Allergie alimentari: come riconoscerle ed evitarle

Le allergie e le intolleranze alimentari colpiscono sempre più persone creando non pochi fastidi. Vediamo come riconoscerle e, se possibile, evitarle.

Come fare per riconoscere le allergie alimentari, per evitarle o per ridurne gli effetti negativi.

Allergie e intolleranze alimentari sono sempre più all’ordine del giorno e spesso vengono considerate come sinonimi, ma da un punto di vista scientifico invece i due termini indicano eventi diversi, come specifica anche il Ministero della Salute.

L’allergia alimentare è la reazione del sistema immunitario nei confronti di un alimento specifico e con sintomi tipici, in tempi rapidi, che vanno dalla difficoltà respiratoria, al prurito (principalmente in bocca, gola e orecchie) all’orticaria e al gonfiore. In alcuni casi la reazione può essere violenta e pericolosa (casi da shock anafilattico) con difficoltà respiratorie e vertigini. 
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Nel caso di intolleranze alimentari invece i sintomi fisici si focalizzano di solito sull’apparato digerente, compaiono dopo aver “esagerato” con le quantità ingurgitate dell’alimento incriminato e i tempi di reazione risultano più lunghi rispetto a quelli repentini dell’allergia.

Allergie alimentari: cause e fattori di rischio

A scatenare un’allergia alimentare possono essere diversi fattori: dall’ereditarietà, agli agenti ambientali, alle patologie virali e l’esposizione continuata allo specifico allergene (cioè l’alimento dannoso).
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Ad esempio, i cambiamenti alimentari degli ultimi 40 anni hanno influito sulla capacità del nostro corpo di accettare in toto alcuni alimenti. Ma anche l’eccessiva pulizia ha giocato un ruolo fondamentale nella confusione del sistema immunitario tra minacce reali e fittizie. Migliorare le condizioni igieniche è cosa buona, ma non bisogna esagerare: l’uso eccessivo di prodotti disinfettanti porta infatti alla quasi totale assenza di virus, batteri e germi, causando quindila mancanza di una memoria immunologica capace di difenderci da eventuali malattie.

Inoltre la presenza di disturbi allergici in famiglia aumenta la probabilità di soffrire di allergie, anche in forme diverse o per alimenti differenti. È stata notata una correlazione tra il rischio di allergie alimentari e la presenza di dermatite atopica nei primi anni di vita, ma anche la possibilità di allergie alimentari in presenza di altri tipi di allergia.

 

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Quando Il sistema immunitario scambia un particolare alimento per una sostanza dannosa, rilascia le immunoglobuline (IgE) per combatterlo. Dalla seconda assunzione dell’alimento incriminato (anche in dosi minime) il sistema immunitario rilascia localmente l’istamina, responsabile dei sintomi delle reazioni allergiche: arrossamento, prurito ed eventuale bruciore.

Gli alimenti che statisticamente danno vita alle allergie più di altri sono: arachidi, frumento, crostacei (granchi, gamberetti e aragoste), soia, pesce, uova e frutta a guscio (noci). Nei bambini invece bisogna tenere sotto controllo anche il latte (e i suoi derivati). Ma ciascuna persona potrebbe essere allergica a qualsiasi alimento.

Allergia alimentare: individuazione e cura

Fino a qualche tempo fa, in caso di allergia, si pensava che l’unico vero rimedio per evitare le manifestazioni allergiche fosse evitare l’assunzione dell’alimento.

Oggi invece, come ci spiega il prof. Andrea Di Rienzo Businco, allergologo all’Ospedale Sandro Pertini di Roma, si può riuscire a curare anche le forme più gravi di allergia alimentare, con un’assunzione controllata dell’alimento considerato scatenante.


Affidarsi ai test “fai-da-te” è assolutamente sconsigliato, come sostiene in un’intervista alla Fondazione Veronesi il prof. Walter Canonica, Presidente della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Clinica: “rischiano di non far individuare i veri pazienti allergici, ritardandone la diagnosi”. Meglio rivolgersi a specialisti ed “effettuare test validati scientificamente che consentono di individuare con precisione non solo l’alimento sospetto ma a quale porzione di esso, di norma una proteina ( o una frazione di essa), si è ipersensibili e avviare così la corretta terapia”.

Tra i test di cui diffidare il prof. Canonica fa riferimento in particolare al test del capello, di quello sulle cellule del sangue, del test VEGA, della biorisonanza e del Pulse test.

Una buona norma da seguire sarebbe quella di avere sempre a disposizione il kit salvavita e saperlo utilizzare, oltre che allertare il 118 in modo tempestivo per evitare casi limite.
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Il Centro Allergie della Svizzera ha creato un sito informativo completo e multilingua con molte informazioni utili e interessanti sull’argomento e un video per mostrare la reazione corretta in presenza di uno shock anafilattico legato ad un’allergia alimentare, proprio per educare e sensibilizzare la popolazione: perché reagire correttamente in alcune situazioni è davvero di vitale importanza.