Il beneficiario di una assicurazione vita: tre mosse per una scelta corretta

L’assicurazione vita rappresenta uno strumento utilissimo per salvaguardare il futuro delle persone o dei progetti a cui teniamo. Ecco una breve panoramica di chi può essere designato dal titolare e dei benefici che può ricevere a seconda del tipo di copertura.

Tutelare il futuro dei propri cari dagli imprevisti con una spesa contenuta è possibile. I vantaggi di un’assicurazione sulla vita sono tanto evidenti che, nonostante la seconda ondata di Covid19, questo tipo di polizze in Italia nel mese di ottobre cresce del 20% rispetto a settembre[1].

Sempre più italiani, quindi, decidono di optare per questa forma di tutela. Ma quando stipuliamo una polizza che prevede, tra le sue garanzie, la copertura in caso di decesso - sia che si tratti di una polizza infortuni, di un’assicurazione vita  di risparmio o investimento o temporanea caso morte - nei dati da fornire alla compagnia bisogna specificare l’identità del beneficiario o dei beneficiari, in sostanza della persona o delle persone che riceveranno la prestazione prevista dalla polizza stessa.

Ecco tre utili indicazioni per scegliere con consapevolezza.

 

Chi può essere designato beneficiario

Secondo la legge non ci sono requisiti specifici per essere nominati beneficiari di una polizza. La prassi vuole che, in assenza di indicazioni specifiche da parte del titolare del contratto di assicurazione, la compagnia, in caso di decesso dell’assicurato, paghi quanto dovuto ai cosiddetti eredi legittimi (coniuge, figli ecc.), dividendo l’importo in quote di uguale valore tra essi, in analogia con quanto accade al patrimonio del defunto

Il titolare della polizza ha l’opportunità di decidere, tuttavia, di allocare a suo piacimento la somma assicurata tra i beneficiari. Ad esempio, può decidere di dividere in parti diverse la somma, per favorire uno dei familiari che dipende maggiormente dalla sua presenza.

Pensiamo, ad esempio, ad una famiglia con più figli, in cui uno di essi non sia ancora economicamente autosufficiente perché molto più giovane rispetto agli altri o abbia difficoltà a rendersi indipendente a causa delle sue condizioni di salute (in caso di malattie croniche, handicap ecc.). In questo caso potrebbe essere opportuno allocare una quota maggiore dell’indennizzo al figlio in condizioni più sfavorevoli.

Per essere beneficiari di una polizza, non è necessario un legame di parentela con l’assicurato o il contraente. Per questo motivo, le assicurazioni sono molto utili anche per tutelare una persona cara esterna al nucleo familiare, come nei casi delle coppie di fatto o di altre tipologie di relazioni in cui ci sono persone che dipendono economicamente o contano sull’aiuto del titolare della polizza.

Oltre alle persone, possono beneficiare della prestazione decesso della polizza anche altre categorie di soggetti. Ad esempio, è possibile lasciare l’intera somma o una percentuale di essa ad un ente con scopi benefici. Se una persona ha sostenuto regolarmente nel corso della propria vita un’associazione no-profit (attraverso donazioni regolari, adozione a distanza, devoluzione del 5 per mille ecc.) e volesse fare ancora di più, la polizza vita può costituire un’ulteriore forma di contributo alla causa sostenuta dalla onlus.

In altri casi particolari, è possibile che sia un’impresa a beneficiare dell’indennizzo. Può accadere nel caso la polizza abbia la finalità di garantire continuità agli affari. In questi casi il capitale pagato dalla compagnia può essere utile per affrontare il possibile calo di fatturato dovuto all’assenza della persona fondamentale per il successo dell’azienda.

Molto frequente è il caso in cui si designa come beneficiario una banca (in questi casi si parla anche di “vincolo”), ciò accade quando la finalità dell’assicurazione è quella di garantire il rimborso di un prestito o mutuo immobiliare erogato dall’istituto di credito stesso. 

 

Come e quando scegliere il beneficiario

La scelta dei soggetti e delle rispettive quote può essere fatta dalla persona che sottoscrive la polizza in ogni momento. La compagnia normalmente chiede di esprimere la preferenza al momento dell’adesione, attraverso la modulistica da compilare per sottoscrivere il contratto di assicurazione. È sempre possibile fare modifiche ai beneficiari successivamente, per adattare la polizza all’evoluzione della situazione personale della persona assicurata (es. cambiamenti nella vita di coppia, figli).

Il codice civile riconosce anche la possibilità di stabilire i beneficiari della polizza indicandoli nel testamento, considerando questa soluzione equivalente alla comunicazione scritta alla compagnia di assicurazioni.

Non è necessario informare i beneficiari quando vengono designati, ma è importante fornire dati accurati per la loro identificazione alla compagnia affinché sia il più agevole possibile individuarli in caso di sinistro.

 

Quanto e cosa spetta al beneficiario

Al beneficiario della garanzia assicurativa spetta la somma assicurata per la garanzia stessa o una parte, in presenza di più soggetti beneficiari. La compagnia dividerà equamente tra di essi il capitale oppure in quote, in base a quanto eventualmente definito dal contraente della polizza.

Quanto sopra vale sempre per le polizze assicurative definite di "puro rischio", ovvero le polizze vita temporanee caso morte e le altre polizze che prevedono la garanzia decesso anche limitata alla sola casistica infortunio.

Un’importante caratteristica di questo tipo di polizza è che la somma è a totale disposizione del beneficiario, in quanto l’importo pagato dalla compagnia è esente da tasse a carico di chi la riceve, incluse quelle di successione, inoltre non è pignorabile né sequestrabile. Un vantaggio inequivocabile per chi desidera proteggere i propri cari attraverso uno strumento che, tra l’altro, ha in genere un costo irrisorio. Si pensi che un 35enne che desideri proteggere la propria famiglia con Libera Mente Special di MetLife potrà spendere soltanto 8,83 euro al mese per assicurare in caso di imprevisto una cifra di 100mila euro. Cifra che ovviamente varia se si sceglie di sfruttare anche una delle garanzie opzionali, come il raddoppio della somma assicurata in caso di decesso per incidente stradale, consigliato se si trascorre molto tempo alla guida. In questo casola spesa mensile è di 12,75 euro, comunque molto contenuta.

Diverso è il caso delle polizze vita che hanno, oltre alla componente citata, anche una finalità di investimento. In questo caso, oltre alla somma fissa per decesso, l’ammontare della somma pagata ai beneficiari, dipende dal capitale accumulato e dal rendimento dell’investimento fatto dal titolare per mezzo degli strumenti di investimento collegati alla polizza.

In questo caso, la determinazione dell’importo da versare varia in base alle caratteristiche della polizza: se il beneficio va pagato solo in caso di morte o anche in caso di vita, se viene pagata una rendita o una somma una tantum, se è prevista una prestazione minima ecc.

Anche il trattamento fiscale delle somme erogate è diverso da quello delle polizze tcm o decesso da infortunio.

 

In sintesi

Il beneficiario va scelto in base agli obiettivi di "protezione" che si vogliono realizzare stipulando la polizza: lasciare una somma agli eredi per mantenere il tenore di vita, mantenere un familiare o una persona cara svantaggiata, dare continuità ad un’iniziativa imprenditoriale o benefica ecc.

L’assicurazione è uno strumento dinamico perché permette di variare percentuali di ripartizione della somma e il soggetto designato come beneficiario nel corso di validità della polizza.

Infine, essendo l’importo versato non pignorabile, in caso di difficoltà economiche, quindi, la polizza è uno strumento di protezione dei propri cari ancora più importante.

 

[1] fonte Ania, raccolta premi nuova produzione vita individuali https://www.ania.it/web/ania/ricerca?q=statistica+mensile+raccolta+vita