Sport all'aria aperta per diversamente abili: dalla vela allo yoga

La disabilità non ha più barriere: tanti gli sport all'aria aperta tra percorsi e spiagge attrezzate, orienteering nei boschi, arrampicata e gite in mare.

Le attività en plein air non fanno bene soltanto al fisico, ma aiutano nel percorso verso l’autonomia, a sviluppare abilità relazionali, ad accettare i propri limiti e raggiungere un equilibrio emotivo.

Con la bella stagione torna la voglia di sport all’aria aperta.

Un benessere che non esclude nessuno e che anzi è ancora più raccomandato per le persone con disabilità, sia essa motoria, sensoriale o psichica.

Non sono poche le associazioni che favoriscono l’attività sportiva all’aperto per le persone diversamente abili, con attività che spaziano dall’atletica al tiro con l’arco passando anche per sci, vela, equitazione e yoga con pochissimi limiti. Ma quale sport scegliere per un figlio con disabilità

Il consiglio è semplice: trova  ciò che gli dà più soddisfazione, incoraggialo e aiutalo a essere costante. Affidati a tecnici esperti, magari qualificati come “Educatori Cip” (Comitato Italiano Paraolimpico) e accertati che l’attività venga svolta in assoluta sicurezza.

I benefici dell’attività sportiva per i disabili

Secondo uno studio Istat[1], in Italia su oltre 3 milioni e 119 mila disabili gravi, solo l’8,5 per cento dice di dedicarsi a una qualche attività sportiva e tra questi, ben il 75 per cento si dichiara soddisfatto della propria vita.

Quando si osservano gli effetti dello sport all’aria aperta sui soggetti diversamente abili infatti, il ventaglio dei benefici si allarga.

Al benessere cardiovascolare, miglioramento dell’umore e gestione dello stress si aggiungono l’acquisizione di una maggiore autostima e autonomia, il miglioramento dell’equilibrio, della postura e della coordinazione. Attraverso lo sport inoltre, il disabile impara ad accettare meglio i propri limiti, sviluppando di conseguenza le abilità relazionali e la capacità di affrontare situazioni nuove.

Non solo, quando parliamo in particolare di disabilità intellettiva, lo sport è parte fondamentale nell’acquisizione della capacità di orientarsi nello spazio, del mantenimento delle abilità acquisite e della gestione dell’aggressività. E se praticato sin dalla più tenera età svilupperà meglio quelle connessioni neuronali che saranno fondamentali per l’acquisizione di abilità nel difficile percorso verso l’autonomia. Tra le categorie più rappresentate in questo segmento ci sono i ragazzi nati con sindrome di down, per cui sono nate le speciali “olimpiadi” dei Trisome Games.

Come avviare i disabili allo sport

Se vuoi iniziare a familiarizzare con lo sport non ha che l’imbarazzo della scelta: esistono infatti associazioni no profit, centri privati e attività coordinate dal Cip, il Comitato Paralimpico Italiano che nel febbraio 2017 ha ottenuto il riconoscimento formale di Ente pubblico per lo sport praticato da persone disabili.

Sul sito del Cip, è possibile trovare i riferimenti delle associazioni delle varie discipline sportive o dedicate a un particolare tipo di disabilità, aiutando a comprendere a quali e quanti sport sono più adatti e il link relativo agli sport principali.  A queste si aggiungano le federazioni nazionali per bocce, badminton, arti marziali, danza, scherma, golf, orienteering, sci, tennis, tiro con l’arco e tanto altro.

Il Cip coordina anche le attività nelle scuole, per cui è bene sempre informarsi dei progetti in corso. Per una consultazione più completa e territoriale, indichiamo www.alessio.org, abilitychannel.itsportabili.com e superabile.it dell’Inail.

Lo sport e i ragazzi con sindrome di down

Uno dei principali punti di riferimento per le persone con sindrome di down che vogliono dedicarsi a un’attività sportiva è l’associazione SportT21 creata da CoorDown e Fisdir, la Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivi Relazionali che organizza corsi e gare competitive in un categoria dedicata (C21).  Gli atleti con sindrome di Down, si possono dedicare ad attività come atletica leggera, bocce, calcio a 5, judo, ginnastica, nuoto, nuoto sincronizzato e di salvamento, pallacanestro, sci alpino e nordico, pallavolo, equitazione, waterbasket, tennis etennis tavolo.

A decidere la disciplina più adatta sarà il tecnico insieme all’aspirante sportivo, sulla base degli interessi personali, delle caratteristiche fisiche e della motivazione, ma anche dei disagi più spesso presenti come i problemi cardiaci, quelli legati alla respirazione e alla lassità dei legamenti.

Attraverso lo sport, i ragazzi riescono a socializzare, si rendono indipendenti e prevengono alcuni disagi fisici come la difficoltà a mantenere un corretto rapporto tra peso e statura, la facilità nello sviluppare il diabete e il miglioramento dell’attività cardiopolmonare. Nelle persone con sindrome di down il processo di invecchiamento inizia prima ed è più accelerato, pertanto, l’esercizio fisico nell’età adulta è indispensabile per mantenere un buono stato di salute.

 

I benefici dello sport all'aria aperta:
  • Potenziamento dell’apparato respiratorio, aumentando il rifornimento di ossigeno e prevenendo comuni patologie quali faringite, bronchite e polmonite
  • Aumento dellla produzione di vitamina D, favorita dall’irraggiamento solare, con un notevole assorbimento di calcio e fosforo
  • Riduzione della massa grassa contenendo il rischio di obesità e sindrome metabolica
  • Articolazioni flessibili e mobili, riducendo l’incidenza delle patologie osteo-artrosiche
  • Modellamento e rafforzamento delle masse muscolari con effetto preventivo sui traumi
  • Riduzione dello stress e aumento della concentrazione

 

Disabili e sport in acqua.

Nuoto, canottaggio, sci nautico, canoa, pesca sportiva e barca a vela: sono solo alcuni degli sport a contatto con l’acqua che anche chi ha un handicap può praticare

La barca a vela è una disciplina paraolimpica dal 2000. Il punto di riferimento è la federazione IFDS che lavora in stretta collaborazione con la Federazione Internazionale Vela, senza dimenticare però l’attività di tante associazioni come lo Yacht Club Italiano e i circoli affiliati alla Lega Navale Italiana. Un esempio delle tante attività, può essere quella organizzata dal comune di Caorle in collaborazione con il Centro Nautico Santa Margherita, che  propone uscite in barca a vela  per disabili.

In Italia si svolgono gare solo nella classe 2.4: una categoria che integra soggetti normodotati e disabili con handicap fisico e dedicata a competizioni miste. Anche i disabili psichici e non vedenti praticano vela, ma in altre classi.

 

Pesca sportiva e canottaggio senza barriere

In acqua e all’aperto sono consigliati anche canoa e canottaggio, ma è con la pesca sportiva che l’Italia si è laureata campione mondiale nel 2017.

La pesca sportiva si è rivelata una disciplina che favorisce la gestione dello stress e la socialità ed è particolarmente indicata per persone in carrozzina, paraplegici e persone con problemi nella deambulazione. L’attività agonistica fa capo alla Fipsas (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee) legata al Cip, ma esistono numerose iniziative non agonistiche organizzate dalle Onlus in diverse regioni e province italianeIl progetto PescaOk permette, ad esempio, di pescare in apposite aree attrezzate lungo laghi e fiumi situati in splendide cornici naturali. In Emilia Romagna e in Friuli Venezia Giulia o nelle province di Milano, Viterbo, Forlì e Vicenza è stato anche abolito per i disabili il costo e l’obbligo della licenza di pesca.

Fiumi e laghi sono anche il luogo d’elezione per attività come la canoa (coordinata dalla FICK, Federazione Italiana Canoa Kayak) e il canottaggio, il primo sport ad aver integrato normodotati e persone diversamente abili prevedendo equipaggi misti per tutte le categorie, anche uomini e donne insieme, calibrati in base ai criteri di mobilità delle diverse parti del corpo.

 

I benefici aggiuntivi per le persone diversamente abili:
  • Miglioramento dell’equilibrio, della postura e della coordinazione motoria
  • Crescita dell’autostima e della fiducia in se stessi
  • Sviluppo del senso di autonomia
  • Aumento della capacità di affrontare situazioni nuove
  • Potenziamento dell’equilibrio psico-fisico
  • Sviluppo delle capacità relazionali e di socializzazione

 

Passeggiate, orienteering e arrampicata per tutti

Tiro con l’arco (www.Fitarco.it) , orienteeering, passeggiate in percorsi attrezzati e arrampicata sono invece le attività da svolgere nella natura, ma fuori dall’acqua.

Il paraclimbing, una arrampicata con le corte su pendii montuosi o in palestra su pareti specifiche, è una fonte di benessere fisico ed emotivo e un motivo di sfida con i propri limiti, praticato in molti centri affiliati alla FASI (Federazione Arrampicata Sportiva Italiana), ma se si cerca qualcosa di meno impegnativo allora può bastare una passeggiata o del trekking in aree dedicate, individuabili al sito www.park.it, www.touringclub.it o informandosi sul progetto Dolomiti accessibili, che propone ben 23 sentieri.

Infine, parliamo di orienteering, disciplina che fa capo alla FISO (Federazione italiana sport di orientamento) e in cui disabili e normodotati possono gareggiare assolutamente alla pari. Si tratta infatti di individuare un percorso a tappe orientandosi nello spazio in città o in mezzo ai boschi. E viene premiato non soltanto chi impiega il minor tempo per percorrerlo, ma anche chi lo fa con maggior precisione e rigore. Ne consegue che i diversamente abili possono partecipare insieme con gli altri nelle categorie Open, anche se non mancano categorie specifiche .

 

Trotto e passeggiate a cavallo, ma c’è anche lo yoga

I benefici dell’equitazione, che è sport paralimpico attraverso la FISDIR, e dell’ippoterapia, che invece si focalizza più sull’aspetto terapeutico psico-fisico, sono noti da tempo (il riferimento l’Associazione nazionale italiana per la riabilitazione equestre).

L’interazione uomo-cavallo garantisce molti miglioramenti funzionali psichici e motori come miglior coordinazione oculo-manuale, rafforzamento della muscolatura, rilassatezza mentale, concentrazione, sicurezza e fiducia relazionale. Tali obiettivi si raggiungono anche attraverso lo yoga, disciplina che di recente è stata adattata anche ai diversamente abili.

All’aria aperta protetti contro ogni rischio

Lo sport pensato per i diversamente abili è oggi una pratica sicura, grazie a attrezzi adattati per l’uso specifico e attenzioni speciali,in modo che l’attività possa essere svolta in condizioni ottimali  

Tuttavia è buona norma tutelarsi dagli imprevisti più noiosi (anche per il portafoglio) con una polizza assicurativa capace di tutelare contro i piccoli imprevisti. MetLife Pronto Protetto… Via! garantisce ambulanza, servizio di infermeria e diarie da ricovero secondo piani tariffari che partono da 9,40 euro al mese. Perché non pensarci chiedendo un preventivo online? Il resto sarà solo divertimento.

Fonti per questo articolo

[1] Istat 

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