Visita fiscale INPS: guida completa a fasce di reperibilità e sanzioni

Quando malattia e infortuni obbligano ad assentarsi dal lavoro, occorre sapere come comunicare con l’azienda e cosa aspettarsi dalle visite di controllo dell’Istituto nazionale di previdenza. Ecco le regole per non sbagliare. 

A casa dal lavoro per malattia, infortunio? È il momento di sapere tutto sulla visita fiscale Inps. I controlli di verifica sullo stato di salute del dipendente pubblico o privato sono cosa antica, tutti sanno di che cosa si tratta, ma non tutti i dettagli che la regolano.

Capire come funziona la visita fiscale vuol dire infatti conoscere le fasce orarie di reperibilità stabilite dall’Inps, chi la manda, chi ne è esonerato. E ancora come comunicare lo stato di malattia, cosa accade se si viene trovati assenti al controllo, quali sono le sanzioni e chi paga la visita fiscale.

Fasce di reperibilità

Ma andiamo per ordine. Iniziamo con il dire che al primo settembre 2017 è entrato in vigore il Polo Unico per le visite fiscali, che assegna all’Inps la competenza esclusiva sulle visite di controllo in caso di assenze dal lavoro per malattia e infortuni, esclusi quelli avvenuti in azienda che spettano all’Inail.

Secondo il regolamento Inps, le fasce di reperibilità per la visita fiscale per il 2018 e 2019 non sono cambiati: il dipendente privato potrà essere soggetto a controllo dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19. Per il dipendente pubblico invece, la reperibilità scatta dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.  Sapere quando il medico Inps può presentarsi a casa sul luogo di cura, non è però l’unico dettaglio importante in materia di visita fiscale. E’ infatti bene ricordare che il controllo può avvenire sette giorni su sette, sabati e domeniche compresi, che durante il periodo di malattia possono essere disposti più controlli e che si deve fare in modo da essere ben rintracciabili: su citofoni e campanelli deve infatti essere visibile il nome, non ci sono scusanti se non si sente la chiamata.

 
Orari e fasce di reperibilità (le visite si effettuano 7 giorni su 7, festivi compresi)

Assenza in caso di visita di controllo

Tutto questo è stato stabilito per contrastare l’assenteismo, ma cosa succede qualora il dipendente non si faccia trovare nelle fasce di reperibilità indicate?

L’assenza in caso di visita fiscale comporta  delle sanzioni che prevedono la decurtazione dello stipendio (il 100 per cento dell'indennità malattia per i primi 10 giorni di patologia e il 50 per cento per i successivi giorni) sino al licenziamento per giusta causa. Prima che scattino le “punizioni” però, al dipendente sono concessi 15 giorni per  provare in modo valido i motivi dell’assenza.

E se il dipendente non è in casa per una visita o per essersi recato in farmacia?

Niente paura. Il regolamento Inps contempla anche casi di esonero dalla visita fiscale, validi sia per i dipendenti pubblici che per quelli privati. In particolare, si possono evitare le fasce orarie di reperibilità se l’assenza è dovuta a cause di forza maggiore, a visite e prestazioni e accertamenti specialistici da effettuarsi durante gli orari della visita fiscale. E ancora, le visite mediche effettuate presso il medico di famiglia perché al di fuori dalle fasce di reperibilità, quando occorre fare iniezioni o terapie o ritirare radiografie legate alla causa di malattia.

Infine, garantiscono una copertura anche le visite dentistiche urgenti e le corse in farmacia. Non solo, è possibile l’esonero anche per recarsi a fare visita a parenti in ospedale (con orario che coincide con le fasce di reperibilità), attività di volontariato che non pregiudichino la salute del lavoratore e soprattutto in casi di gravi patologie, malattie professionali e infortunio.

 

Come comunicare lo stato di malattia

I motivi per cui la visita fiscale può essere evitata
  • cause di forza maggiore, gravi patologie, malattie professionali;
  • visite, prestazioni e accertamenti specialistici in orario di reperibilità;
  • iniezioni, terapie o ritiro di radiografie legate alla causa di malattia;
  • visite dentistiche urgenti e corse in farmacia per emergenza;
  • visita a parenti in ospedale (con orario che coincide con le fasce di reperibilità);
  • attività di volontariato che non pregiudichi la salute del lavoratore;

Detto questo, si comprende chiaramente perché è bene che il dipendente infortunato o malato sappia come comunicare correttamente con la sua azienda. A lui infatti compete far certificare dal medico la sua malattia e poi accertarsi che questi l’abbia correttamente compilata e inviata all’Inps in via telematica. In più, il dipendente deve anche sapere cosa fare qualora lo stato di malattia venga accertato in pronto soccorso o il medico possa redigere soltanto un certificato cartaceo (che potrà essere accettato soltanto se il medico è davvero impossibilitato a inviarlo online). In queste situazioni infatti, tocca al “malato” effettuare una comunicazione efficace, inviando all’Inps e al datore di lavoro entro due giorni il certificato cartaceo. Tale certificato deve contenere dati anagrafici, diagnosi, durata della malattia e soprattutto il domicilio di reperibilità. Il periodo di malattia invece decorrerà dal primo giorno del rilascio.

Insomma, per evitare spiacevoli inconvenienti è bene essere informati nel dettaglio. La visita fiscale Inps non deve cogliere di sorpresa, tenendo ben presente che il controllo può partire sia per spontanea iniziativa dell’Inps sia su richiesta dell’azienda pubblica o privata, che per istruirla dovrà utilizzare l’apposito sportello online ed essere in possesso delle credenziali per l’accesso (numero Pin e personale abilitato).

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