Sicurezza

Malattie professionali comuni: guida ai rischi e alle tutele

Che cosa sono le malattie professionali

La malattia professionale è un’infermità che si contrae nell’esercizio e a causa del rischio presente nelle lavorazioni svolte. La differenza principale rispetto all’infortunio sul lavoro è che, nella malattia professionale, la causa agisce lentamente e progressivamente sull’organismo (non è quindi un evento “violento” e concentrato nel tempo). 

Un punto importante, anche sul piano pratico, è il nesso causale: occorre poter collegare la patologia al lavoro svolto e alle condizioni di esposizione (ambiente, strumenti, sostanze, posture, vibrazioni, ecc.). In alcuni casi il collegamento è più “semplice” perché la malattia rientra tra quelle tabellate; in altri richiede una dimostrazione più articolata.

Le malattie professionali più comuni: esempi

Le casistiche possono essere molte, ma alcune categorie ricorrono con maggiore frequenza perché legate a fattori di rischio presenti in tantissimi settori (dalla manifattura ai servizi, fino alla logistica). Di seguito gli esempi più comuni, con un’attenzione particolare ai sintomi tipici e ai meccanismi di rischio.

Disturbi muscolo-scheletrici

Sono tra le forme più diffuse e includono problematiche a carico di schiena, spalle, gomiti, polsi e mani. Spesso sono connesse a movimenti ripetitivi, posture incongrue, sollevamento e movimentazione manuale di carichi, oppure a lavoro prolungato in stazione eretta.

I sintomi tipici possono essere dolore persistente, rigidità, perdita di forza, formicolii e difficoltà nei movimenti. Il tema non riguarda solo i lavori “pesanti”: anche attività d’ufficio (es. uso continuativo di mouse e tastiera) possono aumentare il rischio di disturbi agli arti superiori se mancano ergonomia e pause adeguate.

Patologie da rumore

L’esposizione continuativa a un rumore elevato può portare a ipoacusia (riduzione dell’udito) o a disturbi correlati (acufeni). Il rischio è più frequente in ambiti come industria, edilizia, alcuni lavori della manutenzione e della logistica, ma anche in contesti dove macchinari e ambienti non sono adeguatamente insonorizzati.

Qui la prevenzione è cruciale: spesso i danni sono graduali e diventano evidenti quando la compromissione è già significativa.

Malattie respiratorie

In alcuni contesti lavorativi, l’esposizione a polveri, fumi, vapori o sostanze irritanti può favorire malattie respiratorie. Settori come edilizia, industria, agricoltura e alcune lavorazioni artigianali richiedono attenzione particolare, perché la qualità dell’aria e la presenza di agenti aerodispersi incidono direttamente sul rischio.

I segnali possono includere tosse persistente, affanno, irritazioni e peggioramento di sintomi respiratori pre-esistenti.

Malattie cutanee

Le patologie cutanee lavoro-correlate sono spesso legate al contatto ripetuto con sostanze irritanti o allergizzanti (detergenti, solventi, oli, sostanze chimiche) o a lavaggi molto frequenti. Alcune attività di pulizia, assistenza, industria alimentare e manutenzione espongono più di altre a dermatiti e irritazioni.

In questo caso, la qualità dei dispositivi di protezione, la formazione sull’uso e le buone prassi igieniche incidono molto.

Stress e disturbi correlati

Negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione verso rischi “meno visibili” ma molto impattanti: stress lavoro-correlato, burnout, disturbi del sonno e conseguenze psicosomatiche. Qui entrano in gioco fattori organizzativi (carichi e turni), qualità della leadership, clima aziendale e gestione dei conflitti.

È un’area delicata: non ogni difficoltà psicologica è automaticamente “professionale”, ma è importante riconoscere che l’organizzazione del lavoro può avere un ruolo significativo sul benessere.

Tabella malattie professionali riconosciute dall'INAIL

La “tabella” è un riferimento centrale perché distingue, in modo pratico, le malattie tabellate da quelle non tabellate. Quando una patologia è tabellata e la lavorazione svolta è tra quelle indicate, il percorso di riconoscimento è generalmente più lineare rispetto alle patologie non presenti in tabella (dove il nesso causale deve essere dimostrato in modo più puntuale).

Un aggiornamento importante degli ultimi anni è la revisione delle tabelle delle malattie professionali nell’industria e nell’agricoltura, prevista dal Decreto interministeriale 10 ottobre 2023, pubblicato in Gazzetta Ufficiale (GU n.270 del 18/11/2023).  
INAIL ha poi fornito indicazioni operative e inquadramento con la Circolare n. 7 del 15 febbraio 2024, che illustra caratteristiche e implicazioni delle nuove tabelle. 

Tabella riepilogativa delle principali malattie professionali tabellate

(aggiornate con revisione delle tabelle INAIL – Decreto ministeriale 10 ottobre 2023). 

Categoria di malattia professionale  Esempi di patologie Note su lavorazioni esposte e riconoscimento 
Patologie da agenti chimici 

Patologie causate da arsenico e suoi composti- Malattie da composti organici dello stagno.

Malattie da derivati del benzene- Intossicazioni da formaldeide

Riconosciute per esposizione a specifici agenti chimici in industrie metalmeccaniche, chimiche, laboratori, vernici e prodotti plastici. Presunzione legale se il lavoratore è adibito sistematicamente alla lavorazione.
Patologie da metalli e composti Malattie da cadmio e sue composti- Malattie da manganese e composti- Patologie da mercurio, piombo, nichel Associate a esposizione professionale nei processi metallurgici e attività con fumi o polveri di metalli.  
Disturbi muscolo-scheletrici da sovraccarico biomeccanico 
Problemi articolari degli arti superiori e inferiori- Ernia discale lombare da sforzi ripetuti Frequenti in attività che comportano movimenti ripetitivi, sollevamenti, posture statiche.  
Ipoacusia (perdita dell’udito)  Ipoacusia da rumore Riconosciuta per esposizione prolungata a livelli di rumore elevati in ambienti industriali, cantieri e attività rumorose. Presunzione legale se manifestata entro periodo massimo indicato.
Dermatiti e affezioni cutanee Dermatite irritativa da contatto- Cloracne Riconducibili a esposizione lavorativa a detergenti, solventi e sostanze irritanti in settori quali pulizia, cosmetica, manutenzione e produzione.  
Patologie dell’apparato respiratorio  Asma bronchiale professionale- Alveoliti allergiche estrinseche (fenomeni allergici polmonari) Legate all’esposizione a polveri, allergeni, vapori chimici.  
Tumori professionali  Carcinoma del polmone da agenti cancerogeni- Tumori della laringe- Epatocarcinoma Inseriti nelle tabelle aggiornate, collegati a lavorazioni con esposizione a agenti classificati come cancerogeni. 
Affezioni dovute a vibrazioni e agenti fisici  Patologie da vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio Tipiche di impieghi con uso di utensili vibranti.  

Come leggere questa tabella

Le malattie professionali tabellate sono quelle per le quali non è necessario dimostrare il nesso causale: basta aver svolto abitualmente la lavorazione esposta indicata nella tabella e rispettare il periodo massimo di indennizzabilità. 

Le tabelle aggiornate nel 2023 (entrate in vigore nel 2024) sono state approvate con decreto ministeriale e ufficializzate tramite Circolare INAIL n. 7 del 15 febbraio 2024

Periodo massimo di indennizzabilità

Ogni voce tabellata è accompagnata da un periodo massimo di indennizzabilità: ossia il tempo entro il quale, dalla cessazione dell’esposizione lavorativa, la malattia deve manifestarsi affinché sia riconosciuta come professionale. Anche questo elemento è indicato nella tabella ufficiale INAIL allegata al decreto. 

E per le malattie NON tabellate?

Se una patologia non è presente nelle tabelle INAIL, il lavoratore può comunque chiedere il riconoscimento come malattia professionale, ma deve dimostrare il nesso causale, ossia che la malattia è dovuta all’attività lavorativa (prove mediche, storia lavorativa, esposizione documentata). 

Lavoratori più esposti alle patologie professionali

I lavoratori più esposti dipendono dal tipo di rischio: chi movimenta carichi o svolge mansioni ripetitive avrà una probabilità più alta di disturbi muscolo-scheletrici; chi opera in ambienti rumorosi è più esposto a patologie uditive; chi lavora con polveri, fumi o sostanze irritanti può essere più esposto a rischi respiratori o cutanei.

Detto questo, un elemento spesso sottovalutato è che i rischi non sono solo “tecnici”: anche la progettazione delle attività, la turnazione, la formazione e la qualità delle procedure incidono sull’esposizione reale. È il motivo per cui la prevenzione non può essere solo una lista di adempimenti, ma deve diventare un sistema organizzativo.

Un dato utile per inquadrare il fenomeno: INAIL rende disponibili open data e aggiornamenti periodici. Ad esempio, nei primi 10 mesi del 2024 le denunce di malattia professionale protocollate sono state 73.922, in aumento rispetto allo stesso periodo del 2023. 

Come prevenire le malattie professionali

La prevenzione è la chiave: molte patologie si sviluppano lentamente e, quando diventano evidenti, possono già avere un impatto importante sulla qualità della vita e sulla continuità lavorativa. Un piano efficace combina misure tecniche (ambiente, strumenti), misure organizzative (ritmi, turni, mansioni) e misure sanitarie (monitoraggi e visite).

DPI: primo strumento di prevenzione delle patologie professionali

DPI (dispositivi di protezione individuale) sono fondamentali quando non è possibile eliminare il rischio alla fonte: pensiamo a cuffie antirumore, maschere filtranti, guanti, calzature, dispositivi anti-taglio o anti-vibrazione. Il punto non è “averli”, ma scegliere DPI adeguati, mantenerli in buono stato e garantire che siano usati correttamente.

Formazione obbligatoria e specifica per mansione

La formazione efficace è quella “applicata”: non solo regole generiche, ma procedure pratiche per la mansione reale (movimentazione carichi, posture, uso sicuro di sostanze, gestione emergenze, corretto utilizzo DPI). Anche l’aggiornamento periodico è essenziale, perché mansioni, strumenti e rischi cambiano.

Sorveglianza sanitaria e monitoraggio

La sorveglianza sanitaria serve a individuare precocemente segnali di rischio e a prevenire aggravamenti. La collaborazione tra azienda, RSPP, medico competente e lavoratori è decisiva: più la rilevazione è tempestiva, più l’intervento è efficace.

Tutele previste per i lavoratori secondo la normativa INAIL

Quando una patologia viene riconosciuta come professionale, la tutela INAIL può prevedere indennizzi e prestazioni in base alla gravità e alle regole applicabili. Il percorso richiede attenzione a documentazione e tempistiche.

Indennizzi per le malattie riconosciute

Gli indennizzi dipendono dall’esito dell’accertamento e dalla tipologia di danno riconosciuto. In generale, il riconoscimento non è “automatico”: la valutazione considera documentazione medica, esposizione e compatibilità tra rischio e mansione svolta.

Iter di riconoscimento INAIL

Sul piano procedurale, la denuncia di malattia professionale deve essere presentata dal datore di lavoro alla sede INAIL competente entro cinque giorni da quando riceve il certificato medico riferito alla malattia.  
Questa regola è utile da conoscere anche per i lavoratori, perché chiarisce come si attiva l’iter amministrativo e perché è importante comunicare tempestivamente diagnosi e certificazione.

Un supporto in più per aziende e lavoratori

Prevenzione e tutele pubbliche sono fondamentali, ma nella vita reale possono non coprire tutti i bisogni: tempi, complessità delle pratiche, impatti economici indiretti e gestione organizzativa possono rendere utile affiancare soluzioni di protezione ulteriori.

Per le imprese, strumenti come le polizze collettive possono contribuire a rafforzare il welfare e la protezione, sostenendo le persone nei momenti critici e aiutando l’azienda a gestire meglio gli imprevisti.

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