Gruppi di acquisto: cosa sono e come ti fanno risparmiare sulla spesa

I cosiddetti GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) non sono una novità, esistono da tanti anni. Hanno un approccio critico al consumo e spesso desiderano applicare i principi di equità, solidarietà e sostenibilità ai propri acquisti. Vediamo quindi cosa sono, come sono organizzati e come ci permettono di risparmiare sulla spesa.

Abbiamo già consigliato alcuni metodi pratici per risparmiare sulla spesa, ad esempio facendo shopping online per la famiglia o facendo la spesa a chilometri zero al mercato .
Con i gruppi d’acquisto, il tema centrale non è unicamente il risparmio: cambiano le abitudini e l’attenzione verso la spesa e il prodotto locale. Per questo vale la pena conoscere bene il fenomeno, i numeri della sua crescita e l’evoluzione sul web, e scoprire come sono nati i GAS e soprattutto su quali valori sono fondati.


Identikit dei Gruppi di Acquisto Solidale

La Legge Finanziaria per il 2008, ai commi 266 e 267, definisce “non commerciale” l’attività di acquisto e distribuzione dei prodotti all’interno dei GAS, ritenuti “soggetti associativi senza scopo di lucro costituiti al fine di svolgere attività di acquisto collettivo di beni e distribuzione dei medesimi […]”. Ma cosa sono esattamente e quali obiettivi si pongono?

Il sito web della Rete Nazionale di Collegamento dei G.A.S. li definisce come Gruppi d’Acquisto piccoli, locali e solidali che nascono riunendo membri che condividono la stessa propensione per cibi sani, biologici, acquistati a un prezzo equo da produttori soprattutto locali. La merce diventa - da semplice prodotto - il fulcro di relazioni e networking basato su valori condivisi e scelte consapevoli.

bimba che fa la spesa

Un’inchiesta realizzata dal quotidiano La Repubblica nel 2014 ha evidenziato come i gruppi esistenti siano circa un migliaio (con 200.000 persone aderenti) ma Rete Gas, principale coordinamento dei gruppi esistenti, ritiene che possano essere il doppio perché molti non sono censiti.

Stando a quanto stimato da Rete Gas, la spesa media per famiglia si aggira attorno ai 2 mila euro annui, con un fatturato complessivo dei gruppi locali che supera i 90 milioni. Numeri che danno l’idea della portata economica dei GAS anche se il risultato più sorprendente - sempre secondo l’inchiesta di La Repubblica - di questi primi 20 anni è stato quello di aver trasformato concretamente un progetto idealista in qualcosa che anche la GDO (Grande Distribuzione Organizzata) non può ignorare. È il caso ad esempio della Coop, spinta dalla nuova sensibilità attivata dai gruppi d’acquisto a documentare con precisione la filiera dei prodotti a marchio proprio.

Non stupisce, quindi, che la motivazione principale che porta ad aderire a un GAS non sia tanto la possibilità di risparmiare sugli acquisti (comunque elemento non irrilevante) quanto il desiderio di cambiare modelli di consumo, orientarsi verso un’alimentazione sana che sostenga i piccoli produttori, specie quelli locali, come mostra questa grafica elaborata da “Filiere corte e alternative food consumers: risultati di una survey nazionale”. 
grafico gas


Perché puoi risparmiare con i Gruppi di Acquisto?

I Gruppi di Acquisto, oltre a promuovere un modello più equo di consumo, permettono anche di risparmiare grazie alla filiera corta. Se aderisci a un GAS puoi acquistare, infatti, direttamente dal produttore eliminando così il ricarico che caratterizza i prodotti di scaffalatura.
Ma quanto puoi risparmiare esattamente? Sul sito di Rete Gas si legge che “[…] a parità di una qualità di fascia molto alta, permette risparmi che vanno dal 20 al 50 per cento.”

Come puoi aderire a una Gruppo di Acquisto?

Il funzionamento dei Gruppi di Acquisto è semplice: i responsabili del GAS raccolgono le ordinazioni dagli aderenti e si rivolgono direttamente al produttore, per poi organizzare - in giorni e orari stabiliti - la consegna della merce al gruppo.

Per aderire a un Gruppo di Acquisto, ti basta utilizzare la mappa nel sito Economia Solidale o in alternativa effettuare una ricerca nella pagina con l’archivio delle organizzazioni selezionando la tipologia “rete GAS” e inserendo la tua provincia o regione.

Gruppi di Acquisto Solidale online

La diffusione dei Gruppi di Acquisto Solidale si basa sulla costruzione di una fitta rete relazionale, nella quale il contatto diretto è fondamentale. Il web rappresenta un’ulteriore fase di sviluppo di questo modello associativo, dando visibilità ai GAS locali e rendendo ancora più snelle le procedure d’acquisto. Sono molti su Facebook i gruppi nati spontaneamente e che supportano lo scambio informativo tra i partecipanti.

L’Alveare che dice Sì è un progetto nato 5 anni fa in Francia e recentemente portato in Italia dall’ingegnere 35enne Eugenio Sapora. La piattaforma mette in contatto i produttori locali e i gruppi di consumatori che si ritrovano settimanalmente organizzando dei piccoli mercati temporanei a Km0 detti, appunto, “alveari”. In Francia questi moderni GAS sono oltre 650 e in Italia ne sono nati una trentina solo nel 2016.

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La nascita dei Gruppi di Acquisto Solidale

Nel 1996 i il Centro Nuovo Modello di Sviluppo pubblicò la “Guida al Consumo Critico”, esortando a una maggiore attenzione nei propri consumi.

La “Guida al Consumo Critico” approfondisce, infatti, il modus operandi di grandi marchi che troviamo sugli scaffali dei supermercati con un elenco documentato di informazioni. Il suo obiettivo è esortare ad una maggiore attenzione nei propri consumi, intesi non più come fatto privato ma come azioni le cui conseguenze si ripercuotono sull’intera comunità.

Nel 1997 nacque quindi la Rete dei gruppo d’acquisto, importante passaggio per mettere in pratica concretamente questi nuovi valori legati al consumo consapevole. Tre gli obiettivi principali:
1. creare network tra i gruppi sparsi sul territorio
2. diffondere informazioni relative a prodotti e produttori
3. promuovere la filosofia alla base dei gruppi d’acquisto

I gruppi di acquisto: valida alternativa solidale per risparmiare

I Gruppi di Acquisto Solidale rappresentano una possibile alternativa al modello distributivo tradizionale e, grazie ai valori che ne sono alla base e che hanno ispirato la loro nascita, stanno raccogliendo un numero crescente di consenso in chi desidera acquistare prodotti di qualità a basso impatto ambientale.

La crescita di questo fenomeno è rispecchiata dai numeri che abbiamo visto, ma anche dall’impatto che questa nuova tendenza ha avuto sulla filiera tradizionale, che ha così risposto in misura sempre maggiore alle richieste di trasparenza dei consumatori.