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10 lavori che permettono di lavorare viaggiando

Lavorare in viaggio è un’opportunità interessante, specie per chi ama visitare nuovi paesi e confrontarsi con un diverso contesto culturale o naturalistico. Ci sono professioni che richiedono specifici percorsi di studi, altre che consentono di ricevere vitto e alloggio in cambio dello svolgimento di semplici mansioni. Vediamo insieme i 10 lavori che permettono di lavorare viaggiando.


lavorare viaggiando

Elenchiamo 10 lavori che ti permettono di lavorare anche (e soprattutto) quando sei in viaggio.                            

#1 Fotografo

I fotografi specializzati in viaggi e reportage hanno la possibilità di viaggiare molto e arricchire il proprio bagaglio personale e professionale con esperienze di lavoro al di fuori dei confini nazionali. Le opportunità sono numerose; basta leggere con attenzione gli annunci di lavoro presenti sul web.

Ad esempio, la rete Eures (Portale Europeo per la Mobilità Professionale) ha selezionato nel 2017 100 fotografi per 87 villaggi turistici (tra cui I Grandi Viaggi, Veratour, T.O. Club Med, Delphina, Catalonia, Barcelò). In Europa è stato offerto un contratto a tempo determinato, della durata media di 3 mesi, comprensivo di stipendio fisso e provvigioni, mentre nei Paesi extra-europei un contratto locale di almeno 5-6 mesi. La retribuzione era compresa tra un minimo di € 800 e un massimo di € 1.300 lordi mensili.

#2 Ragazza alla pari

La figura professionale della ragazza alla pari è nata in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando la maggior parte delle famiglie, a causa dei cambiamenti sociali e dell’aumento delle tasse dopo il conflitto, non era più in grado di permettersi una domestica. Molte ragazze della classe media erano, d’altro canto, desiderose di viaggiare, essere autonome e imparare una nuova lingua.

La ragazza alla pari è, ancora oggi, una persona che lavora all’estero presso una famiglia, di cui fa parte a pieno titolo. Gestisce i figli mentre i genitori lavorano, gioca con loro, li aiuta con i compiti, li accompagna al parco o ad incontrare piccoli amici, fa il loro bucato e ne riordina la cameretta. Non deve, invece, occuparsi delle pulizie di casa. Grazie a questa esperienza di lavoro semplice ma responsabilizzante, la ragazza alla pari ha l’opportunità di vivere la quotidianità di un altro paese, integrandosi con le abitudini di vita locali e perfezionando le proprie conoscenze linguistiche. Pochi i requisiti minimi richiesti, che possono variare da Paese a Paese. I soggiorni alla pari in Europa vengono regolamentati dall’Accordo di Strasburgo che prevede questa possibilità solo tra 17 e i 30 anni per giovani nubili/celibi e senza figli, per un periodo che varia dai 2 mesi all’anno.

Come iniziare? Basta consultare i siti delle organizzazioni che operano nel settore, come IAPA International Au-Pair Association, AU PAIR ITALY per lavorare alla pari negli Stati Uniti, AU PAIR INTERNATIONAL per esperienze nella UE e negli USA, EUREDUCA.IT in America, USA e Australia.

Le opportunità sono molte e interessanti, anche se i dettagli del rapporto di lavoro possono variare a seconda del Paese di destinazione. Per lavorare viaggiando come ragazza alla pari in America, ad esempio, CulturalCare.it prevede un programma che comprende il volo di andata e ritorno presso la famiglia ospitante, 4 giorni di preparazione presso la scuola Au Pair di Long Island, vitto e alloggio offerti dalla famiglia presso cui lavorerai e che ti pagherà anche $ 195,75 a settimana. Lavorando come ragazza alla pari, inoltre, ti darà diritto a frequentare un college americano i cui costi saranno coperti dalla famiglia ospitante sino a $ 500 all’anno.

#3 Raccolta della frutta

Per lavorare viaggiando si può optare anche per lavori stagionali, come la raccolta della frutta e verdura. Quest’anno in Italia si è svolta una massiccia campagna di recruiting di Openjobmetis per la ricerca di figure professionali da impiegare in questa attività nella zona di Parma, per la campagna “Oro Rosso”, dedicata alla trasformazione dei pomodori. I posti di lavoro estivi nel nostro paese in ambito agroalimentare sono stati 520 nel 2017.

Se invece preferisci trasferiti in un paese dell’Unione Europea per un periodo dedicato alla raccolta della frutta, puoi consultare il sito dell’EURES (il Portale Europeo della Mobilità Professionale), scegliere il Paese di destinazione e indicare nella barra di ricerca “Professioni non qualificate > Personale non qualificato addetto all’agricoltura, alle foreste e alla pesca”. Per raccogliere la frutta in Danimarca da maggio ad agosto, ad esempio, basta inviare la proprià candidatura attraverso il sito sommerfrisk.dk, essere maggiorenni, in possesso di un passaporto europeo e con una minima esperienza nel settore.

#4 Wwoofing

WWoofing è l’acronimo di World Wide Opportunities on Organic Farms, che offre alle persone l’opportunità di vivere e fare attività di volontariato in fattorie biologiche sparse in 100 paesi del mondo, nelle quali lavorare per 4-6 ore al giorno in cambio di vitto e alloggio.

Il contributo richiesto spazia dalla semina al giardinaggio, dalla mungitura alla produzione di pane, vino o formaggio. La durata della permanenza viene concordata direttamente con la fattoria ospitante e può variare da un minimo di 2 o 3 giorni sino a un massimo di 6 mesi.

Il WWoofing permette di viaggiare lavorando e visitare il luogo in cui sorge la fattoria, entrando in contatto con differenti culture. Per iniziare, basta scegliere il paese di destinazione attraverso il sito internazionale di WWoofing e leggere le istruzioni per associarsi. La quota associativa annuale varia da Paese a Paese: per l’Italia, ad esempio, è pari a € 35, $ 40 per la Nuova Zelanda, $ 4 per il Guatemala e € 25 per la Francia.

Lavorare viaggiando significa soprattutto libertà di scelta e di movimento. Essere autonomi però può significare anche privarsi di alcune tutele tipiche di un lavoro più tradizionale. Se sei un libero professionista valuta la possibilità di tutelarti per i giorni di lavoro, e quindi i guadagni, che potresti perdere a causa di piccoli e gravi imprevisti. Qui trovi un paio di soluzioni valide h24 in tutto il mondo, sia al lavoro che nel tempo libero. Entrambe estendibili anche al partner.

#5 Travel blogger

La professione di travel blogger permette di trasformare la propria passione per i viaggi in un lavoro vero e proprio, e di lavorare viaggiando per il mondo. Bisogna possedere competenze diverse, che spaziano dalla scrittura alla fotografia, dalle capacità relazionali a quelle commerciali. Come iniziare? Occorre innanzitutto aprire un blog di viaggi e raccontare le proprie esperienze, possibilmente con un taglio personale e riconoscibile, che possa attrarre un numero consistente di lettori e di condivisioni dei contenuti sui social media.

Andrea Petroni, nel suo libro “Professione travel blogger”, spiega che le principali fonti di guadagno per i travel blogger italiani sono le pubblicità, gli inviti agli eventi, le affiliazioni con compagnie aeree e case editrici che pubblicano guide turistiche, oltre che con i post sponsorizzati, cioè articoli scritti dal travel blogger sul suo blog ma commissionati da agenzie di viaggio, tour operator, catene alberghiere e altri soggetti operanti nel settore turistico.

#6 Ispettore di alberghi di lusso

Gli ispettori di alberghi di lusso sono pagati per viaggiare in hotel da sogno, in paesi diversi, controllando la qualità delle strutture e lavorando in viaggio. Si tratta di una figura professionale altamente qualificata, in possesso di un diploma di laurea e di un corso di studi specializzato in Hospitality Management. Fingendosi un normale ospite, l’ispettore d’albergo soggiorna in resort e hotel per verificare che tutto sia in regola con gli standard qualitativi: dal servizio della colazione alla professionalità dei receptionist, anche di fronte a situazioni di disagio create ad hoc. Si tratta di un’attività utile alle grandi catene alberghiere, che si avvalgono di professionisti interni oppure possono rivolgersi a società esterne che propongono questa tipologia di consulenza.

#7 Animatore nei villaggi turistici

Un’altra figura professionale che lavora viaggiando è l’animatore nei villaggi turistici. Per iniziare, basta inviare la propria candidatura ai grandi Tour Operator, come Valtur, Club Med e Francorosso, o alle agenzie d’animazione e iniziare l’iter di selezione. Bisogna avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, essere disponibili a lavorare fuori casa dai 2 ai 4 mesi in Italia o 6 mesi all’estero, doti relazionali, capacità di lavorare in team e conoscenza di almeno due lingue straniere. Molti i ruoli che si possono ricoprire nella squadra di animazione di un villaggio turistico: responsabile, scenografo, DJ, costumista, addetto al mini club e figure specializzate negli sport proposti dalla struttura ricettiva.

#8  Guida turistica

Una delle principali professioni per lavorare viaggiando è la guida turistica, che accompagna gruppi di viaggiatori alla scoperta del patrimonio turistico, sia in Italia che all’estero. La guida  lavora in genere per i Tour Operator e, oltre alla remunerazione, riceve anche vitto e alloggio nel luogo in cui svolge l’attività. La professione di guida turistica per siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico è disciplinata dal decreto ministeriale dell’11 dicembre 2015, che prevede il superamento di un esame di abilitazione in occasione dei bandi di concorso che periodicamente vengono pubblicati dalle Province.

#9 Lavoro in ostello

Chi ama stare a contatto con il pubblico, in ambienti giovani e informali, il lavoro in ostello come receptionist o barista rappresenta un’interessante opportunità per abbinare viaggi e lavoro, ricevendo una piccola paga giornaliera, vitto e alloggio. Sul sito Hostel Jobs puoi trovare gli ostelli che assumono, scegliere la destinazione e inviare la tua candidatura.

#10 Oceanografo

Anche l’oceanografo lavora viaggiando per il mondo trascorrendo molti mesi dell’anno lontano da casa e visitando luoghi lontani, assecondando la propria passione per i viaggi e per la vita di mare. Studia i mari e gli oceani, approfondendo il modo in cui interagiscono con l’atmosfera e il globo terrestre. In mare raccoglie dati e informazioni che poi approfondirà in laboratorio con attività di ricerca sui processi fisici, chimici e biologici degli oceani. Bisogna essere laureati in matematica (o in altra disciplina scientifica) ed essere in possesso del brevetto da sub. Quattro le possibili specializzazioni per questa figura professionale: l'oceanografia fisica, chimica, marina e geologica.

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