Infortunio sul lavoro: cosa bisogna fare? La procedura e le novità

Quando ci si fa male a lavoro l’INAIL è tenuta ad erogare al dipendente un’indennità sostitutiva per i giorni in cui si è costretti ad assentarsi dal lavoro per sottoporsi alle cure. Ma come denunciare l'accaduto? Cosa spetta al lavoratore?

L’assicurazione che copre gli infortuni sul lavoro è obbligatoria per tutte le aziende, sia piccole che grandi. Ogni lavoratore che è costretto ad assentarsi per più di 3 giorni dal suo incarico per le conseguenze di un incidente avvenuto sul luogo di lavoro, può ricevere un indennizzo sostitutivo della retribuzione giornaliera. Queste regole sono applicabili anche in caso di infortunio in itinere.

Questa indennità va richiesta all’INAIL, (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) seguendo una procedura precisa, ben spiegata sul sito dell’Istituto [1].

 

Comunicare un infortunio: quello che devi sapere per tutelarti

È bene sapere che, in caso di infortunio anche lieve, il lavoratore è obbligato a comunicare tempestivamente al datore di lavoro l’accaduto (come specifica il Dpr 1124/1965, articolo 52[2]). L’avviso può partire anche da terzi, nel caso in cui il lavoratore infortunato fosse impossibilitato ad avviare la comunicazione. Un’attenzione particolare va riservata a questo punto, perché in mancanza di comunicazione si può perdere il diritto all’indennizzo dell’Inail.

Quando avviene un incidente sul luogo di lavoro, si possono allertare immediatamente i soccorsi – ove necessario – oppure richiedere l’assistenza del medico dell’azienda o del medico curante, senza chiedere autorizzazioni.

In seguito all’accertamento medico, nel caso in cui venga verificata una inabilità temporanea assoluta (superiore ai 3 giorni) o permanente al lavoro, il medico firma e rilascia un certificato nel quale sono indicati chiaramente la diagnosi e il numero dei giorni nei quali il lavoratore dovrà assentarsi dalle sue mansioni per cause connesse con l’incidente. Questo certificato viene oggi trasmesso telematicamente all’INAIL che provvede ad avviare le pratiche di indennizzo nel caso in cui sia previsto (vedi paragrafo successivo).

È bene sapere che il datore di lavoro, contestualmente, dovrà compilare un modello di denuncia di infortunio (Modello 4bis R.A.[3]). In caso di mancata denuncia di infortunio all’Inail oppure in caso di ritardata comunicazione il datore di lavoro può essere sanzionato dall’Autorità di Pubblica Sicurezza.

Se il datore di lavoro non dovesse denunciare all’Inail l’infortunio, può farlo il lavoratore recandosi presso la sede Inail competente con la copia del certificato rilasciato dal medico o dalla struttura sanitaria competente al rilascio.

Se sei un lavoratore autonomo del settore artigianato o agricoltura, non sono previste sanzioni nel caso di mancata o ritardata denuncia, ma perdi il diritto all’indennità per i giorni antecedenti l’invio della domanda.

In ogni caso, è bene ricordare di farsi rilasciare sempre una copia di qualsiasi certificato o dichiarazione del medico o del Pronto Soccorso, perché potrebbe risultare necessaria al fine di successive verifiche oppure per ricevere l’indennizzo previsto anche dalla propria assicurazione infortuni privata.

Nei casi di infortunio grave o gravissimo, ovvero quando viene definita una prognosi superiore ai 40 giorni lavorativi, è previsto l’intervento delle autorità senza che il lavoratore debba procedere in altro modo. È l’Inail (o la Polizia Giudiziaria) che avverte la Procura della Repubblica che è tenuta ad avviare d’ufficio un’azione penale per lesioni colpose gravi o gravissime.

In ogni caso, prima di rientrare a lavoro, il lavoratore deve recarsi in visita presso gli ambulatori dell’Inail così che possa essere certificata e verificata la chiusura dell’infortunio. A seguito della visita medica, i dottori dell’Inail consegneranno al lavoratore un certificato per poter riprendere le normali mansioni in azienda.

Nel caso in cui fosse necessario un prolungamento delle cure, con ulteriori giorni di astensione dal lavoro, verrà prodotto un nuovo certificato medico da consegnare al datore di lavoro.

A quanto ammontano gli indennizzi e quando spettano al lavoratore

Come anticipato, l’INAIL prima di accogliere la domanda di infortunio, deve individuare il nesso causale tra l’attività lavorativa e il sinistro ovvero verificare che ci sia un collegamento diretto fra l'infortunio accaduto e lo svolgimento delle attività lavorative quotidiane.

Generalmente questo collegamento è legato a una serie di tipologie di rischio definite in:

  • Tipico: rischio proprio della prestazione lavorativa;
  • Ambientale: rischio causato dall’ambiente in cui svolge l’attività di lavoro, indipendentemente dal fatto che si sia addetti a lavorazioni pericolose;
  • Generico aggravato: rischio occorso indipendentemente dalle condizioni peculiari del lavoro ma in presenza di determinate circostanze, idonee a causare al lavoratore un aggravamento del rischio.

Una volta riconosciuto l’infortunio e il nesso diretto con il lavoro, l’Inail provvede a rimborsare al datore la quota da questi anticipata per conto dell’ente assicurativo stesso, secondo la seguente tabella.

Infortunio sul lavoro

Giorni di assenza dal lavoro

 Spetta all'Azienda

Rimborso INAIL

Giorno stesso dell'infortunio

100% retribuzione giornaliera

 

Periodo di carenza 1°, 2°, 3° giorno successivi all'infortunio

100% retribuzione giornaliera

 

Dal 4° al 90° giorno successivi all'infortunio

integrazione fino al 100% della retribuzione giornaliera (come stabilito da CCNL)

60% della retribuzione media giornaliera

Dal 91° giorno alla guarigione

integrazione fino al 100% della retribuzione giornaliera (come stabilito da CCNL)

75% della retribuzione media giornaliera

 

L’assicurazione Inail comprende anche il cosiddetto infortunio in itinere, cioè l’incidente che può verificarsi durante il normale percorso di andata - ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro. In questi casi, le eventuali interruzioni e deviazioni del normale percorso non rientrano nella copertura assicurativa, ad eccezione di alcuni casi particolari, in cui tali deviazioni sono considerate necessarie, quali ad esempio:

  • interruzioni/deviazioni effettuate in attuazione di una direttiva del datore di lavoro;
  • interruzioni/deviazioni "necessitate" ossia dovute a causa di forza maggiore (ad esempio un guasto meccanico) o per esigenze essenziali e improrogabili (ad esempio il soddisfacimento di esigenze fisiologiche) o nell'adempimento di obblighi penalmente rilevanti (esempio: prestare soccorso a vittime di incidente stradale);
  • interruzioni/deviazioni "necessarie" per l'accompagnamento dei figli a scuola;
  • brevi soste che non alterino le condizioni di rischio.

Risarcimenti per danno biologico da infortunio sul lavoro

Il DLgs. 38/2000 [5] introduce la possibilità da parte dell’Inail di risarcire i casi di danno biologico avvenuti successivamente al 25 luglio 2000. In questo caso si fa riferimento a danni permanenti, in particolare a menomazioni, che vengono calcolate oltre il 6% di invalidità permanente e specificate nelle tabelle relative al decreto citato, che riportano le valutazioni caso, per caso [6].

Nei casi descritti dalla legge, si ha diritto a un risarcimento con capitale una tantum nel caso di danni permanenti fra il 6% e il 15%, mentre per casi di incidenti che comportano danni permanenti riconosciuti superiori al 16% di invalidità, è prevista una forma di rendita vitalizia (pensione).

Al di sotto del 6% l’Inail non risarcisce alcun danno biologico.

Differenza fra infortunio sul lavoro e malattia professionale

Mentre nel caso dell’infortunio sul lavoro si parla di “causa violenta” [7], per quanto riguarda la malattia professionale si fa riferimento a “una patologia la cui causa agisce lentamente e progressivamente sull’organismo (causa diluita e non causa violenta e concentrata nel tempo). La stessa causa deve essere diretta ed efficiente, cioè in grado di produrre l’infermità in modo esclusivo o prevalente”[8].

Deve esistere cioè un rapporto diretto, nel quale le mansioni svolte oppure il luogo di lavoro o le condizioni dello stesso siano causa o concausa della patologia sviluppata.

In questo senso sono state classificate una serie di malattie “tabellate”, cioè già iscritte in un elenco di rischi in relazione a determinati lavori, per le quali il lavoratore non deve dimostrare l’origine professionale della patologia [9].

Ci sono poi dei casi, più complessi, nei quali è possibile dimostrare che la malattia sviluppata dal lavoratore, pur non presente nelle tabelle, ha origine professionale. In questo caso si fa riferimento a una sentenza della Corte Costituzionale (179/1988) che ha introdotto nella legislazione del nostro Paese il cosiddetto “sistema misto”.

Per inoltrare la denuncia di malattia professionale in via telematica, è disponibile una guida completa realizzata dall’Inail, in grado di seguire il lavoratore passo, dopo passo [10].

Come aumentare le tutele personali e mettere al sicuro il proprio tenore di vita in caso di infortunio sul lavoro

In questo articolo abbiamo visto quanto sia importante seguire tempi e procedure dell’Inail per evitare sanzioni oppure la mancata corresponsione dell’indennità.

Ma c’è qualcos’altro che puoi fare per mettere al sicuro il tuo tenore di vita e quello della tua famiglia, oltre che trovare un sollievo in un momento difficile come può essere quello dopo un infortunio sul lavoro.

Un’assicurazione infortuni e malattia conviene sempre, perché ti permette di accedere alle cure migliori contenendo l’impatto economico che un imprevisto può determinare a livello personale e familiare. Non sono alternative all’assicurazione Inail ma sono cumulabili con le indennità previste dalla legge perché sono dei benefit personali privati.

Oltre ciò, se scegli una polizza MetLife, potrai godere di un processo di comunicazione snello e veloce che ti permette di ottenere il tuo indennizzo, oppure il risarcimento, in tempi brevi e con passaggi burocratici ridotti al minimo.

Una polizza infortuni e malattia ti permette di avere un’indennità anche in casi più lievi, come ad esempio quando è necessario un ricovero, un’ingessatura, una convalescenza a casa. Nei casi in cui la polizza lo prevede, inoltre, possono essere recuperate anche le spese mediche per un intervento, per la riabilitazione o per esami clinici diagnostici.
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Conclusioni e consigli finali

Quando avviene un incidente sul luogo di lavoro è importante ricordare alcune semplici regole:

  • Avvertire immediatamente, oppure far avvertire da un collega, il datore di lavoro;
  • Avvertire, se necessario, i soccorsi, il medico curante oppure il medico dell’azienda se presente;
  • Conservare tutti i certificati e le dichiarazioni dei medici che riguardano le conseguenze dell’imprevisto: saranno fondamentali per il riconoscimento dell’indennità;
  • In caso di dubbi o perplessità sulle modalità di invio della domanda di indennizzo all’Inail oppure sulle spettanze del lavoratore, è possibile contattare l’Istituto al numero verde 06.6001

Fonti per questo articolo

[1] https://www.inail.it/cs/internet/attivita/prestazioni/infortunio-sul-lavoro/lavoratore/comunicazione-infortunio.html

[2] “L'assicurato è obbligato a dare immediata notizia di qualsiasi infortunio che gli accada, anche se di
lieve entità, al proprio datore di lavoro. Quando l'assicurato abbia trascurato di ottemperare all'obbligo
predetto ed il datore di lavoro, non essendo venuto altrimenti a conoscenza dell'infortunio, non abbia
fatto la denuncia ai termini dell'articolo successivo non è corrisposta l'indennità per i giorni antecedenti
a quello in cui il datore di lavoro ha avuto notizia dell'infortunio.
La denuncia della malattia professionale deve essere fatta dall'assicurato al datore di lavoro entro il
termine di giorni quindici dalla manifestazione di essa sotto pena di decadenza dal diritto a indennizzo
per il tempo antecedente la denuncia.”

[3] Tutti i moduli per la denuncia di infortunio sono qui: https://www.inail.it/cs/internet/atti-e-documenti/moduli-e-modelli/prestazioni/denuncia-infortunio.html

[4] https://www.ebinter.it/allegati/cd3/contenuti/articoli/art182.htm

[5] http://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/00038dl.htm

[6] http://www.gazzettaufficiale.it/do/atto/serie_generale/caricaPdf?cdimg=000A992600100010110001&dgu=2000-07-25&art.dataPubblicazioneGazzetta=2000-07-25&art.codiceRedazionale=000A9926&art.num=1&art.tiposerie=SG

[7] https://www.inail.it/cs/internet/attivita/prestazioni/infortunio-sul-lavoro.html

[8] https://www.inail.it/cs/internet/attivita/prestazioni/malattia-professionale.html

[9] http://www.uil.it/documents/circ.%2069%20prot.%20253%20(23.09.14).pdf

[10]https://www.inail.it/cs/internet/docs/manuale_utente_denuncia_mp_ucm_114910.pdf?section=atti-e-documenti

[11] https://www.inail.it/cs/internet/attivita/prestazioni/infortunio-sul-lavoro/datore-di-lavoro.html

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