Hai voluto la bicicletta? Adesso... assicurati

La bici non è solo un mezzo per muoversi durante il tempo libero. C'è chi usa la bicicletta quotidianamente, per andare in ufficio, a scuola, nei luoghi di svago o per raggiungere qualsiasi destinazione distante una manciata di chilometri. Tuttavia andare in bicicletta ti espone a rischi assimilabili a quelli che si corrono quando si va in moto o in scooter. I pericoli non sono solo per noi che pedaliamo ma anche per i pedoni o per gli altri ciclisti. Ecco una serie di motivazioni per cui è importante avere un'assicurazione per la propria bicicletta.

Una scelta ecologica oppure salutista, un modo per fare un po' di sport sfruttando i momenti della giornata normalmente impiegati nei trasferimenti oppure semplicemente il mezzo più adatto per una passeggiata in famiglia: la bicicletta in città sta attraversando, negli ultimi anni, un vero ritorno alla ribalta. 

C'è chi la preferisce vintage, comprata di seconda mano oppure riciclata dalla cantina dei genitori, chi invece opta per le più veloci e costose bici a scatto fisso, le cosiddette “fixed” ovvero con freno a pedale, il massimo del trendy. Non va dimenticata, nell'albo delle ultime mode, neppure la cosiddetta “bicicletta con l'aiutino” o “bicicletta con pedalata assistita”, quella dotata di motorino elettrico che ha dato modo anche alle persone un po' più avanti con gli anni, oppure a coloro che vivono in città con molti dislivelli, di approfittare della comodità di un mezzo pratico e sostenibile.

Certo è che, complice una maggiore attenzione all'ambiente anche da parte delle amministrazioni locali, le strade sono sempre più frequentate da ciclisti. 

Naturalmente la moda e le passerelle seguono immancabilmente le abitudini e gli stili di vita proponendo una soluzione per chiunque non sappia fare a meno di essere “adeguato” in ogni momento della giornata. La risposta alla bici è l'abbigliamento “Athleisure”, ovvero atletico ma rilassato, insomma sportivo ma senza esagerare, comodo e pratico ma comunque elegante anche per una bella sgambata che porta da casa direttamente in ufficio.

Attenzione al codice della strada: le 10 regole del ciclista corretto 

Quando vai in bicicletta, così come accade per ogni altro mezzo in circolazione, sei tenuto al rispetto di alcune regole del codice della strada. Chissà perché, il fatto che la bici non abbia motore, oppure perché ispira quell'innato senso di libertà, “autorizza” le biciclette ad invadere altri spazi – magari riservati ai pedoni – oppure a compiere manovre sulla carreggiata che possono risultare più pericolose e azzardate di quel che si immagina. 

Va invece sottolineato che, anche se non occorre una patente o un permesso particolare per guidarla, la bicicletta è classificata come veicolo a tutti gli effetti e pertanto chi la conduce è tenuto a seguire le regole della viabilità e a rispettare segnali stradali e interdizioni esattamente come automobili e motorini.

 

Il codice della strada è molto puntuale e capzioso nell'elencare le regole alle quali ogni ciclista deve attenersi, ma per semplificazione ecco un decalogo con le norme più importanti da mandare a memoria. 

 

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1. Il ciclista deve transitare sulle piste espressamente dedicate alle bici, se sono presenti, evitando i marciapiedi. In caso contrario può usare la carreggiata stradale.
2. È obbligatorio procedere in fila indiana (art. 183 comma 1), senza cedere alla tentazione di chiacchierare, pedalando affiancati. L'unica deroga a questa regola vale per i bambini con età inferiore ai 10 anni che possono procedere alla destra dell'adulto accompagnatore.
3. Chiunque viaggi in bicicletta al tramonto o all'alba fuori dai centri abitati oppure attraversi gallerie, è tenuto a indossare un giubbetto o delle bretelle catarifrangenti (art. 182, 9/bis) oltre all'utilizzo delle normali luci attive di segnalazione (bianche davanti e rosse sul retro) e delle strisce rifrangenti su pedali e raggi. Rendersi visibili agli altri è una delle prime regole di buon senso, oltre che del codice della strada, per evitare incidenti.
4. Il ciclista non può trainare oppure farsi trainare da altri veicoli. In particolare per il trasporto di carichi, il codice della strada prevede delle regole specifiche che sono segnalate negli articoli 164 e 170. Tra queste regole è chiarito il permesso al trasporto di piccoli animali ma solo se assicurati nelle apposite gabbie.
5. Una regola di fondamentale importanza e spesso trascurata riguarda l'obbligo assoluto, anche per le biciclette, di seguire il senso di marcia della carreggiata. In altre parole è assolutamente vietato pedalare contromano.
6. I bambini possono essere trasportati (fino a un massimo di 2) a patto di utilizzare gli appositi seggiolini certificati e sistemando i più piccoli (fino a 15 kg) nella parte anteriore, tra manubrio e conducente, mentre i più grandi (fino a 8 anni di età) utilizzando un supporto a norma montato nella parte posteriore. Dagli 8 anni in poi dovranno utilizzare la propria bicicletta.
7. Come per ogni altro veicolo, anche in bicicletta è assolutamente vietato usare il cellulare. Usare gli auricolari è invece permesso.
8. Un'altra regola molto importante e spesso ignorata riguarda l'uso delle strisce pedonali per gli attraversamenti che dovrebbero essere fatti con estrema cautela e in ogni caso conducendo la bicicletta a mano, specie nel caso di strade larghe o a scorrimento veloce (art. 377, comma 2).
9. Il cambio di direzione va segnalato sempre, sporgendo il braccio. Naturalmente il codice della strada impedisce una guida pericolosa, con brusche inversioni, movimenti a zig-zag, oppure ogni altro comportamento che possa essere di pericolo o intralcio per gli altri veicoli.
10. È dovere del ciclista conducente assicurarsi che la bicicletta sia in buono stato prima di iniziare la marcia. È suo onere controllare il funzionamento dei freni e delle luci di segnalazione, del campanello (che è obbligatorio montare) oltre al buono stato degli pneumatici. 

ragazzo fermo con la bicicletta

Le buone norme (non scritte) in bicicletta: il buon senso oltre gli obblighi di legge 

Fino a oggi il codice della strada non prevede l'uso del casco per i ciclisti, né di specchietto retrovisore e neppure l'obbligo di una assicurazione che protegga nel caso di infortuni se stessi e gli altri ma ognuno di noi sa – in coscienza – quanto sia importante avere a disposizione una protezione personale che possa intervenire in modo determinante in caso di evento accidentale. 

Non c'è l'obbligatorietà, è vero, ma già oggi molti tra coloro che usano la bici in città calzano abitualmente il caschetto protettivo perché sanno quanto possa essere importante e quanto possa contribuire a salvare la vita, anche nel caso di una banale caduta. A conferma di ciò c'è da dire che in mezza Europa il casco è già previsto come presidio obbligatorio dal codice della strada, almeno per i ragazzi fino ai 14 anni. 

La stessa cosa vale anche per una forma di assicurazione che protegga in caso di infortuni e che possa coprire le spese mediche o eventuali periodi di convalescenza. 

Al di là delle tutele derivanti da parti terze (attrezzature o compagnie assicuratrici) la prima norma di buon senso che ogni ciclista dovrebbe tenere a mente è la prudenza: rispettare le regole non è sufficiente, bisogna sempre mantenere alta l'asticella dell'attenzione, non compiere manovre azzardate ed esimersi da “imprese eroiche” che dimostrano, troppo spesso, solo quanto il nostro corpo sia debole e fragile. 

Se ti piace andare in bicicletta fai in modo che questo resti sempre un piacere per te e per la tua famiglia e goditi il vento fresco sul viso, senza pensieri.

Buona pedalata!

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