Sicurezza sul lavoro: guida completa alla normativa

In Italia gli incidenti in ambiente lavorativo sono in costante diminuzione. Il merito è anche della normativa sulla sicurezza sul lavoro vigente che stabilisce obblighi sia per il datore di lavoro sia per tutti i suoi collaboratori.

Il tema della sicurezza sul lavoro è molto delicato nel nostro Paese. Secondo i dati dell’Eurostat del 2017 l’Italia è infatti una delle nazioni europee con il più alto numero di incidenti mortali sul lavoro anche se, normalizzando il dato per il numero di abitanti, il nostro Paese si allinea alla media europea. Ma soprattutto la buona notizia è che il numero degli incidenti è in costante calo dal 2012 (dati 2017 forniti dal Ministero della Salute). Purtroppo non diminuisce quello delle malattie professionali, che anzi è aumentato.

Infortuni sul lavoro in Italia: confronto dal 2012 al 2017

 

La ragione del calo è conseguente alla sempre più attenta applicazione della legge sulla sicurezza sul lavoro italiana (Decreto Legislativo 81/08), il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro.

Esso stabilisce regole, procedure e misure preventive da adottare per rendere più sicuri i luoghi di lavoro e quindi ridurre al minimo i pericoli e i rischi di infortuni, incidenti o malattie professionali.

In pratica si tratta di predisporre strumenti di controllo sul luogo di lavoro, ma anche di svolgere un’adeguata prevenzione a tutela dei lavoratori.

Ora vedremo nel dettaglio cosa contiene la legge sulla sicurezza lavorativa.

Testo unico sul lavoro sicuro: chi riguarda?

La legge sulla sicurezza sul lavoro riguarda due soggetti: il datore di lavoro e il lavoratore.

Il datore di lavoro è il titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o il soggetto che ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Su di lui ricadono dunque obblighi, prescrizioni e sanzioni in materia di lavoro.

Il lavoratore, invece, è la persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al fine di apprendere una professione (sono esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari). Vengono considerati allo stesso modo anche il socio lavoratore di cooperativa o di società e l’associato in partecipazione e i lavoratori autonomi.

Il lavoratore è quindi il soggetto che deve essere tutelato da parte del suo datore, nello svolgimento della sua professione. Ma da parte sua, deve impegnarsi a rispettare le prescrizioni e gli obblighi in materia di sicurezza sul lavoro che il suo datore ha stabilito.

Cosa stabilisce la norma della sicurezza sul lavoro? Il documento valutazione dei rischi

Al fine di stabilire le norme e gli obblighi per i suoi lavoratori, il datore di lavoro deve innanzitutto valutare i rischi, da cui trarre un documento in cui indicare:

●      i criteri adottati per la valutazione svolta;

●      i rischi valutati;

●      le misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati a seguito della valutazione;

●      il programma delle misure ritenute opportune per garantire un miglioramento del livello di sicurezza in futuro;

●      le procedure per mettere in pratica le misure da realizzare, i ruoli dell’organizzazione aziendale che devono provvedere all’attuazione;

●      il nome del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio;

●      se esistono, le mansioni che espongono i lavoratori a rischi specifici e che richiedono una riconosciuta capacità professionale, una specifica esperienza e un’adeguata formazione.

Questa valutazione deve essere redatta prima dell’inizio di qualsiasi attività. Le micro, piccole e medie imprese possono utilizzare il software gratuito del Ministero del Lavoro e dell’Inail (OiRA - Online Interactive Risk Assessment) per eseguire la valutazione dei rischi.

Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione

Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione di un’azienda può essere lo stesso datore di lavoro. L´importante è che sia diplomato, che abbia almeno tre anni di esperienza consecutiva nel proprio settore e che frequenti un corso di formazione di 16 ore. Oppure puó ricoprire il ruolo anche un dipendente, dopo aver frequentato un corso di circa 68 ore (la durata dipende dai settori) o una persona esterna che abbia i requisiti richiesti.

L'attestato dura 5 anni, ma occorre seguire alcuni corsi di aggiornamento.

Il ruolo principale del responsabile del servizio di prevenzione e protezione di un'azienda è essenzialmente l’individuazione e la valutazione dei rischi e l’individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro. Dal punto di vista pratico spetta a lui:

●      lo sviluppo delle misure preventive e protettive e il sistema di controllo delle stesse;

●      lo sviluppo delle procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;

●      l’organizzazione della formazione dei lavoratori a cui deve fornire le informazioni sui rischi e sulle misure preventive e protettive.

Il rappresentante dei lavoratori e altri ruoli

All'interno delle misure di prevenzione e sicurezza sul lavoro in ogni azienda devono essere presenti anche queste figure:

-        rappresentante dei lavoratori:
i lavoratori sono rappresentati da una persona eletta o designata che deve frequentare un corso di formazione di 32 ore. Il suo nome deve poi essere comunicato all´Inail;

-        squadra antincendio:
all'interno dell'azienda deve essere nominato un gruppo di lavoratori incaricato di adottare i provvedimenti che si rendano necessari in situazioni di emergenza, come gli incendi o le evacuazioni in caso di pericoli. Nelle piccole aziende (fino a 5 lavoratori) l'incarico puó essere assunto dal datore di lavoro;

-        squadra primo soccorso:
il datore di lavoro nomina e forma gli addetti al primo soccorso e predispone un piano per le emergenze sanitarie. Nelle piccole aziende (fino a 5 lavoratori) l'incarico puó essere assunto dal datore di lavoro;

-        medico competente:
questa figura collabora con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione alla  valutazione dei rischi  per la salute e sicurezza dei lavoratori e alla redazione del DVR (documento della valutazione dei rischi); collabora all’attuazione di programmi di promozione della salute ed effettua la sorveglianza sanitaria,  ove necessaria  come misura di tutela della salute dei lavoratori.

Quando si svolge la visita medica?

La sorveglianza sanitaria comprende:

●      visita medica preventiva intesa a constatare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore è destinato;

●      visita medica periodica per controllare nel tempo lo stato di salute dei lavoratori esposti al rischio;

●      visita medica in occasione del cambio della mansione (con modifica dei rischi per la salute);

●      visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro nei casi previsti dalla normativa vigente (rischio chimico);

●      visita medica precedente alla ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai 60 giorni continuativi (solo per lavoratori in sorveglianza sanitaria periodica);

●      visita medica su richiesta del lavoratore, qualora sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dell’attività lavorativa svolta.

La formazione obbligatoria dei lavoratori

Come si diceva all'inizio i lavoratori hanno l'obbligo di rispettare le norme sulla sicurezza della propria azienda e per questo devono essere formati al momento dell'assunzione ed entro 60 giorni. Il modulo generale è uguale per tutte le aziende e dura 6 ore poi, a seconda del settore, è prevista una parte di formazione specifica.

Sicurezza sul lavoro per liberi professionisti e PMI

Anche per i lavoratori autonomi, gli studi professionali e le piccole imprese esistono degli obblighi e delle norme da applicare. In particolare:

●       i liberi professionisti e le imprese familiari devono: utilizzare attrezzature di lavoro conformi; possedere dispositivi di protezione individuale; utilizzare una tessera di riconoscimento con foto e generalità in caso di lavori in appalto o subappalto;

●       le PMI e gli studi professionali devono: nominare le persone per la gestione della sicurezza; valutare i rischi e definire le misure di prevenzione e professione; fare formazione ai propri lavoratori.

Un futuro più sicuro

Da quest'anno il Ministero della Salute ha istituito un sistema informativo per il monitoraggio della salute dei lavoratori italiani, finanziato dal Centro Controllo Malattie (CCM) del Ministero della Salute chiamato WHIP Salute (Work History Italian Panel).

WHIP Salute permette di studiare gli effetti sulla salute indotti da cambiamenti e trasformazioni in ambito lavorativo (precarizzazione, aumento dei lavoratori stranieri, invecchiamento della forza lavoro, aumento delle piccole imprese, terziarizzazione, outsourcing, ecc...) per le quali le informazioni contenute negli archivi correnti disponibili non sono esaurienti o di buona qualità. Il sistema sopperisce, almeno in parte, alla carenza di indagini longitudinali in Italia.

Una sicurezza in più

Se vuoi una protezione in più per mettere in sicurezza la tua salute e garantire alla tua famiglia una tutela maggiore in caso di incidenti sul lavoro, puoi stipulare una polizza come Sicuro Subito di MetLife.

Sicuro Subito è un'assicurazione contro gli infortuni che eroga un capitale importante in caso di incidente che provochi invalidità permanente totale o decesso. Se sei interessato, puoi richiedere un preventivo gratuito sul sito.

Fonti per questo articolo:

Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro

Ministero della Salute

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