Quanto pesa l'eredità? Donazioni in vita e tasse di successione: una spesa da considerare

Nella gestione di un patrimonio piccolo o grande è necessario non trascurare le regole della successione. Come funziona in Italia, qual è il regime fiscale attualmente esistente e come regolarsi per tutelare i risparmi nel passaggio generazionale?

Quando si parla di protezione dei figli e del patrimonio si deve fare necessariamente riferimento all’importanza del passaggio generazionale, in particolare quando il patrimonio familiare da tutelare è consistente ed è costituito da beni immobili oppure da titoli o da un’impresa.

Affrontare la questione dell’eredità per tempo, consente da un lato di evitare conflitti, dall’altro di non pesare eccessivamente sulle tasche degli eredi, fra tasse di successione e imposte.

Ecco perché – al netto di tutte le modifiche che potranno intervenire negli anni prossimi – è fondamentale conoscere il regime fiscale attualmente esistente nel nostro Paese per la regolamentazione del canale ereditario.

 

Successione legittima, necessaria e testamentaria: cosa sono e differenze

Le questioni burocratiche che devono essere affrontate nella successione di beni mobili e immobili, sottintendono da un lato la conoscenza delle volontà di chi deteneva la proprietà legale di tutti gli averi da trasferire, dall’altra quella degli istituti della legge italiana che stabiliscono con precisione la linea ereditaria da seguire.

A questa linea ereditaria si fa riferimento in mancanza di un testamento. Ma andiamo per ordine.

Quando non c’è un testamento, si procede con la cosiddetta successione legittima, ovvero con la ripartizione di tutti i beni del defunto presso gli eredi legittimi. La linea ereditaria stabilita dalla legge segue in senso verticale la familiarità, partendo dal coniuge (o soggetto parte di un’unione civile) per proseguire sia in senso discendente (figli, figli di figli) sia in senso ascendente (genitori, nonni, etc). La linea dell’eredità si ferma al sesto grado di parentela.

Se invece le volontà di ripartizione dei beni sono state stabilite in un documento – il testamento – si procede alla successione testamentaria rispettando sostanzialmente quelle che sono le volontà del defunto. Bisogna specificare però che la legge stabilisce una specie di “limite” alla possibilità di disporre dei propri beni in fase testamentaria, stabilendo le cosiddette “quote di riserva” destinate in ogni caso agli eredi legittimi.

In questo senso, seppure il testamento dovesse disporre che il patrimonio deve essere trasferito a qualcuno non appartenente alla linea ereditaria oppure a un ente di beneficenza, la famiglia nella linea di successione legittima (tipicamente i figli, i nipoti o il coniuge) può far valere in sede giudiziale i cosiddetti “diritti di riserva”.

In questo caso si può verificare la "successione necessaria", ossia si procede alla ripartizione del patrimonio tenendo presenti le quote di riserva dei legittimi eredi. Ciò che resta del patrimonio costituisce la parte disponibile che chi fa testamento può decidere di destinare liberamente a favore di chiunque, compresi i legittimi eredi in aggiunta alla quota di riserva.

Come si definiscono le quote di riserva? Ecco alcuni casi più frequenti [1]:

Grado di parentela

Quota di riserva patrimoniale

Quota disponibile

Coniuge o partner con unione civile

1/2

1/2

Coniuge/Unione civile + 1 figlio

1/3 ciascuno

1/3

Coniuge/Unione civile + 2 o più figli

1/4 coniuge
1/2 da dividere tra i figli

1/4

Ascendenti

1/3 da dividere fra tutti

2/3

 

La successione 2018: come fare domanda

Quando si riceve un bene in eredità, chi ne entra in possesso deve considerare che esistono tasse e quote da rimettere allo Stato sulla base della dichiarazione di successione che deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate.

Questo documento, come si legge nelle istruzioni promulgate dal Governo[2], deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione.

Eredi, rappresentanti legali nominati dagli eredi, amministratori dei beni, curatori o trustee erano obbligati a presentare la dichiarazione cartacea di successione fino a marzo 2018.

A partire da marzo di quest’anno, invece, è possibile presentare le dichiarazioni esclusivamente per via telematica utilizzando un software gratuito scaricabile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Si potrà procedere da soli oppure con l’aiuto di un CAF.

Nel caso in cui il patrimonio fosse inferiore ai 100 mila euro e non vi fossero beni immobili o diritti immobiliari, gli eredi in linea diretta di successione legittima possono non presentare tale domanda.

Se nei beni che vengono trasmessi agli eredi è invece presente almeno un immobile, prima di presentare la dichiarazione di successione, è necessario provvedere al pagamento delle tasse ipotecarie, catastali, di bollo e i tributi speciali che possono essere liquidati tramite un intermediario [6] (solitamente un notaio) oppure direttamente utilizzando il modello F24 e presentando un’apposita domanda all’Agenzia delle Entrate. [3]

Se l’importo da pagare è superiore a 1.000 euro, si può richiedere la rateizzazione dell’80% delle somme dovute in 8 o 12 rate trimestrali (dipende dall’importo). Il 20% deve invece essere versato entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione.

Successione: quali beni sono tassati? Quali i beni esclusi?

La buona notizia è che la Legge di Bilancio 2018 non ha previsto aumenti per le tasse di successione, com’era stato precedentemente proposto (Proposta di legge n.2830, 20 gennaio 2015) pertanto le aliquote sono rimaste quelle stabilite nel TU del 31/10/1990 n.346 [4] e nello specifico:

  • Coniuge, figli e parenti in linea diretta (genitori, nonni, nipoti, pronipoti): gratuita fino a 1 milione di euro. Per la parte che eccede tale tetto occorre considerare un’aliquota pari al 4% del valore dei beni.
  • Nel caso di beneficiari in linea diretta, beneficiari della legge 104/1992: la franchigia si alza a 1,5 milioni di euro oltre la quale l’aliquota si mantiene al 4%.
  • Fratelli e sorelle: anche in questo caso, se l’asse ereditario supera i 100 mila euro (per ogni beneficiario), si applica l’aliquota del 6% solo sulla parte eccedente tale somma. Per successioni di valore inferiore non ci sono tasse di successione da pagare.
  • Parenti fino al quarto grado o affini (nipoti, zii, cugini, etc): si applica un’aliquota del 6% su tutto il valore trasferito.
  • Altri soggetti fuori dall’asse ereditario: nel caso di testamento che assegna una parte del patrimonio a qualsiasi soggetto esterno all’asse ereditario, bisogna prevedere un’aliquota sui beni trasferiti dell’8%.

Bisogna specificare che l’imposta di successione si applica al valore catastale degli immobili e non a quello commerciale.

Ma quali sono i beni tassati nella successione?

  • Beni immobili in genere, ovvero case, locali commerciali, terreni di qualsiasi classe (agricoli o edificabili);
  • Opere d’arte;
  • Conti correnti bancari e postali;
  • Azioni, obbligazioni, fondi fiduciari;
  • Partecipazioni in società (con casi di esenzione che vedremo più avanti);
  • Beni di lusso (es. barche);
  • Oro, gioielli e beni contenuti in cassette di sicurezza o plichi chiusi;
  • Denaro.

Quali sono i beni esclusi dalle tasse di successione?

  • Titoli di debito pubblico come i BOT (di vario tipo), i CCT e altri titoli di Stato equiparati;
  • Aziende familiari e partecipazioni sociali se le aziende hanno sede in Italia e se i beneficiari proseguono l’attività dell’impresa o ne detengano il controllo per almeno 5 anni;
  • I TFR e le altre indennità spettanti per diritto proprio agli eredi;
  • I crediti verso lo Stato (es. rimborso di spese o contributi);
  • I beni culturali;
  • I veicoli iscritti al PRA, perché sono sottoposti a tassazione specifica.

Successioni “speciali”: Patto di famiglia, Dopo di Noi e Trust

Ci sono situazioni nelle quali è possibile ottenere delle condizioni di successione vantaggiose o semplicemente sono previste accise differenti.

  • Il Patto di Famiglia è un tipo di contratto previsto dal Codice Civile che stabilisce la possibilità per chi è titolare d’impresa o che ne possiede le quote sociali, di trasferire (in toto o parzialmente) queste proprietà ai figli o nipoti mentre egli è ancora in vita. Questa possibilità può essere intesa come un “anticipo della successione” che dà modo di preparare il passaggio generazionale, garantendo la continuità delle attività.

Questi trasferimenti non sono soggetti a imposta, ma al momento effettivo della dichiarazione di successione vera e propria bisogna che i nuovi proprietari dei beni, ovvero i familiari beneficiari del Patto di Famiglia, dimostrino di aver proseguito – senza soluzione di continuità – le attività aziendali o il controllo dell’azienda per almeno 5 anni a partire dalla sottoscrizione del contratto. Se queste situazioni non sussistono infatti è prevista dalla legge la revoca del beneficio di esenzione dall’imposta e quindi il pagamento della relativa accisa, con l’aggravante di una sanzione amministrativa e dei relativi interessi di mora.  

  • Dal 1 gennaio del 2017 è in vigore la legge cosiddetta “Dopo di Noi” a favore di chi rientra nello spettro normativo della legge 104/92. Secondo questa norma i beni e i diritti che spettano in successione a persone disabili oppure che vengono destinate a fondazioni e istituti che si occupano delle medesime problematiche, sono esentati dalle accise di successione. Ciò che bisogna fare è dimostrare che la finalità di ogni trasferimento è l’inclusione sociale, la cura e l’assistenza a persine con disabilità.
  • L’altro istituto giuridico che vale la pena segnalare è il Trust, introdotto in Italia dalla legge 364 del 1989. Questa possibilità prevede che un soggetto, definito settlor o disponente, trasferisca uno o più beni a un secondo soggetto (trustee) che deve utilizzarli a vantaggio di un terzo soggetto, il beneficiario. Nel momento del conferimento al Trustee, il Disponente perde definitivamente la proprietà dei beni.

Ad esempio: il padre anziano con un figlio disabile potrebbe affidare il suo patrimonio a un trustee affinché questi lo utilizzi per pagare le spese di mantenimento, di istruzione o le cure del figlio.

Solitamente questo istituto viene utilizzato per proteggere beni immobili, separando ad esempio il patrimonio personale da quello aziendale, perché una volta affidati al Trustee, secondo quanto stabilito dalla legge, tali beni diventano impignorabili.

L’assicurazione sulla vita come “salvagente” per l’eredità

Le polizze caso morte e invalidità permanente offrono ad oggi interessanti benefici che riguardano sia il premio pagato dall’assicurato, sia la somma versata ai beneficiari in caso di sinistro.

La somma versata dalla compagnia ai beneficiari non è soggetta a tasse di successione, è esente dall'imposta sul reddito delle persone fisiche e non può essere pignorata né sequestrata. Ciò garantisce la sicurezza che i propri cari possano disporre integralmente della somma assicurata, indipendentemente dalla situazione economica della famiglia nel momento in cui occorre provvedere alla successione.

Grazie al capitale che i beneficiari ricevono, inoltre, sarà più semplice e agevole provvedere al pagamento delle tasse di successione per gli eventuali altri beni che compongono il lascito.

Conclusioni e consigli finali

Per la gestione di un patrimonio piccolo o grande è importante sempre pensare per tempo al passaggio di consegne agli eredi. Questo consente di agire secondo le proprie volontà e di agevolare il trasferimento senza che questo sia eccessivamente oneroso per i beneficiari.

Per questo consigliamo di:

  • in presenza di patrimoni consistenti o di situazioni familiari particolarmente complesse (separazioni, seconde nozze, etc), fare testamento decidendo la ripartizione dei beni può essere una buona idea, ma bisogna considerare sempre le quote di riserva dei legittimi eredi;
  • quando la successione comprende anche un’azienda o una quota societaria, considerare la possibilità offerte dal Patto di Famiglia;
  • è sempre importante (oltre a costituire un atto di responsabilità nei confronti dei propri cari) scegliere un’assicurazione sulla vita che possa garantire agli eredi la tranquillità in caso di imprevisto, specialmente ove ci sia una importante quota economica da considerare per le tasse di successione.

Fonti per questo articolo

[1] Studio Cataldi

[2] Agenzia delle Entrate 

[3] Agenzia delle Entrate 

[4] Agenzia delle Entrate 

[5] Successione-Testamento http://www.successione-testamento.it/testamento/imposta-successione/

[6] Metlife 

 

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