Polizza vita o fondo pensione: quale scegliere?

Stai pensando al futuro e stai cercando di orientarti tra i vari prodotti presenti sul mercato, ma non sai quale scegliere? Ecco una guida per capire le differenze e i vantaggi dei due più diffusi: il fondo pensione e la polizza vita

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Glossario
Fondo pensione
Investimento libero a rate versate a un fondo o a un istituto, con lo scopo di integrare la propria pensione
Montante
Somma del capitale versato e degli interessi maturati
Polizza vita caso morte
Garanzia in forma di capitale. In caso di decesso o invalidità permanente totale il beneficiario riceve la somma assicurata
Premio
Il costo della polizza (può essere calcolato su base annuale, semestrale o anche mensile)
Assicurato
il soggetto “portatore del rischio”, che può innescare i benefici della polizza al verificarsi di un evento. Può coincidere con il contraente

 

Quando pensi al futuro, alla pensione, ai tuoi figli e alla tua compagna o al tuo compagno, è naturale farlo in maniera protettiva. Un tempo risparmiare era più facile e noi Italiani eravamo molto bravi in questo. Oggi mettere da parte soldi è più complicato. Alcuni considerano la casa di proprietà un bene rifugio, ma non sempre un immobile si rileva di aiuto in caso di difficoltà economica e non è sempre un patrimonio adatto a essere lasciato in eredità.

Ci sono però altri prodotti sul mercato che permettono di accumulare un patrimonio. Tra quelli più comuni nel nostro Paese ci sono i fondi pensione e le polizza vita caso morte.

Si tratta di prodotti molto diversi tra di loro, e che soprattutto hanno finalità differenti.

I fondi pensione e le polizze vita sono prodotti molto diversi tra di loro:
  • il fondo pensione, pensato per integrare i contributi obbligatori, serve a garantire una maggiore disponibilità economica una volta raggiunta l’età pensionabile. Ne esistono di diversi tipi.
  • l’assicurazione vita caso morte serve a tutelare la famiglia da possibili imprevisti. In caso di decesso o invalidità permanente totale la compagnia liquida la somma di denaro assicurata al beneficiario. In questo modo, è più facile far fronte agli impegni economici dovuti alla malattia invalidante o al venire meno della persona portatrice, in tutto o in parte, del reddito familiare.

Cosa sono i fondi pensione?

Nel 2017 le richieste di informazioni legate ai piani pensionistici individuali sono triplicate rispetto al 2015 (fonte: Facile.it). Questo perché se un tempo il pilastro principale della previdenza per le famiglie erano i contributi obbligatori, oggi questi non assicurano più un tenore di vita adeguato. E così, nel 2017, 8,3 milioni di italiani hanno aderito a un fondo pensione (fonte: Covip, Commissione vigilanza sui fondi pensione).

Scegliere di aderire alla previdenza complementare vuol dire accantonare regolarmente una parte dei tuoi risparmi durante la vita lavorativa per ottenere una pensione in più rispetto a quella obbligatoria. È un’opportunità di risparmio a cui lo Stato riconosce agevolazioni fiscali che verranno affrontate più avanti in questo post.

Esistono diversi tipi di fondi pensione:

-       fondi pensione negoziali;

-       fondi pensione aperti;

-       piani individuali pensionistici di tipo assicurativo (PIP);

-       fondi pensione preesistenti.

In questo post ci occupiamo di quelli del secondo tipo, che sono forme pensionistiche complementari istituite da banche, imprese di assicurazione, società di gestione del risparmio (SGR) e società di intermediazione mobiliare (SIM).

Il fondo pensione aperto è dunque un prodotto finanziario paragonabile a un salvadanaio: a scadenze regolare versi una somma di denaro a un istituto finanziario o a un fondo, da ottenere indietro una volta raggiunta l’età pensionabile.

Sei tu che decidi:

  • il fondo a cui versare i soldi;
  • quanto versare in base alle tue possibilità;
  • come versare, ossia se con rate mensili, trimestrali o annuali.

L’istituto finanziario prescelto stabilisce che tipo di investitore sei e la tua propensione al rischio (ma sappi che ci sono anche prodotti a capitale garantito): più è alta, maggiori saranno i guadagni o le eventuali perdite.

Come funzionano i fondi pensione?

Il fondo pensione, si diceva, è come un salvadanaio da rompere una volta raggiunta l’età pensionabile come integrazione. In realtà, i soldi investiti si possono recuperare, in parte, già a partire da 8 anni dall’apertura del fondo, ma solo a fronte di grosse spese “giustificabili” e solo in parte: per esempio, si può richiedere il 75% del montante per l'acquisto della prima casa o del 30% per finanziare gli studi dei figli.

Se invece aspetti di raggiungere la pensione, potrai riscattare tutto il fondo, in un’unica soluzione o attraverso versamenti regolari.

Fondo pensione: quali vantaggi?

I principali vantaggi di un fondo pensione sono fiscali. Infatti:

  • puoi contare su un abbattimento della tassazione sui redditi: puoi detrarre il capitale versato - e fino a 5.164,67€  - sulla base dell’IRPEF versato (quindi il risparmio fiscale deriva dal tuo livello di reddito);
  • se sei un lavoratore dipendente puoi decidere di versare anche il TFR nel fondo pensione, approfittando di una tassazione agevolata tra il 9 e il 15% (anziché del 32-40%):
  • anche la tassazione degli interessi è vantaggiosa: varia dal 9 al 15% ed è dunque più bassa rispetto alla tassazione di altri prodotti finanziari.

Inoltre, puoi decidere in qualsiasi momento se aumentare, ridurre o interrompere i versamenti, in base alla tua disponibilità economica del momento.

Il fondo pensione aperto è dunque un’integrazione alla tua pensione da godere una volta smesso di lavorare e serve a garantire un’anzianità più tranquilla.

Riassumendo, ecco quello che c’è da sapere sui fondi pensione aperti:
  • il fondo pensione è un prodotto finanziario;
  • le somme di denaro (capitale) versate attraverso le rate sono investite sul mercato e soggette, quindi, a rischi;
  • occorre stabilire il proprio livello di rischio;
  • permette di ridurre l’Irpef, fino a 5.164,67 € all’anno;
  • non si può riscattare prima di 8 anni;
  • dopo 8 anni si può riscattare solo parte della somma accumulata (detta anche montante) e per spese giustificabili.

Come funzionano le polizze vita e a cosa servono?

Se si desidera assicurare ai propri figli o alla propria famiglia per far fronte alle spese correnti, agli studi dei figli in caso di necessità, esiste un prodotto assicurativo particolarmente indicato che può essere considerato una valida alternativa al risparmio: la polizza vita caso morte (chiamate anche tcm, in gergo tecnico). Se un genitore è la colonna portante del futuro dei figli, è naturale pensare a come affrontare una sua assenza improvvisa.

L’assicurazione sulla vita è una garanzia, in forma di denaro, che assicura alla tua famiglia lo stesso tenore di vita ed è quindi particolarmente indicata alle famiglie monoreddito o in cui ci sono figli ancora piccoli, così da poterli sostenere fino al raggiungimento dell’indipendenza economica.

Il costo di una polizza vita di questo tipo varia in funzione:

  • della somma che vuoi garantire ai tuoi beneficiari (la tua famiglia, il tuo partner, i tuoi figli…);
  • della tua età (più sei giovane, meno paghi);
  • del tuo stato di salute e del tuo stile di vita;
  • della durata della polizza.

In caso di incidente che provochi decesso, o se previsto dalla tua polizza, anche invalidità totale permanente, la compagnia assicurativa paga la somma assicurata al beneficiario - o ai beneficiari.

Tutti i vantaggi della polizza vita

-       Al momento della firma di una polizza vita caso morte puoi scegliere la persona o le persone che desideri siano beneficiarie della polizza. Ovviamente potrai anche modificare questa scelta iniziale in un secondo momento.

-       Avere una polizza vita ti garantisce di vivere serenamente con la consapevolezza che, se ti dovesse succedere qualcosa, i tuoi familiari potrebbero continuare a vivere come sempre, mantenendo lo stesso tenore di vita.

-       Il premio che paghi rimane invariato negli anni.

-       Generalmente la polizza ti copre sempre con la stessa cifra, sia che l’incidente avvenga dopo qualche mese, sia che avvenga dopo molti anni. Per questo quando decidi la cifra da assicurare è bene usare come criterio di scelta il periodo di tempo che la tua famiglia impiegherà per ritrovare l’indipendenza economica, senza dover cambiare stile di vita.

-       puoi detrarre fino al 19% degli importi versati per la copertura assicurativa e fino a un massimo di 530 euro.

Se sei interessato a una polizza vita caso morte, ma non hai idea di quanto ti potrebbe costare, fai subito un preventivo gratuito online.

Riassumendo, ecco quello che c’è da sapere sulle polizze vita caso morte:
  • l’assicurazione vita non è un piano di risparmio, ma una tutela del tenore di vita in caso di incidente;
  • ha un costo contenuto e il premio rimane invariato nel corso degli anni;
  • il capitale assicurato è versato al beneficiario in caso di morte o di invalidità totale permanente immediatamente;
  • si può interrompere in qualsiasi momento;
  • le somme versate annualmente sono detraibili al 19%, fino a 530 €.