Risparmiare per i figli: fondi vincolati, assicurazione vita o buoni?

Quando c'è un piccolo capitale da parte, molti genitori si pongono nella condizione di dover decidere come evitarne la svalutazione e come, eventualmente, farlo fruttare negli anni. Ecco le varie opzioni disponibili.

Come usare i risparmi per poter assicurare un futuro sereno ai figli? Una domanda che tanti genitori si pongono e per la quale non esiste una sola risposta. Ogni prodotto infatti ha i suoi pro e contro. Poter gestire con serenità la vita dei propri figli resta un impegno primario per i genitori italiani, in particolare tra i 45 e i 64 anni, soprattutto in un momento in cui la propensione al risparmio è tornata a crescere [1].

Vediamo insieme quale strumento puoi utilizzare per risparmiare per i tuoi figli.

Risparmiare con buoni postali e libretti di risparmio

Tra le soluzioni più frequenti in tema di risparmio ci sono sicuramente i libretti di risparmio e i buoni fruttiferi, due prodotti di Poste Italiane che attraggono per i loro bassi costi di gestione.

I libretti postali possono essere un modo intelligente di “parcheggiare” i risparmi e le soluzioni a disposizione delle famiglie sono diverse. Lo svantaggio, però, è che con un libretto si può solo depositare o prelevare, e gli interessi non sono molto alti. È inoltre necessario pagare l’imposta di bollo se la giacenza media annuale è pari o superiore ai 5mila euro.

Anche i buoni fruttiferi, emessi in collaborazione con la CDP (Cassa Depositi e Prestiti), hanno visto scendere negli ultimi anni i propri rendimenti. I tassi dei buoni fruttiferi aumentano quanto è più lunga la scadenza e oscillano tra lo 0,25% lordo (il primo anno) e il 2,85 a vent’anni, ma in caso di rimborso anticipato perderai tutti gli interessi ancora da maturare.

Un vantaggio dei buoni fruttiferi è la possibilità di sottoscriverli senza particolari costi di gestione e con una tassazione agevolata rispetto ad altri strumenti finanziari.

Costruire il capitale poco a poco con i PAC

Se non hai grosse disponibilità economiche o se preferisci costruire poco per volta il capitale per tuo figlio, puoi pensare di sottoscrivere un PAC, acronimo di Piano di Accumulo del Capitale. I PAC sono strumenti finanziari emessi dalle assicurazioni o da società specializzate come le SGR (Società di Gestione del Risparmio) che ti permettono di investire anche piccole somme con le quali acquistare le quote di uno specifico fondo di investimento.

Solitamente le rate possono avere cadenze diverse: puoi decidere cioè di versare una volta l’anno, oppure ogni bimestre, trimestre o anche ogni mese.

Acquistare periodicamente le quote ti permette di moltiplicare gli ingressi sul mercato e di ridurre così il prezzo medio di acquisto. Questo meccanismo prende spunto da una strategia nata negli Stati Uniti e conosciuta come DCA (Dollar Cost Averaging)[4], una tecnica per effettuare investimenti e aumentare le opportunità di guadagno. Seguendo questa strategia viene stabilito un importo fisso periodico da investire su uno strumento finanziario: in questo modo si ottengono più azioni quando il prezzo è basso e meno azioni quando è alto. Matematicamente – nel tempo – si abbassa il costo medio per azione generando un’opportunità per il titolare dell’investimento.

Un meccanismo che, nel lungo periodo, può ridurre la volatilità del fondo (ovvero può rendere più stabile il rendimento nel tempo), anche in quelli più speculativi (ovvero con un rischio maggiore).

I PAC sono anche molto flessibili:

·        la somma mensile può essere incrementata o diminuita a piacimento;

·        possono essere fatte integrazioni periodiche di somme maggiori rispetto alla rata periodica;

·        puoi rimborsare il fondo quando vuoi;

·        molte compagnie ti offrono di passare da un fondo all’altro (il così detto switch) senza costi aggiuntivi;

·        puoi sospendere i PAC per un periodo e poi riprenderli.

I PAC sono, però, soggetti a tassazione come gli altri strumenti di investimento finanziari e dunque potresti dover pagare la ritenuta a titolo d’imposta o l’imposta sostitutiva del 26% sui redditi di capitale percepiti a partire dal 1° gennaio 2018. Inoltre, prevedono dei costi di gestione che variano da prodotto a prodotto e spese di incasso che possono essere fisse o in percentuale sull’importo della rata.

Anche le assicurazioni vendono PAC che hanno caratteristiche simili a quelli emessi dalle Società di Gestione Risparmio, ma hanno un taglio più assicurativo visto che spesso prevedono anche una assicurazione “caso morte”, con la possibilità dunque di indicare un beneficiario che riceva il capitale alla scadenza del contratto o nel caso previsto dalla polizza.

Fondi vincolati e fondi d’investimento: risparmio “rischioso”

Per le somme pronte ad essere investite, hai la possibilità di scegliere tra diverse opzioni:

·        depositarle su un conto corrente vincolato e generalmente senza spese;

·        utilizzarle per investirli su uno dei tanti fondi proposti dalle SGR italiane e straniere.

Nel primo caso, i tuoi risparmi saranno “congelati” per un periodo di tempo a scelta e a tassi prestabiliti, con la possibilità di svincolarli in qualsiasi momento. Questo tipo di prodotto è offerto da quasi tutte le banche con modalità simili ed ha, però, rendimenti non particolarmente alti, anche se crescono proporzionalmente alla durata del vincolo (più tempo li tieni fermi nel conto, più si alzano gli interessi).

Il vantaggio è che, come per i conti correnti ordinari, questi conti deposito rientrano nella lista di prodotti tutelati dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. [2] Sono dunque investimenti sicuri.

Le SGR, invece, utilizzano i tuoi risparmi per acquistare quote di un fondo prescelto, in base al tuo profilo-investitore, stabilito attraverso il questionario MIFID [3].

I fondi si distinguono tra chiusi e aperti: nel primo caso i soldi vengono investiti in un determinato periodo stabilito dalla compagnia che li gestisce, mentre nel secondo si può investire in qualsiasi momento dell’anno. In Italia sono presenti centinaia di diversi fondi di investimento: si parte da fondi meno speculativi a quelli con una volatilità maggiore e quindi con maggior rischio per l’investitore.

Salvo eccezioni, i rendimenti non sono definiti alla sottoscrizione, né garantiti, però si possono verificare le serie storiche, l’affidabilità della società che colloca il fondo e la bravura dei gestori. Dopo essere stati acquistati, i fondi vengono depositati in un dossier e, quindi, è necessario pagare periodicamente le spese di mantenimento, a cui si sommano: l’imposta di bollo sugli investimenti, la possibile commissione d’entrata, le spese di gestione e d’incasso.

Gli investimenti assicurativi: la serenità della responsabilità

Quando il capitale è già pronto per essere investito, oltre ai fondi già citati, un’altra alternativa valida sono le assicurazioni. Come accennato in precedenza, i figli possono essere designati come beneficiari naturali delle polizze e quindi potranno godere senza problemi dei capitali che tu hai stabilito.

Inoltre, il capitale assicurato è impignorabile e insequestrabile e non vengono inseriti nell’asse ereditario (dunque non si pagano le spese di successione). La designazione del beneficiario, inoltre, può essere fatta in forma generica, oppure può essere specificata dopo l’emissione della polizza facendo richiesta in forma scritta alla compagnia.

In catalogo le compagnie hanno prodotti di diverso tipo e dunque hai la possibilità di sottoscrivere il prodotto più vicino alle tue necessità. Puoi scegliere una polizza Ramo I, che investe nella Gestione Separata creata dalle assicurazioni, o una polizza di Ramo III, che ha caratteristiche più speculativa, oppure una polizza “multiramo” che spacchetta in due il tuo investimento, collocandolo su diversi rami.

Un’altra soluzione è scegliere una polizza vita che ti permetta di assicurarti contro gravi imprevisti e assicurare ai tuoi figli un futuro tranquillo. In questo caso ai tuoi eredi o comunque ai beneficiari che inserirai nella polizza sarà destinato un capitale a tua scelta in caso di tuo decesso o invalidità permanente totale. Anche per le polizze vita hai la possibilità di pagare a cadenze regolari secondo le tue esigenze. Questa soluzione di solito costa meno delle precedenti. Ad esempio nel caso della polizza vita Libera Mente di MetLife, assicurando 100mila euro in caso di decesso per 10 anni spendi appena €9,33 al mese [5].
Qual è il vantaggio in questo caso? Mentre con i prodotti di investimento e risparmio occorrono anni per arrivare ad una cifra importante, con quest’ultimo tipo di polizza vita in caso di imprevisti tutto il capitale è subito disponibile. L’ideale insomma per proteggere una famiglia dall’assenza improvvisa di chi percepisce il reddito.

Conclusioni e consigli finali

Per poter assicurare un futuro ai tuoi figli esistono davvero tanti modi diversi. Se hai a disposizione già una parte di soldi da investire puoi scegliere di vincolarli in un’unica soluzione, oppure puoi costruire il tuo risparmio poco per volta, mese per mese.

Qualunque scelta tu faccia, tieni sempre presente la possibilità di attivare contestualmente una polizza vita perché, se hai la lungimiranza di investire, dovresti anche scegliere di tutelare te stesso e la tua famiglia in caso di imprevisti gravi con somme immediatamente disponibili, esenti dalle spese di successione, che non possono essere né pignorate, né sequestrate.

Fonti per questo articolo

[1] https://www.centroeinaudi.it/images/abook_file/risparmio-2018.pdf

[2]https://www.fitd.it/

[3] Si tratta di un questionario per il cliente che, in caso di attivazione di operazioni finanziarie, valuta quali tipologie di investimento sono più adatte al livello di conoscenza finanziaria del cliente. L’obiettivo è rendere gli investitori maggiormente consapevoli rispetto alle attività che delegano all’intermediario o al broker.

[4] https://www.investopedia.com/terms/d/dollarcostaveraging.asp

[5] Prezzo riferito ad un assicurato di 35 anni non fumatore. Trovi tutti i dettagli e le condizioni nel set informativo.