiore ed esteriore). È uno sport di combattimento in cui bisogna bloccare l’avversario a terra sulla schiena. "Massima efficienza, minimo sforzo" è la pietra angolare dell'arte marziale che implica l’assunto che si può battere anche un avversario fisicamente più imponente.
  • Karate, anch’esso nato in Giappone è praticato a mani nude. Molta della portata educativa di questo sport si evidenza nelle regole del Dojo, il quadrilatero di allenamento e di combattimento. Qui vigono e vanno osservate regole di giustizia, sincerità con l’altro, rispetto dell’avversario, cortesia, impegno costante e controllo dei limiti.
  • Kickboxing, può essere praticato come disciplina del fitness, oppure come sport più regolamentato ma non è un’arte marziale. La disciplina combina pugni, ginocchiate, testate e calci per disarmare un avversario o un sacco usato in allenamento. La chiave del kickboxing è la velocità e l'agilità.
  • Ju-jutsu, disciplina sviluppata per la difesa personale. La disciplina è basata sui centri di gravità del proprio corpo e dell’attaccante. La teoria di questa arte marziale è che se si attacca con grande forza si riceve una forza uguale e contraria che può far cedere il corpo. Il principio di base è invece cercare di applicare tecniche di cedevolezza, in modo che l’avversario trovi il vuoto dinnanzi a sé, vanificando l’attacco.
  • Taekwondo, è un’arte marziale coreana, che combina sia l'autodifesa sia l'attacco. La disciplina si concentra su calci alti e movimenti rapidi delle mani. È ottimo per migliorare agilità, potenza, equilibrio, flessibilità e resistenza. Gli atleti cercano di combinare la concentrazione con la forza e la tecnica che sviluppano attraverso l'allenamento costante.
  • Aikido, proviene dal Giappone ed è progettato principalmente per l'autodifesa. Il creatore dell’aikido voleva creare un'arte che una persona potesse usare per difendersi, senza causare danni ai suoi aggressori. È una disciplina che non richiede molta velocità, quanto piuttosto una tecnica adeguata per disabilitare un attaccante.

Come le arti marziali disciplinano la mente

La pratica delle arti marziali, oltre che sullo sviluppo fisico, influisce sulla personalità di chi le pratica[2]. Vediamo nel dettaglio come le arti marziali possono letteralmente cambiare l’approccio alla vita, fin dalla tenera età.[5]

Autodisciplina

Le arti marziali aiutano ad imparare che la gratificazione non è frutto di una richiesta, ma deriva da un impegno sodo e soprattutto costante nel tempo: è un premio meritato per l’onere preso e portato a termine, responsabilmente. Oltre ciò le arti marziali e gli sport di combattimento in generale, impongono dei rituali molto accurati, come il saluto all’inizio e alla fine di ogni incontro o lezione, che sin da piccolissimi e dai primi incontri gli insegnanti trasmettono agli allievi.

Concentrazione e gerarchia

La presenza del sistema di cinture di diverso colore per indicare la maggiore o minore esperienza sul campo, permette ai bambini di avere sempre a disposizione un sistema con cui misurarsi per individuare il lavoro necessario per migliorarsi. Questo tipo di classificazione insegna a specificare e pianificare degli obiettivi e quantificare l’impegno necessario per raggiungerli, godendosi quindi la meritata ricompensa.

Questa capacità viene poi sfruttata nella vita di tutti i giorni, tanto nello studio (ambito in cui si notano miglioramenti di rendimento) quanto nelle relazioni sociali.

Autostima

La capacità di focalizzare le energie per raggiungere gli obiettivi prefissati, insegna a lavorare con costanza e determinazione, qualità che portano a risultati, che - a loro volta - producono soddisfazione personale e stima di sé.

In questo modo, i bambini imparano a capire che possono farcela, superando passo dopo passo i loro limiti (spesso considerati invalicabili) e sviluppando la fiducia nelle proprie capacità.

Rispetto per l’altro, per gli spazi comuni, per se stessi

L’appartenenza ad un gruppo equivale alla costituzione di una piccola società che, per funzionare, deve avere le sue regole di condotta: alla base di tutte, il rispetto del Maestro, degli spazi di allenamento e dei compagni con i quali è necessario mantenere un atteggiamento corretto e leale.

Il riconoscimento dell’autorevolezza e del rispetto dell’altro sviluppa la capacità di ascolto, accresce il senso di appartenenza e l’abilità di rapportarsi con gli altri, anche al di fuori dell’esperienza sportiva.

Non violenza e resilienza

C’è una differenza abissale tra la finzione di film o giochi digitali e la realtà: praticare le arti marziali aiuta a reagire con consapevolezza e non con violenza, controllando sentimenti momentanei come paura, rabbia e agitazione.

In questo modo i bambini imparano a limitare gli eccessi imparando l’importanza di aiutare i più deboli, i meno esperti, i più piccoli.

La sicurezza negli sport di combattimento è al primo posto: conclusioni e consigli finali

Le arti marziali e gli sport di combattimento in generale sono dunque sport sani, ottimi per lo sviluppo psicologico dei più piccoli, oltre che un’adeguata forma di movimento che ogni persona, costantemente, dovrebbe fare per tutta la vita.

Non è raro però trovare genitori preoccupati per la sicurezza e l’incolumità dei propri figli. Ecco perché ci sono alcune cose che sarebbe bene considerare prima di iscrivere tuo figlio a un corso:

  • 1)      Una verifica da fare immediatamente è la qualità degli insegnanti. Per questo approfitta con garbo delle lezioni di prova e fermati a osservare – più che le performance di tuo figlio – quelle dell’insegnante, alle dinamiche del gruppo di ragazzi che lavora e quelle nello spogliatoio (se possibile).
  • Generalmente in un ambiente sano, dove vengono trasmessi dei valori corretti, c’è grande rispetto per gli altri, pulizia, disciplina e divertimento. Se c’è qualcuno che si diverte o viene aizzato a fare lo spaccone sicuramente non sei nel posto giusto.
  • 2)      Negli sport dove c’è il combattimento la preparazione fisica è molto importante ma lo è altrettanto la tecnica. Ogni lezione dovrebbe essere il giusto mix delle due cose. Osserva come l’insegnante spiega le tecniche ai ragazzi e cerca di capire se riesce a trasmettere nel modo giusto il da farsi e la filosofia non-violenta che c’è alla base.
  • 3)      Un insegnante davvero preparato riesce a gestire gli allenamenti in modo che siano sicuri. Per questo motivo gli infortuni non dovrebbero accadere.

Puoi tutelare la sicurezza dei tuoi figli con una assicurazione che li protegga anche durante lo sport, oltre a quella di base che tutte le palestre e i centri sportivi fanno per gli allievi.

Noi di MetLife abbiamo scelto di mettere al riparo i nostri figli con Protezione Junior, una polizza studiata proprio sulle esigenze dei ragazzi, sempre attivi tra scuola e sport. Così un piccolo infortunio, la convalescenza di qualche giorno, un gesso o gli esami per verificare che sia tutto a posto non peseranno sulle finanze della famiglia in alcun modo.

Fonti

[1] Le origini delle arti marziali | Focus >> https://www.focus.it/cultura/storia/qual-e-il-senso-dei-nomi-delle-arti-marziali

[2] http://www.fiamsport.it

[3] Pratica sportiva in Italia | Istat >> https://www.istat.it/it/files/2017/10/Pratica-sportiva2015.pdf?title=La+pratica+sportiva+in+Italia++-+19%2Fott%2F2017+-+Testo+integrale++e+nota+metodologica.pdf

[4] https://www.melarossa.it/fitness/sport-benessere/arti-marziali-ritrovare-equilibrio-interiore/

[5] Bambini e arti marziali, un binomio che funziona | La Stampa >> http://www.lastampa.it/2013/09/23/societa/mamme/bambini/6-11-anni/bambini-e-arti-marziali-un-binomio-che-funziona-bWuW5UG6J8CFg7X7VMeQ0K/pagina.html

 

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