Infortuni del tennis: quali sono i più comuni?

Il gomito del tennista è tra gli infortuni più comuni e più famosi tra chi gioca a tennis, ma esistono altri tipi di problematiche che affliggono gli amanti di questo sport. Caviglie e ginocchia sono tra le più colpite, assieme a spalla e schiena. Vediamo quali sono gli infortuni più comuni del tennis e come poterli prevenire.

Il tennis è diventato uno degli sport più praticati in Italia sia a livello agonistico, che a livello amatoriale. Uno sport impegnativo dal punto di vista mentale e fisico, con il coinvolgimento di tutti i muscoli del corpo e, soprattutto, delle articolazioni.

La particolarità del tennis è essere uno sport che coinvolge il corpo in modo asimmetrico. Questa caratteristica, unita alla sequenza di gesti atletici “esplosivi”, ovvero scatti, colpi di forza, e frenate, e a un continuo e costante sforzo aerobico, possono portare un grande benessere ma anche qualche problematica fisica.

Vediamo insieme quali sono gli infortuni più comuni del tennis e come prevenirli.

Il (classico) gomito del tennista

Il gomito del tennista, come tradisce il nome stesso, è un’infiammazione del gomito estremamente dolorosa che colpisce gli amanti di questo sport, soprattutto quando si superano i 30 anni e l’attività è stata ripetuta negli anni. Questa particolare patologia è causata da un eccessivo uso del gomito, oppure da microtraumi che possono colpire l’articolazione senza che tu te ne accorga.

Molto importante è intervenire immediatamente rimanendo a riposo, utilizzando frequente e in maniera localizzata il ghiaccio e con l’ausilio di antinfiammatori. Una patologia non curata tempestivamente può peggiorare drasticamente ed essere risolta solo con un intervento chirurgico.

Per prevenire il gomito del tennista non stressare troppo l’articolazione e non sottovalutare i primi sintomi che dovessero presentarsi. È buona norma applicare del ghiaccio sulla parte se dolente o dopo uno sforzo sportivo prolungato.

Tennis e infortuni del polso

Restando nella parta alta del corpo, il polso è un’altra articolazione estremamente sollecita durante un allenamento o una partita di tennis attraverso continue torsioni che si verificano quando la racchetta colpisce la pallina. Il polso, inoltre, si muove costantemente durante i cambi di impugnatura (eastern, semi-western e western) ed è fondamentale per orientare correttamente la racchetta e imprimere al colpo il giusto “spin”.

Esattamente come per il gomito, i primi dolori al polso vanno immediatamente affrontati con l’aiuto del tuo medico, con ghiaccio, riposo e, se necessario, con l’assunzione di farmaci antinfiammatori.

Gli infortuni del tennis alla spalla e alla schiena

Se sei un giocatore amatoriale e non hai un servizio tecnicamente impeccabile come quello dei più grandi professionisti, probabilmente non hai sofferto di problemi alla spalla o alla schiena dovuti alla pratica del tennis.

Questa tipologia di infortuni, infatti, è frequente nei giocatori che servono molto forte e che reiterano il gesto in periodi di tempo molto ravvicinati.

Il mal di schiena però può colpire anche giocatori amatoriali per motivi diversi: per la postura sbagliata, per dei movimenti compiuti male, o per l’allungamento muscolare non fatto o fatto male. In questo caso è opportuno osservare un periodo di riposo e intervenire localmente per ridurre il dolore.

Discorso analogo per gli infortuni muscolari o le infiammazioni tendinee alla spalla: in caso di problemi è bene mettersi a riposo e intervenire immediatamente dopo aver consultato il medico per non lasciar degenerare la patologia.

I guai muscolari nel tennis

Come in qualsiasi disciplina sportiva, gli infortuni muscolari possono essere causa di stop anche prolungati. I gesti atletici nel tennis coinvolgono molti muscoli del corpo ed è fondamentale fare esercizi di stretching prima e dopo un allenamento o una partita. Fai attenzione alla muscolatura delle gambe, sollecitate da sprint e allunghi, del tronco, in particolare nella zona lombare, delle spalle e del braccio con cui si colpisce la pallina.

Contratture, stiramenti e strappi possono bloccarti per settimane o anche mesi se non curati a dovere, fai quindi attenzione a captare i primi fastidi o i primi dolori.

Attenzione a ginocchia e caviglie sul campo da tennis

Ginocchia e caviglie sono sottoposte a frequenti stress traumatici e, di conseguenza a infortuni sia a livello muscolo-scheletrico che tendineo.

Un infortunio comune nel tennis è la distorsione che, oltre ad essere dolorosa, può tenerti lontano dai campi per molto tempo. Questo trauma può essere causato da un movimento improvviso e innaturale o da sollecitazioni eccessive ripetute nel tempo. Le distorsioni vengono classificate in base alla gravità e al grado:

•        primo grado: sono quelle meno gravi, si risolvono in tempo relativamente breve e vengono trattate localmente con ghiaccio e riposo assoluto;

•        secondo grado: in questo tipo di infortunio sono coinvolti anche i legamenti che si lesionano lievemente. Se dopo il riposo, l’utilizzo del ghiaccio e del tutore il problema persiste, si può intervenire chirurgicamente;

•        terzo grado: sono quelle più gravi e dolorose perché presentano una rottura totale dei legamenti ed è, spesso, necessario intervenire chirurgicamente, con tempi di recupero molto lunghi.

Altro infortunio comune nel tennis è la tendinite, in particolar modo al tendine rotuleo del ginocchio. Questo tipo di infiammazione può degenerare fino alla completa rottura e si classifica, anch’essa in base al grado:

•        primo grado: si tratta di un’infiammazione lieve che non altera la struttura del tendine, ti costringe al riposo, ma si risolve in poco tempo, anche senza l’ausilio di farmaci;

•        secondo grado: l’infiammazione in questo caso è più accentuata, viene interessata anche la struttura del tendine e per recuperare è necessario il riposo. Sia nel primo che nel secondo grado si possono presentare versamenti di liquido e il ginocchio può apparire gonfio;

•        terzo grado: è la più importante e dolorosa perché il tendine si rompe improvvisamente, impedendo di muovere l’articolazione. È necessario restare a riposo e sottoporsi a intervento chirurgico.

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