10 cose da sapere sulle punture di api

D’estate capita, passeggiando all’aperto, con la complicità di abiti leggeri e poco coprenti, di essere punti da un’ape. Nella maggior parte dei casi le conseguenze si riducono a gonfiore e prurito localizzati, ma a volte si sviluppano reazioni allergiche nei soggetti predisposti. Bastano pochi accorgimenti per evitare le punture di api e semplici consigli da mettere in pratica se si viene punti.

10 cose da sapere sulle punture di api: come evitarle come porre rimedio una volta punti.

5 Consigli per prevenire le punture di api

La prevenzione è fondamentale per evitare di essere punti da un’ape. Specie d’estate, occorre prestare attenzione non solo quando ci si trova in prossimità di sciami o alveari, ma anche quando si passeggia all’aperto. Basta mettere in pratica alcune precauzioni.

  1. Evitare vestiti con colori accesi e non utilizzare profumi: i deodoranti caratterizzati da profumazioni intense attraggono le api quando si cammina all’aperto.
  2. In caso di avvicinamento di un’ape, non compiere gesti bruschi ma, evitando di agitarsi o urlare, allontanarsi con calma.
  3. Anche l’omeopatia può contribuire a ridurre l’incidenza delle punture di api. Riza Psicosomatica suggerisce il Ledum palustre 7 CH. Per approfondire, e prima di iniziare la terapia, consulta un Medico Omeopata.
  4. Non camminare a piedi nudi nell’erba, per evitare il contatto accidentale con api che, per difesa, potrebbero reagire pungendo.
  5. In presenza di allergia al veleno delle api, è bene dotarsi - previa indicazione medica - di un dispositivo in grado di iniettare adrenalina in caso di puntura di ape, garantendo la possibilità di avere il tempo necessario per dirigersi al Pronto Soccorso senza che la situazione peggiori. È anche possibile sottoporsi al vaccino per imenotteri, che risolve alla radice il problema.

5 consigli da mettere in pratica dopo le punture di api

Cosa fare in caso di puntura di ape? È importante mantenere la calma, seguire una semplice procedura appena punti e, in caso di sintomi persistenti e diffusi nell’arco delle ore seguenti, rivolgersi al pronto soccorso.

  1. La prima cosa da fare in caso di puntura di ape è controllare se il pungiglione è rimasto all’interno della pelle. In questo caso va raschiato via con l’ausilio di una lama smussata, un ago oppure una carta plastificata (come le carte di credito). Sarebbe opportuno evitare di utilizzare una pinzetta, perché il veleno che ancora si trova nel pungiglione potrebbe fuoriuscire nella ferita.
  2. Capire se si è in presenza di una reazione allergica. Nel veleno delle api sono presenti sostanze che hanno effetti tossici e possono scatenare allergie, cioè reazioni innescate da una particolare sensibilità verso questi componenti. Ciò accade se, a distanza di 24 ore dalla puntura di ape, si è in presenza di sintomi che vanno dall’orticaria diffusa (grado I) sino all’ipertensione e al collasso (grado IV) passando - tra gli altri - per dolori addominali, nausea, vomito e senso di panico. Per avere una diagnosi precisa, in presenza di malessere persistente dopo un giorno dalla puntura, è opportuno rivolgersi al proprio Medico di Famiglia, o alla Guardia Medica del luogo in cui ci si trova. Come spiega a OK Salute la Dott.ssa Patrizia Bonadonna (Dirigente Medico del Servizio di allergologia dell’Ospedale Borgo Trento di Verona), «La prima puntura non può scatenare una reazione allergica, perché serve solo a sensibilizzare il soggetto creando gli anticorpi della classe IgE. Solo a un secondo contatto con l’allergene, cioè il veleno dell’insetto che punge, potrà avvenire, nei soggetti predisposti, la reazione allergica»
  3. Per lenire il dolore e il gonfiore, si può ricorrere a un impacco con alcuni cubetti di ghiaccio avvolti in un asciugamano.
  4. Sono utili anche le creme ad uso topico, che contengano ad esempio idrocortisone, anestetico locali o antistaminici.
  5. Esistono anche dei rimedi naturali che aiutano a lenire i dolori che si manifestano a seguito delle punture di api. Ad esempio l’aloe vera, che ha proprietà lenitive e antiprurito, l’aceto, che neutralizza rapidamente il veleno e la cipolla, dall’effetto antidolorifico.

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9 italiani su 10 nel corso della loro vita vengono punti da un’ape o da una vespa almeno una volta

Le api sono insetti caratterizzati da una complessa gerarchia sociale, e alle api operaie è affidato - tra gli altri - il compito di raccogliere il nettare e proteggere l’alveare. Di norma non pungono per attaccare, ma per difesa. Una difesa che all’ape costa la vita, perché il pungiglione è dotato di uncini che si agganciano nella pelle di chi viene punto e, quando l’ape tenta di estrarre l’aculeo, si verifica il distaccamento dell’addome, cui l’aculeo è collegato.

E se le api rappresentano un patrimonio da salvaguardare, come narrato in un recente romanzo di Cristina Caboni (“La custode del miele e delle api”, ed. Garzanti), l’incontro con questi insetti laboriosi può a volte rivelarsi spiacevole. Specie se non si presta la debita attenzione, esponendosi al rischio di essere punti.

9 italiani su 10, infatti, vengono punti almeno una volta nella vita da un’ape, una vespa o un calabrone e l’8% è a rischio di sviluppare una reazione allergica. Non sempre, però, si sa come gestire in sicurezza la puntura di un imenottero, tema che nel 2016 è stato al centro della campagna nazionale di sensibilizzazione “Punto nel vivo”, attivata con il patrocinio di FederAsma e Allergie Onlus - Federazione italiana pazienti e il sostegno di ALK-Abellò.

Conclusioni

Bastano semplici accorgimenti per trascorrere in serenità rigeneranti passeggiate all’aria aperta, prevenendo il rischio di punture di api o agendo con calma e tempestività in caso queste si verifichino.

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