Pista ciclabile e pedoni: le regole da osservare

La bicicletta è uno straordinario mezzo di trasporto, economico ed ecologico. Per fortuna in Italia aumenta il numero delle piste ciclabili. Ecco quali sono le regole per utilizzarle e come risolvere il problema di “convivenza” con i pedoni.

 

Con l’aumento della mobilità sostenibile sono aumentate le piste ciclabili su tutta la penisola e oggi si contano circa 95.000 km di piste dislocate sul tutto il territorio italiano.

Se anche tu hai avuto modo di percorrerle sporadicamente o abitualmente, hai sperimentato di certo il tipico rapporto di odio-amore con i pedoni. In realtà, ciclisti e pedoni possono convivere tranquillamente, a patto che entrambi rispettino le regole imposte dal codice della strada.

Accade già – da tempo – in altri Paesi del mondo. Basti pensare all’Olanda e alla sua città principale Amsterdam, eletta non a torto la Capitale della Bicicletta. In questa città il 60% degli abitanti si sposta sulle due ruote e può farlo in sicurezza grazie agli oltre 400 chilometri di piste ciclabili.

Tuttavia non sembra essere questa la città dove ci si sposta meglio in bici. Secondo il recente Global Bycicle Cities Index [3] è Utrecht (sempre in Olanda) la città dove il rapporto tra ciclisti e infrastrutture dedicate è maggiore. Seguono Munster (in Germania) e Antwerp (Belgio).

Una fotografia del nord Europa capace di spazzare via la maggiore scusa che tanti adducono per giustificare la pigrizia: “Ma fa freddo!”.

Certo in Italia la costruzione di piste ciclabili è ancora all’inizio e la confusione è ancora tanta.
Vediamo perciò insieme come far funzionare la strana convivenza di pedoni, bici e altri mezzi sulle strade cittadine.

Piste ciclabili a uso esclusivo delle biciclette

Quando cammini a piedi su una pista ciclabile ad uso esclusivo delle biciclette, sappi che sei nel luogo sbagliato.

Queste strade sono, infatti, riservate alle due ruote che sono addirittura obbligate a usarle, se presenti [1]. Un pedone su una pista ciclabile ad uso esclusivo delle biciclette è dunque un intruso, a meno che non sussistano motivi di sicurezza.

Se manca il marciapiede o la banchina, oppure se il marciapiede è ostruito da un ostacolo, è permesso percorrere a piedi la corsia dei ciclisti, in assenza di percorsi alternativi per i pedoni. In questo caso, è consigliabile camminare in senso contrario a quello di marcia, guardando i ciclisti in faccia così da poter spostarti al loro passaggio senza il rischio di essere travolto alle spalle.

Alla stessa maniera, se sei un ciclista che si trova davanti un pedone che ha invaso la tua pista ciclabile per cause di forza maggiore, fatti sentire utilizzando il campanello e non aspettare di essergli troppo a ridosso: così facendo potresti spaventarlo e indurlo a movimenti bruschi che potrebbero farti cadere ed infortunarti.

Presta, infine, attenzione agli attraversamenti pedonali segnalati con le strisce, sia in sella ad una bicicletta, sia a piedi. Nel primo caso è consigliabile rallentare in prossimità delle strisce pedonali fino a fermarsi, nel secondo è bene guardare da ambedue le direzioni prima di attraversare e andare dall’altra parte. Evita, inoltre, attraversamenti selvaggi in punti dove non è consentito e dove un ciclista non si aspetterebbe di vederti spuntare.

Piste ciclabili accanto alle vie pedonabili: attenzione a rispettare le corsie

Non tutte le piste ciclabili in Italia sono ad uso esclusivo delle due ruote.

Esistono, infatti, piste nella quali i pedoni hanno il loro percorso riservato, di solito accanto a quello delle biciclette e separate da una siepe o da un piccolo cordolo. Questa è la regola, ma capita spesso che percorsi realizzati in passato non abbiano questo importante requisito di sicurezza di cui parleremo più avanti.

Queste piste vengono contrassegnate da un cartello tondo a sfondo blu sul quale sono raffigurate una bici e un omino separati da una linea bianca. Sono definiti percorsi ciclo-pedonali e non presentano particolari criticità sia per i pedoni che per le bici. A condizioni che entrambi rispettano le regole del codice della strada.

Fai attenzione soprattutto a quando attraversi una o l’altra corsia: usa sempre gli attraversamenti preposti, sia pedonali che ciclabili e, se sei costretto ad andare con la bici sulla parte riservata ai pedoni, scendi dalla bici e cammina a passo d’uomo.

Piste ciclabili promiscue, il regno dei… pedoni!

Esistono piste ciclabili dove la precedenza e il transito non è a uso esclusivo delle biciclette: sono i percorsi promiscui ovvero piste ciclabili sulle quali puoi andare sia in bici che a piedi, senza delimitazioni o separazioni effettive tra i due tratti a differenza del caso descritto in precedenza.

Questi tratti sono contraddistinti da un cartello rotondo simile agli altri, ma, in questo caso, pedone e bicicletta sono uno sopra all’altro e non ci sono linee che li separano. L’unica linea divisoria è quella di mezzeria che separa i diversi sensi di marcia.

A differenza di quanto accade nelle altre piste ciclabili, in quelle promiscue la precedenza e i diritti spettano prettamente ai pedoni.

Questo significa che se passeggi su una pista ciclabile promiscua puoi anche fermarti in mezzo alla strada e chiacchierare o camminare in gruppo occupando tutta la strada, il codice della strada te lo consente. Tuttavia, trattandosi di un percorso utilizzato anche dai ciclisti, è bene cercare un punto di incontro, magari facendoti da parte all’arrivo di una bici.

Data la particolare natura delle piste ciclabili promiscue, quando passeggi o pedali è sempre opportuno prestare un’attenzione maggiore rispetto a quando circoli su strade dedicate.

Monopattini elettrici e piste ciclabili

Se utilizzi un mezzo elettrico per muoverti, sai bene che una legge che normalizzi e codifichi la situazione non esiste, ma dei passi avanti si stanno facendo.

Il 4 giugno è stato pubblicato il decreto sulla micromobilità, un documento che consente ad alcuni Comuni di stabilire regole sull’uso di questi mezzi, anche se solo in via sperimentale.

Nelle città che aderiscono a questa iniziativa sarà possibile circolare con monopattini elettrici, hoverbord, segway o monowheel su determinate aree e a specifiche condizioni. Monopattini e Segway potranno circolare anche sulle piste ciclabili se è presente l’apposita segnaletica.

Sono previsti limiti di velocità specifici: 20 km/h sulle piste ciclabili  e 6 km/h nelle zone pedonali. Infine, i modelli ammessi devono  essere dotati di limitatore di velocità, un segnalatore acustico e una luce frontale fissa bianca o gialla.

La sicurezza sulle strade

Sui percorsi ciclabili la possibilità di venire a contatto con un altro ciclista, un conducente di monopattino o con un pedone, è da considerare. Se usi bici o monopattino è importante indossare delle protezioni come ad esempio un casco.

Scongiurare del tutto questo pericolo se usi la bici o ti muovi a piedi è impossibile, tuttavia puoi affrontare al meglio ciò che avverrà dopo attraverso una polizza infortuni che ti permette di far fronte più agevolmente alle conseguenze degli infortuni più importanti, che possono comportare un ricovero o farti restare a casa con il gesso o un tutore.

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[1] art. 182 del Codice della strada, comma 9 - https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1992/12/28/092G0531/sg

[2] https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2019-07-12&atto.codiceRedazionale=19A04569&elenco30giorni=false

[3] https://www.coya.com/bike/index-2019

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