Quando in famiglia c’è un disabile: sostegno psicologico, sgravi e agevolazioni fiscali

Il dibattito sulla disabilità si concentra quasi sempre sulle persone che vivono tale condizioni. Ancora poco spazio tuttavia viene riservato ai loro familiari, che donano il proprio tempo e non solo per restare vicino ai propri cari.

Per quanto dettata dall'amore o la necessità o la scelta di assistere un disabile a tempo pieno è sempre difficile, sia sotto il profilo pratico sia psicologico.

Quando ad avere bisogno di aiuto è un familiare accade che madri, padri, fratelli, parenti o chiunque decida di prendersi cura della persona disabile.

In questo articolo illustreremo le risorse pratiche e quelle psicologiche a disposizione delle famiglie con disabili.

Fisco e assistenza ai disabili: sgravi e misure di supporto

Grazie alle misure di sostegno, in caso di presenza di un disabile in casa, è possibile accedere a finestre fiscali agevolate che permettono di fare economia sulle spese legate alle terapie e i supporti necessari alla gestione della malattia.

A questo proposito l’Agenzia delle Entrate ha realizzato un documento guida, pubblicato lo scorso gennaio 2017 che permette di controllare i termini personali di accesso agli sgravi previsti.

Al momento le agevolazioni previste, al di là di quelle sanitarie, includono:

1) Figli a carico, quando il portatore di handicap è un minore fiscalmente a carico della famiglia. In questo caso è possibile detrarre dall’Irpef una somma tra i 1.620 euro (se il figlio ha meno di 3 anni) e i 1.350 (dai 3 anni in su). Queste agevolazioni sono concesse in funzione al reddito complessivo posseduto nel periodo d’imposta e il loro importo diminuisce con l’aumentare del reddito, fino ad annullarsi quando il reddito complessivo arriva a 95.000 euro.

2) Acquisto di veicoli, se sono utilizzati in maniera esclusiva o prevalente per assicurare la mobilità ai disabili. In questi casi è possibile beneficiare di una detrazione Irpef al 19%, dell’Iva al 4%, dell’esenzione totale dal bollo e dall’eventuale tassa sul passaggio di proprietà. Sebbene questo sia l’indirizzo generale, esistono molte specifiche, a seconda del tipo di disabilità, del grado e del mezzo che viene acquistato.

3) Mezzi di ausilio e supporti tecnico-informatici (sussidi da utilizzare a beneficio di persone limitate da menomazioni permanenti di natura motoria, visiva, uditiva o del linguaggio). Di questo gruppo, che gode sempre dell’Iva agevolata al 4% e della detrazione Irpef del 19%, fanno parte:

  • servoscala e mezzi di abbattimento di barriere architettoniche domestiche
  • protesi e ausili per menomazioni
  • protesi dentarie, apparecchi di ortopedia e oculistica
  • poltrone e simili
  • apparecchiature e dispositivi basati su tecnologie meccaniche, elettroniche o informatiche, sia di comune reperibilità sia appositamente fabbricati. È agevolato, per esempio, l’acquisto di un modem, di un computer o di un telefono a viva voce.

4) Interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche (opere architettoniche, murarie, etc) per le quali è prevista la detrazione Irpef.

5) Spese per l’assistenza personale per le quali è prevista, generalmente, una deduzione dal reddito degli oneri contributivi versati per badanti e assistenti familiari (fino a 1.549,37 euro) e la detrazione Irpef del 19% delle spese sostenute per paghe e stipendi.

In ogni caso è sempre bene verificare di rientrare nelle categorie beneficiarie degli sgravi fiscali perché le specifiche, legate da una parte al reddito familiare, dall’altra all’ammontare del beneficio richiesto, sono tante e differenti.

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Legge 104, Home Care Premium e altri sussidi per i familiari

Come detto, oltre agli sgravi fiscali, i familiari di persone affette da disabilità, possono accedere ad altre forme di supporto, sia economico che pratico.

Un particolare supporto economico è quello che l’Inps mette a disposizione dei dipendenti o pensionati pubblici che assistono familiari disabili gravi non autosufficienti. Il nome del programma è Home Care Premium e prevede un “bonus” fino a 1.050 euro, calcolati sul reddito familiare e sulla gravità della disabilità, che devono essere impiegati per pagare l’assistente che si prende cura della persona in difficoltà.

Oltre all’assegno per disabili, il bando prevede anche servizi integrativi erogati dalle Asl locali tramite convenzione stipulata con l’Inps. Le prestazioni aggiuntive vengono riconosciute in base alla percentuale di invalidità e di reddito Isee e possono includere:

  • supporto psicologico;
  • terapie presso fisioterapisti e logopedisti;
  • servizi in strutture extra domiciliari;
  • prestazioni presso i centri riabilitativi, di aggregazione giovanile, di inclusione sociale;
  • spese per il trasferimento dell’assistito per specifiche necessità.

La Legge 104 (5 febbraio 1992 n. 104) è il riferimento legislativo "per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”. All’interno dei provvedimenti di supporto offerti dalla legge 104, sono previste misure anche a favore dei genitori/figli/parenti prossimi dei disabili come la possibilità di richiedere, ad esempio per i dipendenti, permessi lavorativi extra per motivi legati all’assistenza e al supporto al familiare in difficoltà. 

Tra le principali agevolazioni della Legge 104 ricordiamo

  • Permessi retribuiti mensili (fino a 3 giorni) per chi assiste in modo continuativo coniuge, affine o parente entro il 3° grado con handicap grave;
  • Congedo straordinario retribuito fino a 24 mesi (2 anni) nell’arco della vita lavorativa dell’assistente la persona disabile. Il beneficio spetta, nell’ordine: al coniuge che convive col lavoratore, ai genitori, ai figli conviventi, ai fratelli ed alle sorelle conviventi e, in mancanza, ad altri parenti o affini fino al terzo grado pur sempre conviventi.
  • Prolungamento del congedo parentale in caso di figlio con handicap grave, nella forma di 2 ore giornaliere (indennizzate regolarmente) oppure 3 giorni al mese. Se il figlio è minore di 12 anni, si può richiedere il prolungamento del congedo fino a 3 anni.
  • Rifiuto di lavoro notturno. Il parente assistente di un beneficiario della legge 104 può rifiutare di essere assegnato a turni di notte o lavoro notturno.

“Dopo di noi” sgravi sulle imposte di successione

Sono entrate in vigore dal 1° gennaio 2017 le agevolazioni fiscali previste dalla legge sul “Dopo di noi” a favore dei disabili gravi. Tra le altre, è prevista l’esenzione dall’imposta su successioni e donazioni per i beni e i diritti destinati a fondi speciali istituiti a favore delle persone con disabilità grave.  Ma anche  sgravi fiscali, esenzioni e incentivi per la stipula di polizze, trust e su trasferimenti di beni e diritti post-mortem Questa legge stabilisce la creazione di un fondo per l’assistenza e il sostegno ai disabili privi dell’aiuto della famiglia e agevolazioni per privati, enti e associazioni che decidono di stanziare risorse a loro tutela.

“Il “Dopo di noi” - si legge in un recente articolo - stabilisce la creazione di un fondo per l’assistenza e il sostegno ai disabili privi dell’aiuto della famiglia e agevolazioni per privati, enti e associazioni che decidono di stanziare risorse a loro tutela. Sgravi fiscali, esenzioni e incentivi per la stipula di polizze assicurative, trust e su trasferimenti di beni e diritti post-mortem”.

Strutture di riferimento e di sostegno per chi ha un disabile in famiglia

Le associazioni che in Italia offrono sostegno a chi si prende cura di un familiare disabile sono numerose e spesso alcune realtà locali svolgono attività di assistenza quotidiana diretta  oltre che di aiuto psicologico ai disabili e ai loro familiari.

A livello nazionale esistono organizzazioni attive anche nella promozione di leggi o provvedimenti dello stato per semplificare o migliorare, in qualche modo, la vita dei cosiddetti caregiver, ovvero delle persone che si prendono cura di un figlio, di un genitore o di un parente disabile. Una di queste è il Coordinamento Nazionale delle Famiglie Disabili che di questo impegno ha fatto una vera missione: “Si tratta di ottenere In Italia (così come in tutti gli altri Paesi europei) una legge che tuteli in modo adeguato i caregiver – si legge sul sito del Coordinamento - Tra le tutele che richiediamo sono incluse quelle assicurative, sanitarie e previdenziali. [...] è doveroso che si offra loro tutto il sostegno necessario a fronte dell'alto valore del lavoro di cura che essi svolgono quotidianamente e senza soluzione di continuità.”

Un’altra istituzione che mette insieme le famiglie, i parenti e gli amici dei disabili e che è presente a livello nazionale da quasi 50 anni è l’Anffas Onlus - Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale. Sull'intero territorio nazionale svolge attività grazie a 169 associazioni locali, 16 organismi regionali e 48 Enti Autonomi. In ogni sede Anffas è presente un S.A.I, ovvero un Servizio di Accoglienza e Informazione, sportelli per il cittadino in grado di offrire supporto e documentazione alle famiglie che accudiscono disabili e di indirizzare verso servizi di sostegno pratici e psicologici adeguati alla domanda.

Con la manovra di bilancio del 2017 il governo ha previsto lo stanziamento di un fondo destinato proprio ai caregiver. Il fondo prevede uno stanziamento di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020. Grazie a questo fondo si potranno quindi finanziare interventi legislativi per tutelare chi "si prende cura del coniuge, di una delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto, di un familiare o di un affine entro il secondo grado, o di familiare fino al terzo grado che non si autosufficiente, sia ritenuto invalido o sia titolare di indennità di accompagnamento."

Aggiornamento Legge di Bilancio 2018: sono stati introdotti nuovi stanziamenti per incentivare l’avviamento all’esercizio della pratica sportiva delle persone disabili e sostenere le attività del Comitato Paralimpico Italiano.