Allergie autunnali, come riconoscerle e prevenirle

Le allergie in autunno si manifestano con sintomi tipici, quali naso gocciolante, starnuti e tosse, e lacrimazione degli occhi. La sintomatologia è quella di tutte le reazioni allergiche. Solitamente si è portati a pensare che queste allergie si manifestino più frequentemente in primavera, ma evidentemente non è così. Vediamo quali sono le cause e i rimedi delle allergie autunnali.

Muffe, acari e pollini. Sono i nemici giurati di ogni persona soggetta a allergie autunnali. Per fortuna le reazioni possono essere anche molto lievi, tuttavia sempre più spesso si ricorre indiscriminatamente ad antistaminici o cortisone senza domandarsi prima qual è la vera causa del nostro malessere stagionale. 

Il naso che cola, gli occhi che bruciano e nei casi più gravi asma e difficoltà respiratorie, possono essere sintomi molto fastidiosi, talora persino pericolosi, ma vanno presi per quelli che sono: campanelli d’allarme del nostro corpo che ci comunica – a suo modo – che c’è qualcosa che non va, che va fermato, che va modificato.

Se scambiamo questi sintomi per una “malattia” in sé, che va pertanto curata e alleviata, non otterremo alcun cambiamento nel tempo e anno, dopo anno, si ripresenteranno gli stessi problemi e gli stessi fastidi di sempre. 

Quali sono le principali cause delle allergie autunnali? 

Tra settembre e i primi di novembre la natura si prepara alla quiete invernale, dismettendo per lo più la sua rigogliosa veste estiva e lasciando spazio al riposo. Non dovrebbe dunque essere periodo di pollini, tuttavia alcune piante approfittano della quiete altrui per colonizzare più spazi possibili.

Una di queste è l’ambrosia, una pianta infestante estremamente comune, presente in moltissimi giardini e aiuole pubbliche o in spazi incolti, che prolifera e attecchisce facilmente grazie alla sua capacità di spargere pollini nel vento anche a una grande distanza. 

L’ambrosia è dunque uno dei principali allergeni di questo periodo e uno studio americano riportato su “Nature Climate Change” avverte che il costante innalzamento delle temperature autunnali potrebbe costituire terreno molto fertile per il proliferare indiscriminato di queste piante – delle quali esistono oltre 15 specie differenti ma tutte ugualmente produttrici di pollini – quadruplicando la concentrazione di allergeni nell’aria entro il 2050. Una pessima notizia per i soggetti sensibili che dovrebbero evitare, tra agosto e novembre, le passeggiate in campagna o in collina, dove tipicamente l’ambrosia attecchisce meglio. 

Un altro comunissimo allergene, che prolifera di più in periodi autunnali, è costituito dalla spora di alcune muffe che con l’arrivo delle piogge e l’aumento dell’umidità si sviluppa più del solito, attaccando anche gli ambienti domestici. 

Naturalmente non si tratta di un’allergia stagionale tout cours, dal momento che le muffe possono svilupparsi in qualsiasi periodo dell’anno, basta che trovino un ambiente umido: attenzione dunque a controllare periodicamente sottoscala, garage, ripostigli, armadi, moquette e luoghi che solitamente restano chiusi e sono poco areati, ambienti ideali perché le spore di muffa si moltiplichino.

Molta attenzione anche alla pulizia del frigorifero di casa che può nascondere molte muffe in grado di contaminare non solo l’aria ma anche altri alimenti sani. 

Accanto a costoro c’è la enorme schiera degli “allergici alla polvere”, ovvero quelle persone che hanno problemi con gli acari e col le loro deiezioni. Sì, perché non è la polvere in sé a provocare starnuti, pruriti e bruciori agli occhi, ma la presenza di questi piccoli esserini che si annidano un po’ ovunque: nelle poltrone e nei cuscini, nei materassi, nei tappeti e nelle tende e ovunque ci sia la possibilità di sostare indisturbati.

Gli acari muoiono già a 60° di temperatura, per cui lavare lenzuola e tende a caldo è un buon espediente momentaneo inseme all’ausilio di un vaporetto per sterelizzare materassi e cuscini, tuttavia è bene sapere che questi aracnidi, appartenenti alla famiglia di ragni e zecche, si riproducono molto velocemente e, altrettanto velocemente, ripopoleranno ciò che è stato appena lavato. 

L’aspirapolvere è un rimedio parzialmente inutile perché contribuisce a spargere nell’aria (specie quando non c’è un efficace filtro anti-acaro oppure quello che c’è è sporco e vecchio) ancora più particelle di allergeni. L’unica soluzione è pulire il più spesso possibile, evitando l’accumulo di oggetti tipicamente polverosi come libri e giornali, specie nelle stanze dove si dorme.

 

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Cosa succede al corpo quando entra a contatto con gli allergeni 

L’origine delle allergie autunnali è dunque sempre qualcosa di molto comune: che siano pollini, acari o muffe siamo purtroppo al cospetto di elementi che sono ovunque e che è davvero difficile evitare o distruggere completamente dai nostri ambienti di vita quotidiani. 

Tuttavia sapere cosa accade al nostro corpo quando entra in contatto con questi elementi, può aiutare sia a riconoscere una sensibilità o una vera e propria reazione allergica, sia a curarla nel modo migliore, più efficace e meno invasivo possibile.

Un interessante articolo scientifico spiega che, “La reazione allergica ai pollini è del tipo da ipersensibilità immediata, nella quale un primo contatto fra allergene e sistema immunitario determina la produzione di IgE (immunoglobuline ovvero anticorpi sintetizzati dai linfociti, ndr) dirette contro l’antigene (la sostanza riconosciuta dal sistema immunitario come nociva, ndr) e il secondo contatto innesca una serie di meccanismi che comportano lo sviluppo di fenomeni infiammatori nei tessuti coinvolti e la comparsa di sintomi”. 

Per quanto riguarda l’allergia agli acari della polvere si tratta invece di reazioni solitamente più blande: “prevalentemente riniti, ma ci può essere un coinvolgimento anche dei seni paranasali, cavità in comunicazione con quelle del naso, delle congiuntive e di vari tratti delle vie aeree” Se ci troviamo di fronte ad un soggetto asmatico questa situazione di congestione delle vie aeree può anche scatenare delle crisi respiratorie  mentre in casi rari si sviluppano anche reazioni cutanee

Per le muffe invece, “Le reazioni allergiche più spesso provocate […] dalle loro spore sono riniticongiuntiviti e asma. Le allergie ai funghi non riguardano solo levie aeree ma possono coinvolgere anche la pelle”. 

In ogni caso quello che provoca queste reazioni, solitamente immediate dopo il contatto con gli allergeni, è sempre il risultato dell’azione del nostro sistema immunitario che schiera le sue forze per contrastare quelle degli allergeni. Solitamente per la terapia di questi stati vengono utilizzati farmaci antistaminici (letteralmente, agenti chimici che contrastano l’azione delle istamine) che sono efficaci ma spesso provocano sonnolenza e disturbi dell’attenzione, oltre a effetti collaterali ben noti e descritti nei bugiardini, oppure cortisone in varie forme (per via orale, per aerosol, in forma di spray nasale o collirio) che va comunque preso con molta attenzione e in ogni caso solo dietro prescrizione medica. Altri medicinali più blandi, solitamente consigliati in questi casi sono i decongestionanti che possono dare sollievo immediato ma temporaneo nei casi di rinite o sinusite. 

Bambini che si soffiano il naso

Prima di tutto la diagnosi, poi prevenzione e (per chi vuole) cure alternative 

“Prevenire è meglio che curare”, diceva il claim una famosa pubblicità e mai come in questo caso sembra questo il mantra giusto da recitare.

Tuttavia prima ancora della prevenzione è necessario avere una diagnosi certa di allergia e soprattutto dell’elenco degli allergeni ai quali il nostro corpo si rivela essere sensibile. A volte, infatti, i sintomi non sono chiari e possono indurre ad errori di valutazione che comportano terapie sbagliate e ancora malessere. 

Un modo piuttosto rodato ed efficace nel caso di pollini, muffe e acari è il “Prick test”, un test piuttosto noto che si effettua solitamente sulla parte interna dell’avambraccio e che consiste in piccolissme punture, effettuate con un ago sterile, sulle quali viene posizionata una goccia di liquido contenente l’allergene. Se il soggetto risulta allergico, a distanza di qualche ora si verifica una reazione cutanea, simile a quella provocata da una puntura di zanzara. 

Un altro test molto efficace per scovare sostanze mal tollerate dal nostro organismo è il RAST Test che si effettua con un normale prelievo di sangue. Il campione viene osservato in laboratorio per rilevare la presenza di anticorpi specifici contro un dato allergene. È un test ad ampio spettro che solitamente viene associato al Prick Test per completezza della diagnosi. 

Una volta certi di cos’è che provoca quelle fastidiose reazioni allergiche autunnali possiamo meditare sui rimedi, farmacologici oppure anche “alternativi”.

Uno dei percorsi che vale la pena provare è quello omeopatico, che non ha effetti collaterali e non risulta nocivo per l’organismo: mal che vada non sarà efficace. Attenzione, però: non si tratta però di rimedi fai-da-te e prima di avventurarti in una superficiale ricerca su internet e comprare farmaci omeopatici a caso, conviene ascoltare il parere di un medico omeopata competente che possa visitarti e formulare la soluzione, a suo parere, più adatta.  

 

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