Il nostro servizio clienti è a tua disposizione * campo obbligatorio
Inserisci qui la tua richiesta: lunghezza max 250 caratteri.
Il testo in eccesso non verrà inviato.

Grazie per il messaggio!

Abbiamo ricevuto la tua richiesta

A breve sarai contattato dai nostri collaboratori. Puoi tornare alla home page o visitare le pagine dedicate alle polizze vita, infortuni o salute.

Per ulteriori informazioni o richieste visita la nostra area di assistenza clienti.

Qualcosa è andato storto.

C'è stato un errore nell'invio del messaggio.

Siamo spiacenti, l'invio del tuo messaggio non è andato a buon fine.

Premi il tasto "indietro" per tornare alla pagina di contatto conservando i dati inseriti oppure riprova più tardi.

Visita l'area di assistenza per altre richieste o informazioni.

Artrosi della mano: come prevenirla e curarla

L’artrosi della mano è una malattia delle articolazioni cronico-degenerativa, cioè tende a progredire con il passare del tempo e - se non curata in modo adeguato - ad assumere forma permanente.


L'artrosi della mano colpisce soprattutto gli anziani

L'artrosi della mano è una malattia tipica degli over 65. Ecco come prevenirla e curarla.

L’artrosi provoca una progressiva degenerazione delle cartilagini che rivestono i corpi ossei articolari. In pratica le ossa delle articolazioni, senza la protezione del “cappuccio” cartilagineo, vanno incontro a un vero e proprio processo di usura.
In Italia colpisce oltre 4 milioni di persone, per la maggior parte over 65. L’artrosi della mano è inoltre più frequente nelle donne ed è dimostrato che la menopausa sia uno dei fattori che peggiora il suo decorso.

Cause principali dell’artrosi della mano

Non esistono cause specifiche che precedono l’insorgenza dell’artrosi della mano, sono invece ben noti i cosiddetti “fattori predisponenti”, ovvero condizioni nelle quali è statisticamente più frequente la comparsa della malattia.
Si parla di artrosi primaria (o primitiva) quando le cause dell’insorgenza della malattia non sono riconducibili a fattori specifici e, cioè quando si può considerare solo: 

  • La comparsa della malattia nei genitori e/o nonni (fattore genetico)
  • L’invecchiamento
  • La menopausa

Esistono invece delle patologie specifiche che possono essere direttamente connesse con l’insorgere della malattia. In questi casi, nella letteratura medica, si fa riferimento ad “artrosi secondaria”.

Le patologie o i fattori che favoriscono l’insorgere dell’artrosi secondaria della mano sono:

  • Diabete
  • Obesità
  • Arteriosclerosi
  • Traumi alla mano e al polso
  • Fratture
  • Svolgimento di lavori pesanti oppure nei quali il contatto con l’acqua è prolungato e frequente

Sintomi dell’artrosi della mano

Tra i sintomi più frequenti dell’artrosi della mano ci sono:

  • dolore
    All’inizio solitamente è di lieve entità, solo un fastidio alle dita. Con il progredire della malattia i dolori diventano più frequenti e si concentrano al mattino e alla sera. Solo quando lo stadio della malattia è avanzato il fastidio diventa continuo.

  • difficoltà nei movimenti delle dita
    I movimenti possono essere volontariamente limitati inizialmente per non provare dolore, ma in uno stadio avanzato dell’artrosi della mano è possibile che microtraumi ripetuti ai corpi ossei o microscopiche fratture delle articolazioni (causate dall’assottigliamento delle cartilagini e dallo sfregamento diretto delle ossa) generino dei noduli, simili a rigonfiamenti, che deformano l’ultima falange (i cosiddetti noduli di Heberden).

  • difficoltà a svolgere gesti o attività quotidiane
    A lungo andare, la malattia può condurre a un processo di ossificazione condrale per effetto del quale si forma nuovo tessuto osseo al posto delle cartilagini che irrigidisce le dita facendo gradualmente perdere la mobilità all’intera mano.
    In questo stadio non è raro che la persona colpita trovi difficoltà a opporre il pollice al mignolo, a tenere in mano un bicchiere, ad aprire un barattolo svitando il tappo (non per mancanza di forza ma perché non si riesce a stringere il coperchio).

I primi sintomi di artrosi si manifestano in genere intorno ai 35 anni, con lievi dolori che partono proprio da quelle articolazioni che nella quotidianità sforziamo di più (ginocchia, anche, mani). La comparsa dei sintomi però non deve impedirti di continuare a vivere la vita quotidiana ed i progetti, come hai sempre fatto. Proprio per offrirti un sostegno nei piccoli e grandi imprevisti, MetLife ha pensato delle soluzioni che ti permettono di dedicarti agli affetti ed ai tuoi progetti come hai sempre fatto, in famiglia, al lavoro e nello sport. Scopri di più.

Come prevenire l’artrosi

Non essendoci, come detto, cause scatenanti dirette, la prevenzione dell’artrosi della mano si basa essenzialmente sul controllo dei maggiori fattori di rischio come il sovrappeso, le posizioni viziate e i carichi eccessivi e ripetuti a danno delle mani.

L’attività fisica può essere una prevenzione efficace dal momento che rinforza la muscolatura di supporto alle ossa e contribuisce a recuperare mobilità articolare, il primo modo per evitare la calcificazione delle membrane. Oltre ciò mantiene il corpo in forma e fa perdere peso.

Quando si parla di artrosi della mano esistono degli esercizi specifici che possono essere praticati quotidianamente sia come riabilitazione che come prevenzione 

Per lo stesso motivo una dieta salubre, povera di grassi e cibi acidi, potrebbe contribuire a tenere lontani i principali fattori di rischio.

Le principali tecniche per individuare e curare l’artrosi della mano

Considerando che si tratta di una malattia che aumenta la sua gravità con il passare del tempo, la migliore prevenzione resta la diagnosi precoce, perché se individuata allo stadio iniziale le conseguenze più fastidiose dell’artrosi della mano, come dolore e difficoltà di movimento, possono essere ridotte sensibilmente o addirittura risolte.

Per una corretta diagnosi dell’artrosi è necessaria: “una radiografia e spesso anche un’analisi del sangue - dichiara Marco Lanzetta, consulente presso l’Istituto Italiano di Chirurgia della Mano di Monza e luminare della chirurgia della mano - La radiografia è davvero importante, sia perché fotografa lo stato delle cose e quindi il grado di artrosi presente, sia perché permette di dare una immagine del punto di partenza delle cure, e quando viene ripetuta a distanza di 1-2 anni può mettere in evidenza la velocità della progressione della malattia.”

Dopo una diagnosi di artrosi sarà più semplice individuare anche la cura specifica per lo stadio specifico della malattia.

Spesso quello che dà noia è il dolore e nelle fasi iniziali possono essere d’aiuto e sollievo delle sedute di fisioterapia, abbinate all’uso di tutori che tengono a riposo le articolazioni, specie durante la notte. Altre terapie non invasive possono includere le fangoterapie termali e la terapia del caldo che ha un effetto analgesico e decontratturante sulle parti del corpo colpite da un trauma.

Quando però l’artrosi delle mani è a uno stadio avanzato è spesso necessario ricorrere a cure farmacologiche o addirittura chirurgiche. In ogni caso è necessario un consulto medico prima di iniziare qualunque terapia specifica.

Curare l’artrosi della mano: centri specializzati, costi e agevolazioni previste dal Sistema Sanitario Nazionale

In Italia è attivo dal settembre 2013, a Monza, il Centro Nazionale Artrosi un esempio unico in Europa per la diagnosi e la cura dell’artrosi che vede tra i promotori Marco Lanzetta, chirurgo della mano di fama internazionale, l’unico medico italiano ad aver fatto parte dello staff che nel 1998, a Lione, eseguì il primo trapianto al mondo di un arto, e che oggi opera e visita pazienti da tutto il mondo presso la Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier (TV).

In generale le cure per l’artrosi della mano sono erogate sia dal Sistema Sanitario Nazionale che da Centri privati; nel primo caso è richiesto il pagamento del ticket giacché (a meno di specifiche condizioni di reddito) non è prevista esenzione.

Mentre per le cure non è possibile individuare un percorso standard, per la fase diagnostica – come già detto dal professor Marco Lanzetta – solitamente sono necessarie una radiografia e un’analisi del sangue.
Naturalmente il cittadino ha la possibilità di scegliere se prenotare (previa impegnativa del medico curante) ed effettuare le prestazioni all’interno del Sistema Sanitario Nazionale, oppure se effettuarle presso un centro o una clinica privata con una differenza evidente di costi e di tempi.

Se da un lato non è possibile quantificare esattamente i costi per le prestazioni private, che sono dettate da scelte autonome delle cliniche, dall’altro si possono dare delle indicazioni sul ticket per la prestazione erogata dal SSN: “Per le prestazioni di specialistica ambulatoriale, l’importo dovuto dall’assistito è pari alla somma delle tariffe delle prestazioni contenute nella ricetta, fino al tetto massimo di 36,15 euro per ricetta (fatta eccezione per le Regioni Friuli Venezia Giulia e Lombardia, che hanno previsto un tetto massimo di 36 euro, della regione Sardegna, che ha fissato il tetto massimo in 46,15 euro e della regione Calabria, che ha fissato il tetto in 45 euro).
Al ticket vanno aggiunte l’eventuale quota di partecipazione introdotta da alcune regioni (Lazio, Campania Molise, Sicilia) e la quota fissa aggiuntiva da 10 euro senza alcuna modifica introdotta da alcune regioni (Lazio, Liguria, Calabria, Puglia, Sicilia, Campania, Friuli Venezia Giulia, Marche Abruzzo e Molise)”.

Forse può interesarti anche:

Polizze infortuni e salute per chi viaggia, fa sport o lavora in proprio

Sei sempre al massimo dell'energia?

Se ami vita attiva, viaggi e sport ecco le polizze ideali per non farti rallentare dagli imprevisti. Da soli €9,40 al mese

Post correlati Più recente