Polizza vita o piano di accumulo? Come garantirsi un futuro tranquillo

Ci sono diverse soluzioni per far fruttare i propri risparmi o far fronte agli imprevisti, con caratteristiche molto differenti. Scopri la più adatta alle tue esigenze.

Secondo la recente ricerca condotta da [1] Acri-Ipsos dal titolo “Gli italiani e il risparmio” l’accumulo di liquidità veicola, per il 46% dei nostri concittadini, un senso di tranquillità.
 
Ma come risparmiare? Esiste una soluzione unica (e che sia la migliore) per rispondere a questo nostro bisogno?

 

Polizza vita o piano di accumulo?

Iniziamo con il dire che esistono diverse forme di risparmio, fondi pensione, piani di accumulo, polizze vita. Trovandosi di fronte a così tante possibilità ci si sente smarriti: una sembra più sicura, l’altra è più conveniente; una si può avere in qualsiasi momento, l’altra assicura un capitale maggiore. Cosa fare?

Bisogna cambiare il punto di vista. Non bisogna cercare la soluzione “migliore”, ma bisogna focalizzarsi sui nostri bisogni reali e sulle nostre capacità di spesa.



Polizze vita: come funziona e quali sono i benefici?

Anche tra le polizze vita non sono tutte uguali, alcune hanno finalità di investimento, altre servono a stabilizzare il tenore di vita in caso di necessità.

Le polizze vita caso morte (tcm) rientrano in quest’ultima categoria ed hanno una funzione di protezione del reddito di una famiglia e sono particolarmente indicate in quelle monoreddito. Con un’assicurazione di questo tipo, in caso di invalidità permanente totale o di decesso, la compagnia assicuratrice garantisce ai vostri cari una somma importante, stabilita in fase di attivazione, così che possano tutelare il loro tenore di vita anche in assenza del nostro reddito.

Una volta scelta la somma da assicurare, viene stabilito il costo in base ai diversi fattori di “rischio” (variano in base al crescere dell’età, se si è fumatori e se si fa un lavoro che espone a maggiori pericoli). Il premio si paga per il periodo di tempo stabilito, può essere annuale o rateizzato (mensile o semestrale). Si tratta di polizze c.d. di "puro rischio": questo significa che se all’assicurato non succede nulla entro la data di scadenza del contratto, al beneficiario non viene liquidato alcun capitale.

D’altro canto, il rapporto tra quanto speso dall’assicurato e la somma pagata dalla compagnia è a totale vantaggio dell’assicurato, oltre al fatto che l’ammontare dell’indennizzo è certo e viene pagato anche se il cliente ha stipulato la polizza da poco tempo -  ad esempio da 6 mesi – ed ha quindi pagato premi solo per quel periodo. 

 

Piani di accumulo e altre forme di risparmio: a chi convengono?

Come si diceva esistono diversi prodotti pensati come fonti di risparmio. Il più popolare in Italia è il piano di accumulo di capitale (PAC) che è una forma di risparmio libero che consiste in un investimento a rate che cresce quindi gradualmente.

Come funziona? Si sceglie l’importo che si vuole versare mensilmente e per quanto tempo: per esempio versando 100 € al mese per 120 mesi (10 anni) si accumulerà un capitale di 12mila € più eventuali interessi, sottraendo però i costi di gestione applicati dal gestore.

Esiste un altro strumento simile al PAC che è il fondo pensione. Si tratta di uno strumento che permette di ottenere un capitale al raggiungimento della pensione, così da integrare quella prevista dalla propria cassa di risparmio.

Infine, un’altra forma comune di risparmio, è la polizza vita cosiddetta mista che ha sia scopo assicurativo sia previdenziale perché il premio può essere liquidato anche quando l’assicurato è ancora in vita e per questo, rispetto alle polizze vita caso morte, è più costosa.


Italiani, popolo di risparmiatori

Nelle intenzioni, gli italiani sembrano preferire queste seconde soluzioni rispetto alle polizze vita caso morte con le quali - se non ci succede nulla - “perderebbero” il capitale investito a tutela della nostra famiglia. Purtroppo le seconde sono anche quelle che richiedono una capacità di risparmio più alta. Altri pensano di comprare casa - aprendo un mutuo - come tutela per il futuro, senza valutare il rischio di una riduzione delle proprie entrate, per cui pagare le rate potrebbe diventare un problema.

Per scegliere la formula migliore per noi bisogna cambiare prospettiva e valutare la propria situazione in termini:

  • lavorativi;
  • economici;
  • familiari.



Perché stipulare una polizza vita caso morte online? I vantaggi rispetto ai PAC

Le polizze vita caso morte, come si diceva, sono a puro rischio, ma sono molto convenienti. In caso ti succeda qualcosa, sei certo di aiutare i tuoi cari, se non dovesse succederti nulla avrai speso meno di un caffè al giorno. Infatti, il premio di una polizza vita tcm parte da meno di 10 € al mese (prevedendo una polizza di 10 anni di durata da 100mila € per un assicurato di 35 anni, non fumatore).

Si pensi che un 35enne che desideri garantire tranquillità ai propri cari, con Libera Mente Special di MetLife, potrà spendere soltanto 8,83 euro al mese per assicurare in caso di grave imprevisto una cifra di 100mila euro. Questa cifra può variare in base alle garanzie scelte: se si aggiunge il raddoppio della somma assicurata in caso di decesso per incidente stradale, consigliato se si trascorre molto tempo alla guida, il costo arriverebbe a 12,75 euro al mese. Una cifra in ogni caso molto contenuta.

Non solo, il vantaggio rispetto agli altri strumenti descritti sopra, è che nel momento del bisogno il capitale assicurato è interamente disponibile, mentre stipulando un PAC, ci vorranno molti anni per accantonare una cifra importante.


Queste caratteristiche - prezzo vantaggioso e disponibilità - rappresentano uno dei vantaggi principali rispetto ai PAC. In generale se si appartiene a una categoria di lavoratori dal reddito medio/basso, il PAC risulta più impegnativo rispetto a una polizza vita, visto che ha un costo mensile superiore con un evidente impatto sul bilancio familiare e al momento opportuno rischia di non garantire un’adeguata copertura.
Una tcm, infatti, come abbiamo detto, incide per pochi euro al mese ma soprattutto consente di disporre dell’intera somma assicurata nel caso avvenga un imprevisto. Il piano di accumulo, invece, permette sì di rientrare in possesso del denaro prima della scadenza se dovesse capitare un evento inatteso ma, vista la componente azionaria, la somma potrebbe essere inferiore a quanto realmente versato, a causa di oscillazioni negative del mercato in quel momento specifico.

Un altro vantaggio è rappresentato dal fatto che le polizze vita caso morte si possono acquistare online: velocità e facilità di gestione della pratica, trasparenza dei costi grazie a calcolatori on line di facile utilizzo e sicurezza. Le compagnie assicuratrici che operano online sono infatti controllate dall’Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) come tutte le altre.

È vero: non sempre è facile usare prodotti e servizi nuovi, ma potrebbe essere una piacevole sorpresa. Essere fatalisti (o scaramantici) non aiuta, anzi può essere controproducente.

Ti ricordi del tuo primo acquisto online e di quanto - molto probabilmente - fossi scettico di quello che stavi per fare? Fino a qualche anno fa i pochi che usavano Amazon erano visti con diffidenza, oggi chi non ha concluso un acquisto sulla piattaforma? E se dieci anni fa condividere un’automobile sembrava un’idea pazza, oggi nelle città quante persone utilizzano i servizi di car sharing abitualmente? Bisogna andare oltre al rifiuto ingenuo del rischio, accettare l’imprevedibilità della vita e proteggersi nel modo più adeguato. In fondo, per affrontare il futuro è sempre necessario un cambio di prospettiva.

Per concludere, la soluzione di risparmio definitiva non esiste ma una soluzione ottimale sì: scegliere uno strumento di investimento ma tenere sempre presente la possibilità di attivare contestualmente una polizza vita per tutelare sé stesso e la propria famiglia in caso di imprevisti gravi garantendo ai propri cari somme immediatamente disponibili, esenti dalle spese di successione, che non possono essere né pignorate, né sequestrate.

[1] Fonte Ipsos https://www.ipsos.com/it-it/indagine-acri-ipsos-gli-italiani-e-il-risparmio