La micromobilità conquista i centri urbani

Monopattini, biciclette, segway sono una presenza sempre più costante sulle nostre strade. Muoversi in città è smart e soprattutto green, ma siamo certi sia anche sicuro? I dati parlano di un aumento preoccupante degli incidenti. Esistono però strumenti per proteggere se stessi e i propri cari.

 

Si scrive mobilità dolce, si legge trasporto ecosostenibile. La pandemia da Coronavirus ha stravolto le nostre abitudini: abbiamo detto addio alla tradizionale postazione di lavoro in ufficio che si è trasferita per lo più fra le mura domestiche, facciamo la spesa online comodamente dal divano e ci spostiamo in modalità smart ed ecosostenibile. La necessità di mantenere il distanziamento sociale ha spinto gli italiani a evitare il mezzo pubblico e affidarsi a biciclette, monopattini e segway. Una vera e propria rivoluzione che, secondo un recente studio di Deloitte, le società di trasporto pubblico urbano prevedono perdite entro la fine del 2020 pari a oltre 1,5 miliardi di euro.

La mobilità dolce non è più un fenomeno di nicchia ma una concreta realtà di massa e in molti scommettono che indietro sarà difficile tornare. La ragione? Milioni di italiani hanno sperimentato il lavoro agile che per gran parte dei lavoratori continuerà per tutto il 2020.

I trasferimenti giornalieri pigiati come sardine sui vagoni di metropolitane e treni urbani o a bordo di bus e tram sono diventati abitudini da album dei ricordi almeno per il momento. A beneficiare di questo stravolgimento sono i servizi di mobilità in sharing con mezzi sempre più innovativi. Non a caso il settore sembra aver archiviato come un lontano ricordo i mesi bui del lockdown e il giro di affari è tornato quasi ai livelli pre-crisi con la sola eccezione delle auto in condivisione: l’abitacolo chiuso è infatti percepito ancora da molti utenti come un elemento di rischio. I mezzi vincenti hanno due ruote: monopattini e i segway sfrecciano per le nostre città e non sono esclusivamente di società specializzate in mobilità condivisa. Il Decreto Rilancio infatti ha previsto contributi a sostegno di privati cittadini che intendano acquistare proprio questo tipo di veicoli.

Mobilità dolce: come cambia il codice della strada

La diffusione della micro mobilità è una buona notizia per l’ambiente e per la vivibilità delle città, ma pone anche non pochi problemi alle amministrazioni locali che adesso devono fare i conti con infrastrutture del tutto inadatte a un numero di biciclette e monopattini in costante crescita. Il Decreto rilancio ha messo mano al codice della strada per correre ai ripari prevedendo l’introduzione di due importanti innovazioni:

·   la casa avanzata, ovvero uno spazio riservato ai ciclisti, in posizione avanzata e quindi più sicura, in coincidenza di incroci regolati dai semafori;

·   la corsia ciclabile che è un semplice spazio ricavato per le biciclette sul lato destro della carreggiata di una strada urbana, delimitato da segnaletica pitturata.

Queste due possibilità sono state però ritenute insufficienti dai sindaci italiani che hanno lanciato un appello: servono più piste ciclabili, ovvero corsie separate dalla sede stradale utilizzata dal traffico a motore.

Mobilità dolce: i rischi e le norme 

Muoversi a bordo di monopattini elettrici o biciclette, tradizionali o con pedalata assistita, rappresenta una scelta all’insegna del rispetto dell’ambiente, sicura in termini di distanziamento sociale e di certo poco costosa. Gli indiscutibili vantaggi, però, non possono però far passare in secondo piano i rischi. Vediamo insieme quali sono le principali regole da rispettare:

  • i monopattini elettrici possono circolare solo in aree urbane ed esclusivamente sulle strade con limite di velocità di 50 km/h o inferiori e ovviamente sulle ciclabili. Sulle strade extraurbane la circolazione è possibile soltanto sulle ciclabili. Questi mezzi, esattamente come le biciclette, non possono scorrazzare sui marciapiedi. Va da sé che le ciclabili sarebbero sempre da privilegiare ma recenti fatti di cronaca hanno messo in evidenza comportamenti del tutto irrispettosi di questo principio e gli incidenti, infatti, stanno aumentando esponenzialmente;
  • monopattini ma anche biciclette non sono molto visibili di notte. Nonostante sia obbligatorio applicare dei dispositivi luminosi sia sulla parte anteriore sia su quella posteriore, le loro piccole dimensioni rappresentano un elemento di rischio soprattutto su strade poco illuminate. Inoltre questi mezzi sono molto silenziosi, caratteristica apprezzabile ma anche un ulteriore pericolo soprattutto per i pedoni;
  • il rapporto fra utenti della strada e casco è da sempre conflittuale. Ricordiamo che il dispositivo è obbligatorio soltanto per i minori, esattamente come per le biciclette. Il primo incidente mortale in Italia su un monopattino elettrico ha, però, coinvolto un maggiorenne che non lo indossava. La vicenda ha messo in evidenza l’inadeguatezza della normativa e da più parti si spinge affinché il suo uso sia reso obbligatorio per tutti, a prescindere dall’età.
  • il codice prevede dei limiti di velocità ben precisi. Sulle strade urbane i monopattini non possono superare i 25 km/h, i 6 invece nelle aree pedonali. Vietato viaggiare sui marciapiedi, esattamente come per le biciclette, e procedere contromano. Anche in questo caso, però, si rilevano violazioni frequenti.
  • i nuovi mezzi sono agili ma non particolarmente manovrabili, soprattutto i monopattini che a causa delle loro caratteristiche costruttive e per le ruote piccole che possono rendere non proprio alla portata di tutti le manovre di emergenza per evitare un ostacolo.

Mobilità dolce: come viaggiare in sicurezza

Veloci, agili, ecosostenibili, in una parola smart. Ma possiamo affermare che i nuovi mezzi siano anche sicuri? Secondo l'Associazione amici e sostenitori della polizia stradale (Asaps), il numero degli incidenti è in aumento, in particolare per i monopattini: nei primi sei mesi nel 2020 se ne sono contati 22 (erano stati 7 in tutto il 2019) di cui 14 sono stati rilevati dall'inizio della Fase 2 della pandemia. L’Istat, inoltre, ha di recente messo in evidenza che sono i ciclisti la categoria di utenti della strada che ha registrato nel 2019 (ben prima del boom di vendite di monopattini) l’incremento maggiore della mortalità.

Basta una distrazione propria o altrui per andare incontro a un infortunio se ci si muove a bordo di veicoli tanto vulnerabili, anche quando si rispettano tutte le regole.
Per muoversi in sicurezza e all’insegna della serenità può essere utile proteggere se stessi o i propri cari con un adeguato strumento assicurativo.

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