5 Consigli per depurare l’acqua di casa

Depurare l’acqua di casa per renderla potabile è ecologico ed economico perché puoi evitare di comprare bottiglie di plastica da smaltire. Ecco qualche consiglio su come fare.

Depurare l'acqua di casa per renderla potabile è importante. Ecco come fare con un depuratore.

Trasparente, inodore e insapore, dovrebbe essere così l’acqua che sgorga dal rubinetto, pronta a essere bevuta da tutta la famiglia perché sicura e controllata.

Se non noti delle anomalie ma vuoi essere tranquillo puoi attingere ai tuoi sensi per capire quando puoi bere la tua acqua di casa ma se hai ancora qualche dubbio, puoi anche effettuare dei veri test scientifici da solo.

Normalmente le analisi all’acqua sono complesse e richiedono la presenza di personale scientificamente preparato, oltre che strumenti di precisione ed estremamente tecnici.  Considerando però il grosso impatto che la questione ha sulla popolazione, l’Università Bicocca ha ideato un kit per l’analisi fai-da-te ad un costo decisamente accessibile e che non necessita di particolari competenze o attrezzature.

L’acqua ha un colore strano? Forse è ora di pulire l’autoclave

Il colore non limpido dell’acqua, specie se tendente al marrone, è spesso sintomatico di una rottura delle tubazioni e di conseguenti infiltrazioni di terriccio, della presenza di incrostazioni e sedimenti nell’autoclave (ove presente) oppure ancora di scarso uso della rete domestica, come accade spesso nelle case vacanza.

In quest’ultimo caso sarà sufficiente lasciar scorrere l’acqua per qualche minuto prima di vederla ritornare limpida, in tutti gli altri casi, più che un’analisi chimica, andrebbe fatto un check-up delle condizioni della rete di tubazioni domestica.

Ricorda che la pulizia dell’autoclave andrebbe fatta ogni anno o due, chiamando una ditta specializzata oppure provvedendo autonomamente. Se decidi di fare da solo, è necessario svuotare completamente il serbatoio e poi spazzolare energicamente gli interni con l’aiuto di cloro o varichina per rimuovere sedimenti e residui che vanno a depositarsi sul fondo della cisterna. È probabile che per qualche giorno l’acqua che scorrerà dal rubinetto avrà un odore di cloro. In questo caso è bene attendere qualche giorno prima di tornare a consumarla.

Se noti invece delle minuscole bollicine biancastre nel bicchiere o nella brocca non appena riempite dal rubinetto non hai nulla da preoccuparti, si tratta di aria incorporata nell’erogazione. Le bollicine tenderanno naturalmente a salire a galla e spariranno da sole in qualche minuto.

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Depurare l’acqua in casa con i filtri da rubinetto

Efficaci e comodi, in commercio esistono dei filtri da rubinetto di tipo diverso e di differente efficacia. Ecco i principali:

  • Rompigetto e frangiflusso. Si tratta del tipo più semplice di filtro che contiene una “cartuccia” a carboni attivi, utile per filtrare l’acqua eliminando la presenza di sabbia, ruggine, sedimenti metallici e batteri. Questo filtro va svitato e pulito mensilmente immergendo il filtro in una tazzina con aceto bianco per qualche minuto in modo da rimuovere i residui soprattutto di calcare. La cartuccia a carboni attivi va invece sostituita ogni 3/6 mesi a seconda della frequenza d’uso. Questo tipo di filtro può essere istallato facilmente (basta svitare il vecchio frangiflusso e avvitare il nuovo, ricordandosi di inserire prima la cartuccia ai carboni attivi) e ha un costo assai contenuto: nelle maggiori catene di casalinghi e fai-da-te costa intorno ai 20 euro.
    In commercio esistono anche filtri con incorporato un led che modifica il colore della luce in base alla temperatura dell’acqua erogata per averne una più immediata percezione e ridurre gli sprechi.
  • Filtro esterno a carboni attivi. Se la prima soluzione sembra troppo semplice o inefficace puoi scegliere di acquistare un apparecchio di filtraggio più sofisticato che solitamente si istalla sotto il lavello e che è in grado di trattenere sostanze inquinanti meglio del primo. Tuttavia è assolutamente necessaria un’accurata manutenzione ogni mese perché i filtri, intasandosi, potrebbero diventare essi stessi terreno di coltura per batteri pericolosi per l’organismo.
    In questo caso si tratta di prodotti più complessi da montare che necessitano o di una buona manualità oppure dell’intervento di un idraulico. Il loro costo oscilla tra i 60 e i 150 euro.
  • Disinfettante a raggi UV, a ozono, ad argento. Questi filtri nascono per garantire una “purezza” dell’acqua in termini batterici e microbiologici. Sono meccanismi che disinfettano letteralmente il flusso d’acqua al passaggio. Solitamente sono abbinati ai sistemi a carboni attivi perché, come detto, i filtri stessi potrebbero causare un proliferare di batteri.
    I filtri a raggi UV domestici si applicano appena prima dell’erogatore e hanno principalmente una funzione germicida. La potabilizzazione a ozono è possibile anche con un sistema da rubinetto che eroghi acqua ottima per igienizzare frutta, verdura o biberon e stoviglie. I filtri ad argento devono essere istallati invece sotto il rubinetto e hanno un meccanismo a cartucce che vanno cambiate regolarmente per garantire il massimo dell’efficacia.
    C’è da dire che si tratta di sistemi pensati per grandi portate d’acqua (uffici, palestre, bar, ristoranti) e per questo il costo di questi impianti in casa potrebbe risultare eccessivo per una famiglia visto che tutti i sistemi partono da un minimo di 300 euro.

Depurare l’acqua con le caraffe filtranti

Un altro metodo per depurare l’acqua in casa è usare le caraffe filtranti.
Si tratta di vere e proprie brocche che contengono dei filtri depuranti all’interno dei quali l’acqua viene fatta forzatamente passare prima di uscire dal beccuccio ed essere versata nel bicchiere.

I sistemi sono differenti e cambiano a seconda della marca e, come da decreto ministeriale 25/2012, è obbligatorio specificare in etichetta quali sono le sostanze sulle quali il filtro garantisce l’azione.

Come emerge da una indagine di Altroconsumo sulle maggiori marche di caraffe, “tutti i filtri sono risultati in grado di diminuire la quantità di sostanze responsabili del cattivo odore e sapore, di ridurre la quantità di nitrati e di diminuire la durezza (dell’acqua ndr)”.

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