Isolatori sismici: come rendere la tua casa antisismica

Pensare a un evento come il terremoto non è mai piacevole ma, mai come in questo caso, assicurarsi per tempo di proteggere la propria casa in modo efficace potrebbe farti dormire sonni più tranquilli.

Isolatori sismici: un sistema relativamente economico di rendere la casa antisismica.

Da un lato nel nostro Paese esiste una delle normative antisismiche più all’avanguardia ma, dall’altro lato riguarda solo le nuove costruzioni.

Case e palazzi edificati prima del 1974, ovvero prima che entrassero in vigore tali norme, costituiscono il 60% del totale e anche per questo motivo stanno aumentando le richieste di installazione di isolatori sismici o dissipatori sismici, sistemi già in uso in paesi ad alto rischio (come il Giappone o gli Usa) e che sono in grado di limitare i danni di un terremoto smorzando la forza ondulatoria o sussultoria dell’evento.

Cosa sono gli isolatori sismici

Quando la terra trema, il movimento dell’onda sismica viene trasmesso a tutte le strutture che sopra di essa sono costruite e quindi principalmente a case e palazzi creando crepe o addirittura crolli. Non potendo fermare il movimento della terra e per limitare i danni, è necessario da un lato sapere come comportarsi e dall’altro tentare di dissipare questa forza con un’attività di prevenzione sulla struttura stessa.

Gli isolatori sismici ottemperano a questa funzione, ponendosi come “cuscinetti” all’interno dei pilastri separando, di fatto, il movimento della struttura da quello del terreno in caso di sisma. Chiamato anche controllo passivo delle vibrazioni, più tecnicamente: “Il principio fondamentale delle tecniche di isolamento sismico è quello di introdurre, lungo lo sviluppo verticale di una determinata struttura, una discontinuità. Questo consente di separare in diverse ‘’sezioni’’ l’intera struttura, in modo da diminuire la trasmissione delle azioni sismiche lungo lo sviluppo verticale della struttura stessa”

Tipi di isolatori sismici e come si installano

Esistono due tipologie principali di dissipatori: isolatori sismici elastomerici e isolatori sismici a scorrimento.

  • Gli isolatori sismici elastomerici sono caratterizzati dall'alternanza di strati di elastomero e da lamierini in acciaio. All'interno possono avere un nucleo in piombo. Può essere utilizzata gomma naturale o gomma sintetica e avere una efficacia a basso, medio o elevato smorzamento. Le parti di gomma hanno bisogno di manutenzione e controllo periodico.
  • Gli isolatori sismici a scorrimento, invece sono costituiti da una coppia di superfici curve che scorrono l'una sull'altra. Hanno due funzioni principali: dissipare energia per attrito e generare la forza di richiamo per il centraggio della struttura attraverso l'azione della gravità. Sono meno costosi degli isolatori elastomerici e non richiedono ispezioni periodiche per verificarne la funzionalità. Sulle vecchie costruzioni, per via della semplicità dell’installazione, si preferisce usare questo tipo di isolatore sismico.
     
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I lavori di installazione devono essere effettuati da una ditta di ingegneria edile specializzata che si occuperà del taglio dei pilastri e dell’inserimento di questi componenti di protezione. I lavori, secondo quanto rilevato dalla maggior parte dei siti aziendali, impiegano un tempo di 1-2 giorni per ogni pilastro e hanno il vantaggio di interessare un solo livello dell’edificio (il più basso).

Il taglio dei pilastri potrebbe spaventare, “Si tratta di operazioni che richiedono una modalità di applicazione molto precisa e delicata (anche se molto semplice dal punto di vista teorico) per poter assicurare la perfetta funzionalità di tutto il sistema. Tuttavia dal punto di vista della sicurezza, questo tipo di intervento non presenta alcuna criticità: infatti, il fatto di operare contemporaneamente su solo un paio di pilastri ed avendo la possibilità di minimizzare le deformazioni indotte nella struttura, ne garantiscono la stabilità strutturale per tutta la durata dell’intervento.

Quanto costa proteggere la tua casa con gli isolatori sismici

“Con una spesa compresa fra 100 e 300 euro a metro quadro è possibile mettere al sicuro un edificio” spiega Camillo Nuti, a lungo docente di Tecnica delle costruzioni in zona sismica alla facoltà di Ingegneria di Roma Tre e attualmente ordinario di Progettazione strutturale ad Architettura: “Vuol dire 30 mila euro per appartamento di dimensioni medio-grandi e 200-600 mila euro per un classico condominio di quattro piani. Non poco ma si tratta di cifre che spesso, a pensarci, nel complesso vengono spese per una serie di interventi di tanti alti tipi ma assai meno importanti. Bisogna mettersi in testa che non ha senso rifare la cucina se poi le strutture della casa sono a rischio”.