Con la Legge di Bilancio 2018, molti sono i contributi stanziati dallo Stato - sotto forma di bonus, contributi e voucher - a sostegno delle famiglie e del loro reddito.

 

Premio alla nascita (o Bonus Mamma Domani) confermato per il 2018

Il Bonus Mamma Domani[1] consiste in un assegno una-tantum di 800 euro  riconosciuto ed erogato dall’INPS, una sola volta e in un’unica soluzione che è stato confermato anche per il 2018.

Il bonus è rivolto alle donne che, dal 1 gennaio 2017, si sono trovate in una delle seguenti condizioni:

  • hanno compiuto il settimo mese di gravidanza
  • hanno partorito
  • hanno effettuato l’adozione di un minore, sia nazionale che internazionale
  • hanno ottenuto affidamento preadottivo in ambito nazionale.

Per richiedere la sovvenzione bisogna essere residenti in Italia o in possesso della cittadinanza italiana o comunitaria. La particolarità di questa erogazione è che non prevede soglie ISEE, quindi possono beneficiarne tutte le donne a prescindere dal reddito e dal patrimonio.

Si presenta domanda dopo il compimento del settimo mese di gravidanza o entro un anno dalla nascita, esclusivamente per via telematica sul sito dell’INPS. Per chi non fosse in grado, è possibile avvalersi dell’assistenza di un patronato.

Per ottenere il bonus è sufficiente fornire un Iban personale (va bene anche una carta prepagata tipo Postepay) oppure il numero di un conto di deposito (libretto). In ogni caso sarà necessario farsi firmare presso lo sportello del proprio istituto di credito di riferimento il cosiddetto Modello SR163 (vedi conclusioni), ovvero la dichiarazione della titolarità del conto corrente/libretto fornito come destinazione del bonus.

Bonus Bebè 2018 (ultimo anno per fare la richiesta)

Il Bonus Bebè[2] consiste in un assegno mensile per le famiglie con un figlio nato, adottato o in affido preadottivo. Per i nati dal 1 gennaio 2018, l’assegno viene corrisposto solo per il primo anno di età del bambino mentre dal 2019 il bonus non sarà più attivo.

Per poter usufruire del bonus, è necessario avere un redito ISEE che non superi i 25mila euro annui e si distinguono in due tipologie di erogazione:

  • ISEE inferiore ai 7mila euro: il bonus ammonta a 1920 euro annui (erogato in 12 mensilità da 160 euro)
  • ISEE compreso tra i 7mila e i 25mila euro: il bonus raggiunge la cifra massima di 960 euro (distribuito in 12 mensilità da 80 euro).

Non è possibile richiedere questo bonus se l’Isee supera i 25 mila euro.

I requisiti sono la residenza in Italia o il possesso della cittadinanza italiana o comunitaria. Inoltre bisogna necessariamente essere conviventi (o coabitanti) con il figlio.

La domanda deve essere presentata entro 90 giorni dalla nascita o di ingresso del minore (adottato o affidato) nel nucleo familiare, per via telematica all’INPS con le stesse modalità del bonus Mamma Domani (vedi sopra).

Una volta ricevuta dall’Inps la comunicazione che la domanda è stata accettata e positivamente valutata, inizieranno gli accrediti mensili delle somme previste sul conto corrente fornito al momento della domanda.

Voucher baby sitting o contributo asili nido

In alternativa al congedo parentale, le mamme lavoratrici (anche autonome) possono usufruire di voucher per l’acquisto del servizio di baby sitting o di un contributo per i servizi dell’infanzia.[3]

Possono accedere al contributo le lavoratrici:

  • dipendenti di amministrazioni pubbliche o di privati datori di lavoro,
  • iscritte alla gestione separata dell’INPS (anche libere professioniste), che non devono aver fruito dell’intero congedo parentale,
  • autonome o imprenditrici, che hanno almeno un mese di congedo ancora fruibile, iscritte alla gestione separata di una cassa professionale.

Entrambe le misure hanno un importo massimo di 600 euro mensili, erogati per un massimo di 6 mesi, nel caso di lavoratrici dipendenti (pubbliche o private) per ogni mese di congedo parentale non fruito.

I contributi sono erogati per un massimo di 3 mesi, nel caso di libere professioniste, lavoratrici autonome o imprenditrici.

Per le lavoratrici part-time, il contributo è calcolato in modo proporzionale alle prestazioni lavorative.

La domanda deve essere presentata e­ntro 11 mesi dalla conclusione del congedo obbligatorio, per le dipendenti e per le lavoratrici iscritte alla gestione separata dell’INPS oppure dopo aver fruito dell’indennità di maternità ed entro il primo anno di età del figlio, per le lavoratrici autonome e imprenditrici.

La presentazione della domanda deve avvenire per via telematica all’INPS seguendo le solite modalità, dunque tramite pagina del servizio sul sito dell’Inps oppure facendosi aiutare da un patronato.

Nella domanda deve essere indicato a quale dei due contributi si vuole accedere (babysitting o asilo nido), per quale periodo se ne vuole fruire e a quanti mesi di congedo parentale si rinuncia. Alla richiesta va allegata anche la dichiarazione ISEE in corso di validità.

Se si richiede il contributo per la frequenza all’asilo nido (pubblico o privato) bisogna presentare unitamente alla domanda anche la documentazione quietanzata dell’avvenuto pagamento delle rette per i mesi di copertura richiesti (fatture o ricevute). Bisogna anche fornire, al momento della domanda, i dati fiscali della struttura scolastica alla quale si affida il proprio piccolo (ragione sociale, indirizzo, partita Iva) perché è necessario che si tratti di un asilo nido riconosciuto.

Il contributo per effettuare il pagamento dei servizi di baby sitting, invece, è corrisposto tramite buoni lavoro, per via telematica. La richiedente assegnataria deve quindi retribuire la baby sitter tramite voucher, che devono essere utilizzati entro 120 giorni dall’accettazione della domanda.

I voucher vanno ritirati all’Inps di competenza (territoriale) e contengono il Codice Fiscale del bambino. La mamma dovrà apporre e comunicare anche il Codice Fiscale della babysitter che riceverà il voucher: solo così il destinatario potrà convertire il buono in denaro presso un Ufficio Postale. I buoni sono già comprensivi di tasse.

Carta Famiglia 2018

La Carta Famiglia[5] non rappresenta un contributo ma consente l’accesso a sconti sull’acquisto di beni o servizi e riduzioni tariffarie, attivati dal Ministero, dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni.

È destinata a nuclei familiari (residenti in Italia) con almeno tre componenti minorenni e con ISEE inferiore a 30mila euro. La richiesta può essere effettuata da un genitore dei minori che diventa così titolare della carta e responsabile del suo utilizzo.

La tessera cartacea (rilasciata previo pagamento dei costi di emissione - se previsti) è emessa dal Comune, ha validità biennale e non è cedibile.

La Carta Famiglia permette di beneficiare di sconti, agevolazioni o riduzioni su servizi (fornitura di acqua, energia elettrica, gas e altri combustibili per il riscaldamento; raccolta e smaltimento rifiuti; servizi di trasporto; ecc.), beni alimentari e non alimentari (es. articoli di cartoleria e di cancelleria; libri e sussidi didattici; medicinali; ecc.).

Gli esercizi - pubblici e privati - che manifestano l’adesione all’iniziativa, espongono un bollino:

  • Amico di famiglia, se consentono sconti pari o superiori al 5% sul prezzo di listino,
  • Sostenitore della famiglia, se permettono sconti pari o superiori al 20% sul prezzo di listino.

Reddito di Inclusione: Rei 2018

Il Reddito di Inclusione[8] è un assegno mensile, concesso a famiglie in possesso dei requisiti sotto specificati e in situazioni di difficoltà, per un massimo di 18 mesi. È un sussidio speciale, erogato tramite una carta servizi, riconosciuto a famiglie che aderiscono ad un programma di inclusione sociale e lavorativa.

La richiesta può essere effettuata da nuclei familiari residenti in Italia e cittadini italiani o comunitari, in presenza di una delle seguenti condizioni:

  • presenza di un minorenne
  • presenza di una persona con disabilità
  • presenza di una donna in gravidanza
  • presenza di una persona con più di 55 anni d’età in stato di disoccupazione.

A queste condizioni, si aggiungono i seguenti requisiti economici:

  • ISEE inferiore a 6mila euro
  • ISRE inferiore a 3mila euro
  • patrimonio immobiliare di valore inferiore a 20mila euro (esclusa la casa di abitazione)
  • patrimonio mobiliare inferiore a 10mila euro
  • non in possesso di imbarcazioni da diporto, navi
  • non in possesso di auto o moto immatricolate nei 2 anni precedenti alla data di richiesta del sussidio.

La domanda può essere presentata al Comune di residenza che, controllati i requisiti di cittadinanza e residenza, invia la richiesta all’INPS che verifica i requisiti richiesti e riconosce o meno il beneficio.

Il beneficio viene versato direttamente su una carta di pagamento elettronica che funziona come una normale carta bancomat. Pertanto si potrà:

  • prelevare contante (fino a 240 euro);
  • acquistare tramite POS, presso gli esercizi abilitati;
  • pagare utenze elettriche e gas negli uffici postali;
  • usufruire del 5% di sconto presso negozi convenzionati.

Il beneficio varia in base al numero di componenti del nucleo familiare e l’erogazione mensile massima è indicata dalle tabelle di seguito:

* Importi modificati per effetto della Legge di Bilancio 2018

* Importi modificati per effetto della Legge di Bilancio 2018

** La soglia non può eccedere il valore annuo dell'assegno sociale incrementato del 10%, pari per il 2018 a 6.477,90€

Conclusioni e consigli finali

Se hai intenzione di chiedere uno di questi sostegni, una volta verificata la presenza dei requisiti d’accesso, avrai bisogno di avere a disposizione:

Fonti per questo articolo

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postato: Febbraio 28, 2018