Assistenti vocali per la casa: sono davvero sicuri?

Grande successo per gli assistenti vocali domestici che "svegliano" il mercato della Smart Home in Italia. Ma i nostri dati sono veramente al sicuro? Quali sono le attenzioni da porre.

Sui telefoni e tablet basati su Android o iOS hai imparato a dettare le istruzioni agli assistenti vocali che ti “ascoltano” ogni volta che li attivi: conosci Siri, l’aiutante proposto da Apple sui suoi device, e dici “Ok Google” ogni volta che vuoi interagire con il tuo smartphone Android.

Da qualche anno però, sono arrivati sul mercato anche assistenti vocali per la casa. Il mercato in Italia è abbastanza incuriosito da queste novità e i sistemi cosiddetti Smart Home stanno entrando nei nostri appartamenti.

Per il momento a guidare il mercato sono gli assistenti vocali commercializzati da due colossi internazionali: Google e Amazon. Grazie alla loro capacità di “apprendere” abitudini e routine e di memorizzare dati, questi sistemi possono aiutare a tenere sotto controllo molte attività della tua giornata, semplificandone la gestione. Ma alcune volte un approccio più cauto viene spontaneo, specialmente da quando è diventato chiaro che è possibile utilizzare questi strumenti anche per aprire la porta di casa.

Quanto sono sicuri, dunque, gli assistenti vocali?

Assistenti vocali, episodi incredibili e la “paura” del Grande Fratello

Usare un assistente vocale in casa significa avere un dispositivo che ascolta e interagisce con noi quando vogliamo ascoltare musica, conoscere le previsioni del tempo, accendere o spegnere dispositivi collegati (come forno, microonde, tv o altro) e perfino fare acquisti su internet.

Per rendere possibile tutto ciò è necessario che i microfoni dei dispositivi siano in ascolto: banalmente, il dispositivo deve poterci sentire fin dall’inizio, quando pronunciamo la parola chiave che li attiva.

E questo può dar luogo ad eventi quanto meno bizzarri.

Un episodio davvero paradossale è accaduto ad un presentatore di una televisione di San Diego. L’emittente californiana per la quale lavorava aveva scelto di mandare in onda un servizio sugli acquisti accidentali dei bambini attraverso gli assistenti vocali, raccontando la storia di una ragazzina che aveva comprato una costosissima casa delle bambole senza esserne consapevole. Terminato il servizio, in diretta, il presentatore ha ripetuto la frase che è servita alla bimba per fare l’acquisto. Il risultato è stato che quell’input vocale ha innescato tutti i dispositivi presenti nelle case dei telespettatori che in quel momento stavano guardando il programma, facendo partire tantissimi acquisti per quella stessa casa delle bambole. [1]

Come gli assistenti vocali raccolgono e usano i nostri dati

Il centro del problema sta tutto qua: è importante capire come vengono utilizzati i dati dagli assistenti vocali e quanto è probabile che un estraneo possa conoscere le nostre abitudini o i nostri metodi di pagamento semplicemente “entrando” in questi sistemi.

Di fatto, ci sono già sistemi informatici domestici che monitorano la nostra attività: il termostato, l’allarme, con i quali abbiamo più confidenza e che sembrano più “innocui”. In realtà, già accade che i produttori usino le tue informazioni di consumo per migliorare i loro prodotti e per creare offerte dedicate. Dunque, maggiore sarà il numero di informazioni e di dati immagazzinati, maggiore sarà l’accuratezza con cui il cliente/utente del servizio viene profilato.

A ben vedere, il meccanismo è lo stesso delle “carte fedeltà” dei supermercati che utilizzano i dati della tua spesa con il doppio intento: proporre sconti e promozioni per farti tornare all’acquisto, e fare ricerche di mercato per migliorare la produttività del punto vendita.

La maggiore interazione con gli assistenti vocali, dunque, permette ai produttori una conoscenza più approfondita e la possibilità di utilizzare quelle informazioni per proporre ricerche, prodotti o servizi personalizzati secondo le tue abitudini e della tua famiglia.

Il vero spartiacque è qui: per qualcuno questa attività è preoccupante, per altri, invece, è vantaggiosa perché permette di avere proposte già filtrate in base ai propri interessi.

Come rendere più sicuro l’uso degli assistenti vocali

Come sempre, possiamo dire che la verità sta nel mezzo. Demonizzare gli assistenti vocali è sbagliato, tuttavia, se pensi che i tuoi dati sensibili non siano al sicuro, puoi prendere qualche piccola precauzione.

Le case produttrici ti permettono di personalizzare le impostazioni del tuo sistema e di agire per modificare anche i parametri che riguardano la privacy direttamente dalle “App” che controllano gli assistenti vocali.

Ecco qualche suggerimento:

·        disattiva l’ordine vocale per evitare acquisti non desiderati oppure aggiungi un codice per attivare l’acquisto. In alternativa puoi bloccare alla sorgente l’addebito, scegliendo di usare sempre il codice token OTP (il codice temporaneo della banca per attivare operazioni di mobile banking) per autorizzare gli acquisti;

·        cancella periodicamente le registrazioni degli input vocali direttamente dalle impostazioni del tuo account, in modo che non possano essere recuperate da eventuali hacker e utilizzati per commettere frodi;

·        spegni il microfono quando non ti serve l’assistente usando il pulsante fisico che tutti i dispositivi hanno. Non è molto funzionale e fa perdere l’immediatezza d’uso, ma è il modo più efficace per essere certo di non essere ascoltato;

·        usa antivirus e firewall sui PC, i tablet e gli smartphone: eviterai intrusioni o perdite di dati sensibili;

·        cambia spesso la password del Wi-Fi di casa e utilizza chiavi complesse, possibilmente non riconducibili a te, alla tua famiglia o alle vostre informazioni personali (date di nascita, di matrimonio, nomi propri, etc);

·        esistono sistemi in grado di criptare tutte le password: utilizzali;

·        dove possibile, cambia la parola d’ordine con cui attivi gli assistenti vocali.

La vera “intelligenza” è prevedere gli eventi

Per rendere “Smart” la tua casa bastano davvero pochi interventi, ma è necessario fare attenzione alla sicurezza. Una cautela che va oltre le ultime tecnologie e che si estende alla vita di tutti i giorni.

L’intelligenza, come sempre, è nel prevedere gli eventi: poni la giusta cautela nell’avvicinarti a questi sistemi e non avrai problemi. Dalla cyber security alla tutela nei confronti del tuo investimento più grande, puoi scegliere Mutuo Vivo di MetLife, la polizza che mette al sicuro il tenore di vita della tua famiglia anche anche se non potrai più occupartene. Oggi puoi pensarci: non lasciar scorrere gli eventi.

Un’assicurazione ti permette di:

·        tutelare il tuo mutuo o un prestito, se ne hai avuto bisogno per acquistare casa o per fare un investimento importante;

·        scegliere l’importo da assicurare o un capitale che desideri tutelare;

·        pagare il premio annualmente, semestralmente o mensilmente, abbassando così l’impegno periodico;

·        decidere la durata dell’assicurazione, fino ad un massimo di 30 anni, anche senza tener conto della durata del mutuo o del prestito;

·        avere vantaggi fiscali grazie alla possibilità di detrarre il premio annuale;

·        lasciare una somma importante e sicura ai beneficiari: il capitale non è soggetto alle tasse di successione, non è pignorabile, né sequestrabile.

Non hai un mutuo o un prestito attivi? Tutela te stesso e la tua famiglia con Libera Mente Special!

Fonti

[1] https://www.theverge.com/2017/1/7/14200210/amazon-alexa-tech-news-anchor-order-dollhouse

 

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