Correggere la vista con il laser: tutto quello che vuoi sapere

Gli occhiali da vista possono essere assolutamente necessari per avere una vista normale possono diventare scomodi, fastidiosi, a volte odiati da chi è costretto a usarli. Oggi è possibile però correggere la vista con un intervento chirurgico. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Secondo gli ultimi dati della Commissione Difesa Vista (CDV) [7], il 78% della popolazione italiana maggiore di 14 anni ha difetti visivi. Secondo una ricerca della stessa commissione, il 53% porta occhiali con lenti correttive, ovvero l’83% di chi dichiara di avere difetti di vista.

Più della metà della popolazione adulta ha dunque a che fare con lenti a contatto e occhiali e il 47% di essi considera il fatto di doverli indossare “una scocciatura”, come evidenziato dai risultati di una survey sottoposta al campione analizzato dalla CDV.

Non stupisce, dunque, che sempre più persone scelgano, con il consiglio del proprio oculista, di sottoporsi alla correzione chirurgica di miopia, ipermetropia o astigmatismo, più propriamente chiamata chirurgia refrattiva laser.

Cos’è la chirurgia refrattiva laser e come corregge il difetto di vista

La chirurgia refrattiva ha, nel nostro Paese, una storia ormai ventennale che ha consentito un notevole miglioramento delle tecniche usate sia in termini di efficacia che di rapidità e comfort per il paziente.

Questo tipo di intervento chirurgico, di per sé poco invasivo, consente di variare la forma della cornea, la lente naturale posta davanti all’iride che consente la messa a fuoco. Viene sfruttata la precisione e la potenza del laser per rimuovere microscopiche aree della cornea, rimodellando la curvatura della nostra lente naturale. In sostanza si applica una “correzione” delle diottrie senza più il bisogno di una lente esterna.

Ci sono diverse tecniche che vengono usate per correggere diversi difetti visivi, oltre che diverse “gravità” di miopia, astigmatismo o ipermetropia.[1]

Quando è possibile correggere la vista con il laser?

Generalmente è possibile correggere qualsiasi difetto di vista, presbiopia compresa, ma ci sono dei casi nei quali sicuramente la correzione è più opportuna che in altri.

Innanzitutto quando ci sono problemi di particolare gravità, come ad esempio miopie forti (supepriori alle 4 diottrie), oppure con una forte differenza di difetto visivo tra gli occhi. In questi casi infatti non è possibile sempre indossare le lenti a contatto e, contemporaneamente, gli occhiali si presentano con una difformità tra una lente e l’altra che li rende antiestetici.

Nello stesso tempo, la chirurgia refrattiva è consigliata quando si fanno attività che rendono problematico l’uso degli occhiali. È il caso di sportivi professionisti, oppure di persone che lavorano in particolari settori per i quali l’uso delle lenti a contatto o degli occhiali costituisce un impedimento o un ingombro.

Le controindicazioni di questo intervento sono poche. Tuttavia ci sono alcuni casi nei quali viene sconsigliata dai medici:

  • Quando il paziente presenta una cornea troppo sottile (pachimetria corneale)
  • Quando il paziente soffre di occhio secco o altre patologie corneali
  • Quando il difetto di vista supera le 12 diottrie per la miopia o le 6 per l’astigmatismo. In questi casi, oltre al rischio maggiore, l’efficacia dell’intervento non è garantita.

In ogni caso, la conditio sine qua non è data dal parere positivo di medico e oculista. Il primo deve dare il suo ok in base agli esami preoperatori che verificano lo stato di salute e la possibilità per l’organismo di subire uno shock com’è quello di una operazione chirurgica (perché si tratta comunque di questo). Il secondo verifica che ci siano le caratteristiche e le condizioni oculari per procedere con una modificazione della cornea. [2]

Qual è l’età giusta per correggere la vista con un intervento?

Innanzitutto, indipendentemente dall’età, bisogna avere il parere favorevole dell’oculista e del proprio medico che, analizzati i parametri di salute e lo stato del difetto di vista, consiglia o sconsiglia l’intervento.

Generalmente, però, gli esperti sono concordi nel consigliare l’intervento dopo i 20 anni e in una situazione nella quale il difetto si stabilizza e non presenta peggioramenti da almeno 2 anni. Per lo stesso motivo e per evitare di incorrere in fastidi post-operatori più incisivi, si sconsiglia l’operazione dopo i 40 anni, quando potrebbe comparire la presbiopia. Dopo una certa età, anche la sindrome dell’occhio secco  potrebbe peggiorare il decorso post-operatorio e il recupero definitivo.[3]

Degenza post-operatoria e terapie successive

Un’operazione di chirurgia refrattiva, per quanto veloce e pressoché indolore, è pur sempre un’operazione delicata per la quale bisogna considerare un giusto tempo di degenza post-operatoria e seguire una terapia consigliata.

L’intervento in sé dura pochi minuti e si effettua in ambulatorio (senza ricovero). Terminato l’intervento viene solitamente consigliato l’uso di lenti da sole scure per qualche giorno, oltre a evitare ambienti fumosi, ventosi (compreso l’uso di moto e scooter) o attività in acqua (mare, piscina). Fra i presidi normalmente consigliati c’è un collirio idratante e un antibiotico che protegga da eventuali infezioni.

Generalmente vengono operati tutti e due gli occhi contemporaneamente per cui bisogna considerare che, per qualche giorno, si potrebbe avere qualche problema nelle attività normali, comprese quelle lavorative.

Bisognerà considerare un periodo di riposo dal lavoro che varia a seconda del tipo di impiego che si svolge: “per lavori che si svolgono in ambienti polverosi è consigliabile rimanere a riposo per 20-30 giorni. Per attivitá che richiedono una buona acuità visiva e l’utilizzo del computer è necessario rimanere a riposo dal lavoro per una settimana”.[4]

Dopo l’intervent il recupero della vista è immediato ma potrebbero volerci fino a 3 mesi per una guarigione completa e un recupero totale.

Quali sono i miglioramenti dopo l’intervento?

Un intervento di chirurgia refrattiva si propone di correggere completamente il difetto di vista, permettendo di “vedere bene”, senza usare lenti a contatto o occhiali da vista.

Chi però ha problemi alla retina oppure problemi alla pressione dell’occhio, non li risolve con l’intervento. In ogni caso è necessario continuare a sottoporsi a visite oculistiche periodiche per valutare lo stato dell’occhio e il miglioramento postoperatorio.

In alcuni casi a distanza di anni si potrebbe ripresentare un lieve difetto visivo. In casi particolari, nei quali si ripresenta un difetto di vista di entità tale da giustificare un nuovo intervento e in presenza di specifiche condizioni, si può anche ripetere l’operazione laser agli occhi.

Correggere la vista con il laser: costi e coperture del Sistema Sanitario Nazionale

Fino a qualche tempo fa, il SSN non copriva gli interventi di chirurgia refrattiva perché considerati “estetici”. Tuttavia, nei nuovi LEA sono state introdotte alcune casistiche nelle quali è possibile accedere a queste terapie chirurgiche in regime garantito, cioè in esenzione parziale o totale, a seconda dei casi.

L’allegato 4B al documento pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale il 18 marzo 2017 [5] detta le condizioni per l’erogazione della chirurgia refrattiva nei LEA che sono:

  • Anisometria superiore alle 4 diottrie unita a intolleranza all’uso delle lenti a contatto;
  • Astigmatismo uguale o superiore alle 4 diottrie;
  • PTK (Cheratectomia Fototerapeutica, un tipo specifico di chirurgia laser) in pazienti che presentano opacità corneali, tumori della cornea, cicatrici, astigmatismi irregolari, distrofie corneali, oppure in pazienti che hanno avuto esiti indesiderati dopo un intervento di chirurgia refrattiva;
  • Esiti di traumi o malformazioni anatomiche che impediscono l’uso di occhiali o lenti a contatto.

Nel documento viene specificato che “La certificazione di intolleranza all’uso di lente a contatto, ove richiesta, dovrà essere rilasciata da una struttura pubblica diversa da quella che esegue l’intervento”.

L’intervento può essere effettuato anche privatamente e in questi casi i costi devono essere interamente coperti dal paziente. Per fornire un’idea è possibile citare un documento del Ministero della Salute che riporta questi dati: “Il costo di un trattamento di chirurgia rifrattiva con Laser ad Eccimeri varia oggi (sul libero mercato) da un minimo di 300 euro ad un massimo di 2.500 euro ad occhio, con una moda che si attesta intorno tra i 700 e i 1.000 euro ed una media più prossima ai 1.000 euro”[6]

Conclusioni e consigli finali

In moltissimi casi, chi è costretto a portare occhiali o lenti a contatto per correggere un difetto di vista, sogna di sottoporsi a un intervento di chirurgia refrattiva che possa eliminare il “fastidio” di ricorrere a supporti esterni per vedere al meglio.

Tuttavia bisogna ricordare che:

  • Si tratta di un intervento chirurgico, seppur poco invasivo, ma che presenta comunque dei rischi. È assolutamente necessario, pertanto, valutare correttamente con il proprio medico e con l’oculista l’opportunità di procedere a una correzione del difetto di vista;
  • Bisogna considerare un periodo di riposo postoperatorio durante il quale è possibile che la vista sia parzialmente compromessa. È bene pianificare dunque attività lavorative, specialmente se sei un lavoratore autonomo, oppure la possibilità di assentarsi per qualche giorno dall’ufficio;
  • È necessario verificare la possibilità di accedere all’operazione in regime di agevolazione ovvero come prestazione di base riconosciuta dai nuovi LEA. La valutazione di questi aspetti dipende da dati clinici che l’oculista saprà chiarire.

Fonti per questo articolo

[1] http://www.humanitas.it/cure/chirurgia-refrattiva-con-laser-a-eccimeri

[2] https://www.corriere.it/salute/11_novembre_27/miopia-laser-intervento-meli_a047a9ea-1748-11e1-8448-ba9de42f6fce.shtml  

[3]http://www.iapb.it/chirurgia-refrattiva

[4] http://www.oculistascuderi.it/intervento-laser-miopia/domande-frequenti

[5] http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderPdf.spring?seriegu=SG&datagu=18/03/2017&redaz=17A02015&artp=6&art=1&subart=1&subart1=10&vers=1&prog=001

[6] http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1170_allegato.pdf

[7] http://www.c-d-v.it/wp-content/uploads/2016/07/2_-_C.R.A._ad_hoc_prevenzione.pdf

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