Inquinamento acustico: cos'è e quali danni può provocare alla salute

Il rumore rappresenta un fattore di inquinamento ambientale di grande importanza sia economica che sociale, dato l'elevato numero di soggetti esposti e gli effetti che può provocare sulla salute. Proprio per questo è necessario tutelarsi, in modo passivo ed attivo.

L'inquinamento acustico può provocare danni alla tua salute. Ecco quali e come evitarlo.

L'esposizione al rumore in Europa e in Italia

Secondo l'ultimo rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente ci sono circa 125 milioni di persone in Europa esposte a livelli sonori eccedenti i 55 dB(A), valore indicativo di rischio secondo la direttiva 2002/49/EC sul rumore ambientale. E in Italia? Quasi il 50% della popolazione è esposta a livelli elevati: secondo una ricerca della Amplifon condotta su 20 città, Palermo, Firenze e Torino sono le prime tre di questa classifica negativa. Le cause: sicuramente il traffico intenso, ma anche il mancato rispetto di leggi nazionali chestentano ad essere applicate.

Come ne risente l'apparato uditivo

Non sottovalutare i danni che il rumore, specie se persistente, può causare al tuo apparato uditivo, fino a portarti alla cosiddetta ipoacusia tecnopatica, con la quale letue capacità di ascolto si degradano in anticipo rispetto alla tarda età. Questa patologia è di due tipi:

  • ipoacusia da trauma acustico acuto: è quella derivante da rumori improvvisi e molto violenti;
  • ipoacusia da trauma acustico cronico: è tipica dell'epoca moderna, proprio perché sei più soggetto ad esposizioni prolungate,causate dall'ambiente in cui vivi o da quello in cui lavori. Ed è proprio il fastidio continuo nel tempo che porta alla degenerazione uditiva. Quando cessa l'esposizione al rumore, la evoluzione della ipoacusia si arresta, ma il danno prodotto è irreversibile.

I danni extrauditivi

Esistono poi danni da rumore che causano problemi alla salute in generale. La lista di effetti dannosi comprende:

  • disturbi del sonno: si può avere difficoltà ad addormentarsi, riduzione della fase di sonno profondo, aumento dei risvegli, affaticamento e ridotte prestazioni, specie nell'apprendimento;
  •  sensazione di malessere: la maggior parte degli esseri umani risulta infastidita in modo importante a livelli di rumore superiori proprio alla soglia europea di 55 dB(A);
  • malattie cardiocircolatorie ed ipertensione: un'esposizione prolungata a rumori può causare una maggiore secrezione degli ormoni dello stress, un aumento della pressione arteriosa e, nei casi cronici, rischio di ischemia al miocardio;
  • aumento dei comportamenti aggressivi e degli sbalzi di umore
     
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I rimedi applicabili

Ecco alcune regole per proteggerti dal rumore e dalle sue conseguenze:

  • se possibile, cerca di uscire nelle ore meno trafficate e quindi meno rumorose;
  • se vivi in zone critiche, puoi approfittare degli incentivi alle ristrutturazioni edilizie e cambiare gli infissi, adottandone un tipo più silenzioso;
  • se utilizzi assiduamente auricolari o cuffie, tieni il volume non troppo alto e ogni tanto fai un pausa nell'ascolto;
  • evita di ascoltare musica ad alto volume, specie in ambienti piccoli e chiusi (come in auto);
  • usa protezioni auricolari, quali tappi in silicone o spugna, per attutire i rumori ambientali; ne esistono diversi tipi e puoi sceglierne uno in funzione delle tue esigenze e comodità;
  • se hai vicini di casa o attività commerciali a due passi particolarmente rumorosi, oltre a chieder loro di essere più educati, puoi fare un esposto al tuo comune, al fine di far verificare alle autorità competenti il rispetto dei limiti acustici previsti dalla tua regione o, in mancanza, di quelli riferiti al DPCM 1/3/1991;
  • se devi scegliere la tua nuova abitazione, considera le possibili sorgenti di rumore nei pressi, tipo strade molto trafficate, grandi attività commerciali e ricreative o, meglio ancora, se il tuo comune ha effettuato il piano comunale di classificazione acustica (P.C.C.A.) scegli la casa in una zona di classe I o II;
  • se lavori in un posto esposto a rumori e vibrazioni importanti, chiedi al tuo datore di lavoro di prendere i provvedimenti del caso, ad esempio fornendoti i necessari dispositivi di protezione individuali (D.P.I.).  

La normativa nazionale

La legge quadro 447/1995 sull'inquinamento acustico in Italia decretava delle precise modalità per la gestione del rumore e la tutela dei cittadini. In particolare affidava ad ogni regione la definizione dei criteri da adottare e dei soggetti per il controllo. Dopo l'uscita delle direttive di applicazione della legge, solo in poche regioni sono stati perseguiti gli obiettivi tracciati. mentre per molte altre l'applicazione tarda ancora oggi ad arrivare.

Nell'edilizia sono stati emanati alcuni decreti, il più noto è il DPCM 5/12/1997, con il quale si definivano i requisiti acustici passivi per i nuovi edifici, con applicazione per quelli costruiti a partire dal febbraio 1998. Però, a differenza ad esempio della certificazione energetica di un'unità immobiliare, non esiste una certificazione acustica: la legge precisa i criteri tecnici che gli edifici devono rispettare dal punto di vista acustico, ma per chi costruisce non c'è l'obbligo di presentare, nella compravendita, un documento che attesti quel rispetto.

Un discorso diverso va fatto per il rumore nelle attività lavorative, per le quali esiste un'apposita sezione (Titolo VIII, Capo II) all'interno del DLgs 81/2008, testo unico sulla sicurezza del lavoro.

Conclusione

Pur trattandosi di una tematica complessa, valuta attentamente il confort acustico degli ambienti principali in cui vivi. Tieni presente che, a fronte di un piccolo fastidio uditivo che non trascuri, cercando di evitarlo, avrai negli anni grandi benefici sulla tua salute.