Prestito: perché è diverso dal mutuo, quando puoi chiederlo e come tutelarti

In questo articolo approfondiamo un'altra forma di credito oltre il mutuo e il finanziamento, sottolineando come una forma di tutela per mettere al riparo familiari e eredi in caso di grave impedimento a rifondere il debito sia fondamentale.

Il prestito personale, come spiega già il nome, è una concessione creditizia erogata alla persona e non finalizzata. Non è indirizzata, quindi, all’acquisto di un bene, come una macchina o un immobile, e neppure all’erogazione di un servizio, come ad esempio nel caso di una una ristrutturazione. Semplicemente, la somma richiesta viene versata sul conto corrente del finanziato che si impegna a rimettere (al creditore) il prestito a rate, fino alla scadenza prevista e per tutta la durata stabilita.

Chi può richiedere il prestito personale

Il prestito personale è un prodotto riservato prevalentemente ai consumatori. Il primo requisito che viene richiesto dall’ente creditore, una banca o una finanziaria, è che chi richiede il prestito debba avere un reddito certo e verificabile. Il documento richiesto è perlopiù la busta paga.

Ogni istituto finanziario ha poi i propri criteri che determinano i limiti e le caratteristiche che il richiedente deve rispettare. Possono riguardare età, residenza, tipologia di contratto di lavoro, se in passato ha già richiesto prestiti e, soprattutto, eventuali “macchie” nella sua storia creditizia, ovvero debiti ancora pendenti e non ancora rimborsati oppure rimborsati in ritardo.

Quando richiedi un prestito personale devi, infatti, porre molta attenzione alla scadenza delle rate e al pagamento delle stesse. Ritardi nella rimessa, insolvenze o, peggio ancora, sofferenze, possono portarti ad avere problemi con il sistema creditizio. Puoi essere segnalato come cattivo pagatore o nella Centrale Rischi [1], un sistema informativo utilizzato dall’intero sistema bancario e finanziario in cui si evidenziano – tra le altre cose – i crediti anomali.

Essere in ordine con il proprio passato debitorio è fondamentale perché ormai anche la concessione dei prestiti personali avviene utilizzando dei software. Attraverso sofisticati algoritmi vengono analizzate le informazioni personali, la tua storia in ambito bancario, le caratteristiche lavorative e il tipo di prestito richiesto. Alcuni programmi possono perfino deliberare positivamente o negativamente, altri invece si limitano ad attribuire un punteggio o un rating che aiuterà il deliberante a decidere in merito.

Le caratteristiche del prestito

Il prestito personale ha elementi identificativi comuni e definiti dalla legge [2]. Bisogna che le condizioni siano espresse in maniera chiara tanto in fase precontrattuale, quanto al momento della firma.

Devono essere definiti:

  • l’importo richiesto,
  • il tasso di interesse applicato,
  • l’ammontare degli interessi,
  • il valore della rata e la durata del contratto.

Il contratto, inoltre, deve contenere obbligatoriamente questi dati:

Il tasso di interesse e le garanzie

Il tasso di interesse che verrà applicato al tuo finanziamento è influenzato dal livello di rischio di insolvenza che emerge dall’analisi del tuo profilo. Un fattore che scaturisce, come accennato in precedenza, dalla tua storia creditizia, ma anche dall’età, dall’importo richiesto, dalla durata del prestito, dalla tua tipologia di lavoro o di contratto. Maggiore è questo rischio, più alto potrebbe essere il tasso che ti verrà applicato o, peggio, che ti venga bocciata la richiesta di prestito.

Non essendoci beni direttamente collegati al prestito da poter utilizzare in garanzia, per aumentare le possibilità di concessione può essere opportuno richiedere la firma di una garante. Che sia il coniuge, un genitore, un parente o semplicemente un amico, poco cambia, l’importante è che aiuti ad aumentare il cosiddetto “standing creditizio” del richiedente ovvero il livello di garanzia che la persona rappresenta. Il garante, però, non è una figura marginale, soprattutto in ottica futura, perché potrebbe essere chiamato a pagare qualora il debitore non onori il suo debito.

Per conoscere il TAEG, devi aggiungere al tasso annuo nominale (TAN):

  • il costo delle spese di istruttoria;
  • l’ammontare dell’imposta sostitutiva;
  • la commissione per l’incasso della rata.

Un’eventuale polizza assicurativa a copertura del credito, è esclusa dal calcolo del Tasso Annuo Effettivo Globale.

La polizza assicurativa da abbinare ai prestiti personali

La polizza assicurativa di cui abbiamo appena accennato può essere contemporaneamente: una leva a tua favore in fase di trattativa e una tutela importante, per te stesso, ma soprattutto per i tuoi eredi. La presenza di una polizza sul credito, meglio nota con l’acronimo CPI (Creditor Protection Insurance), mitiga il rischio del creditore e ti consente di chiedere un abbassamento del tasso di interesse.

Sebbene non sia obbligatoria, il principale scopo della polizza CPI è di assicurarti da eventi negativi che potrebbero accadere durante l’ammortamento del prestito ed è per questo che ne segue l’andamento.

Una delle principali coperture abbinate ai prestiti è il cosiddetto caso morte (TCM): nella malaugurata ipotesi che il debitore e al contempo assicurato dalla polizza, non potesse più provvedere al pagamento delle rate causa decesso, la compagnia liquiderebbe agli eredi, legittimi o stabiliti dal contraente, una somma stabilita. Di solito è pari al debito residuo del prestito, ma può anche aumentare se previsto durante la sottoscrizione della polizza.

La principali opzioni generalmente presenti nelle polizze CPI sono:

  • invalidità totale o permanente – l’assicurato riceve un indennizzo se perde totalmente o in parte la propria capacità motoria;
  • infortunio – la somma dovuta viene raddoppiata in caso l’assicurato muoia o rimanga invalido a seguito di circostanze violente;
  • perdita posto di lavoro - se l’assicurato perde l’impiego, la compagnia paga per 12 mesi le rate del prestito;
  • inabilità temporanea e ricovero ospedaliero - se l’assicurato non è in grado di produrre reddito a causa di una inabilità temporanea o a causa di una malattia, la compagnia copre le rate relative alla degenza.

Conclusioni e consigli finali

Se scegli di chiedere un prestito ti consigliamo di:

  • ponderare bene il tasso di interesse che ti viene proposto,
  • chiedere quali sono gli ulteriori oneri previsti dal contratto e tutelati con una polizza, assicurandoti contro eventi imprevedibili.
  • Verificare la tua storia creditizia in modo da essere certo di non avere pendenze e di non essere inserito nel database dei cosiddetti “cattivi pagatori”. Questo potrebbe impedirti di ottenere il prestito oppure di ottenerlo a tassi di interesse molto alti.
  • Scegliere una polizza che protegga te e i tuoi cari da eventi imprevisti che potrebbero impedirti di rifondere il debito direttamente. È consigliabile un’assicurazione vita oppure una polizza che protegga dalla perdita involontaria del lavoro. In tutti questi casi MetLife ti dà la possibilità di scegliere fra molte soluzioni e opzioni diverse a costi sostenibili e con la garanzia di un rimborso sicuro, non pignorabile e non sequestrabile.

Fonti per questo articolo

[1] https://www.bancaditalia.it/statistiche/raccolta-dati/centrale-rischi/index.html

[2] http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2010/09/04/010G0170/sg

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