Montagna in ogni stagione ma con prudenza

La ricerca di un luogo poco affollato che consenta di vivere il proprio tempo libero all’insegna del contatto con la natura ha fatto sì che la montagna, soprattutto dalla scorsa estate, sia diventata una delle mete preferite dagli italiani. Ma come il mare anche le vette nascondono dei rischi.

In questo periodo di piena pandemia, la montagna è una meta privilegiata non solo per gli amanti di passeggiate, escursioni, sci o alpinismo, ma anche per chi è alla ricerca di ampi spazi aperti e poco affollati. A vigilare sulla nostra sicurezza in su questi gioielli naturalisti c’è il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), una sezione del CAI, il Club Alpino Italiano, che presta soccorso in montagna quando si verificano incidenti.

Non solo, il CNSAS si adopera per la prevenzione e la vigilanza degli infortuni in montagna e coopera con la Protezione Civile in caso di calamità che rendono necessari [1] interventi in montagna.

Proprio il CNSAS ha recentemente fotografato il 2018, diffondendo i numeri degli interventi effettuati.

Vediamoli insieme.

 

I numeri del Soccorso alpino

L’attività di soccorso alpino nell’anno 2019 è stata molto intensa, anche per via del crescente interesse verso la montagna. Il numero di interventi effettuati dagli uomini del Corpo nazionale ha superato per la prima volta le 10mila unità con un aumento rispetto all’anno precedente del 7,1%. Sebbene la montagna sia molto “trafficata” durante la stagione sciistica invernale, l’attività del Soccorso Alpino aumenta con l’arrivo della bella stagione, raggiungendo il proprio massimo d’estate nei mesi di luglio e agosto.

Fortunatamente, delle richieste di soccorso avanzate soltanto circa il 5% ha riguardato dispersi non ritrovati e persone decedute, percentuale che in termini assoluti corrisponde a 446 vittime, in calo rispetto all’anno precedente quando erano state 458.

La maggior parte dell’attività, circa l’80 per cento, si concentra per interventi che riguardano feriti leggeri o addirittura persone illese, un’attività che può sembrare banale, ma deve essere svolta con estremo tempismo, affinché la situazione non peggiori. Basta, infatti, l’abbassamento delle temperature o un temporale a rendere l’intervento potenzialmente critico.

 

Quali attività hanno generato richieste di soccorso in montagna?

Per cosa sono stati chiamati gli uomini del Soccorso alpino?

Come detto in precedenza, il maggior numero di interventi ha riguardato persone non in  pericolo di vita e anche le attività che svolgevano al momento della chiamata, in molti casa, non era estrema.

Gli escursionisti sono coloro che più frequentemente sono stati costretti a chiedere aiuto (quasi il 44%). Durante una passeggiata in montagna possono essere diverse le cause per le quali si è costretti a chiedere aiuto: un infortunio mentre si passeggia, la perdita dell’orientamento, un temporale, la discesa della foschia.

Secondi in questa particolare classifica, sono coloro che svolgono uno sport in montagna. Le richieste d’aiuto avanzate dai praticanti di sci alpino (non estremo o fuori pista) e di sci nordico rappresentano il 15,6% delle chiamate al Soccorso alpino. Dietro di loro gli alpinisti e chi corre in mountain bike o fat bike.

 

Le risorse utilizzate dal Soccorso alpino

A soccorrere chi è in difficoltà sono stati più di 40.000 tecnici di soccorso, con l’ausilio di unità cinofile che utilizzano cani addestrati e altamente specializzati in ricerche da valanga, ricerca in superficie e ricerca molecolare.

Oltre all’utilizzo di cani addestrati al ritrovamento di persone scomparse, il CNSAS ha la possibilità di utilizzare anche gli elicotteri per svolgere attività di soccorso alpino e raggiungere le vittime di incidenti nelle zone più impervie. Gli interventi in elicottero avvengono spesso in collaborazione con Vigili del Fuoco, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Aeronautica Militare, Esercito e Carabinieri.

 

Cosa fare in caso di incidenti in montagna

Per non essere colti impreparati in caso di incidenti in montagna, puoi seguire queste regole fondamentali:

  • Mantieni la calma e cerca di prendere una decisione pensando bene a tutte le possibili conseguenze;
  • Comunica ai soccorritori informazioni precise e dettagliate;
  • Valuta quanto è successo e quanto può essere pericolo il luogo dell’incidente;
  • Se non sei solo, valuta lo stato di salute di altre persone coinvolte. Controlla la respirazione o se ci sono ferite visibili;
  • Chiama immediatamente il 112 e fornisci informazioni dettagliate, precise e concise: il luogo esatto dell’incidente, l’attività svolta e il numero di persone coinvolte, le condizioni dei feriti, le condizioni meteorologiche sul luogo dell’incidente e il recapito telefonico da cui si chiama.

Tutte le regole da seguire quando bisogna chiamare i soccorsi puoi trovarle in questo articolo.

 

La prevenzione e i comportamenti da mantenere in montagna

Sapere cosa fare in caso di incidente è fondamentale, ma altrettanto importante è saper prevenire possibili disavventure frutto di inesperienza o di superficialità. Due atteggiamenti che mal si sposano con la montagna.

Prima di salire in montagna è importante:

  • Seguire sempre i sentieri ufficiali, con il giusto equipaggiamento e con un'adeguata conoscenza del territorio;
  • Conoscere le condizioni della montagna e dell’itinerario scelto;
  • Consultare i bollettini meteorologici o utilizzare applicazioni che abbiano un meteo accurato;
  • Valutare l’itinerario in base alle sue caratteristiche (lunghezza, difficoltà, dislivello) e rapportarlo alle tue capacità o a quelle del gruppo che sale con te, oppure ai cambiamenti climatici che avvengono durante il percorso;
  • Essere allenato a percorrere quel tipo di percorso;
  • Utilizzare un equipaggiamento idoneo e un abbigliamento adeguato, prevedendo anche eventuali sbalzi di temperatura o cambiamenti climatici;
  • Portare un cellulare carico, possibilmente con un GPS affidabile, ed eventualmente una mappa del luogo;
  • Comunicare la tua meta a qualcuno di fidato, oltre che l'itinerario scelto e l'ora prevista del rientro;
  • Imparare a rinunciare se non sei sicuro o ai dubbi circa la salita.

Tuttavia, essere attento e scrupoloso non ti dà la certezza di restare indenne da incidenti, anche minimi, o inconvenienti fisici. Basta un sasso sotto delle foglie per mettere male il piede e procurarsi una dolorosa storta che ti impedisce di andare avanti. In quel caso è necessario richiedere il Soccorso alpino per tornare a casa, ma una volta lì, come puoi recuperare più in fretta?

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[1] Fonte normativa.it

https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1963-01-26;91!vig