Fare il genitore nell’era di Internet

I tuoi figli trascorrono molto tempo connessi? Sei in grado di valutare che tipo di messaggi inviano e ricevono durante le loro conversazioni online? In Italia circa 1 adolescente su 4 afferma di essere stato vittima di cyber bullismo, ovvero bullismo in rete, prima della maturità. Nell’era di Internet per un genitore può essere molto difficile affrontare una conversazione su un argomento complesso come il cyber bullismo, per questo abbiamo chiesto aiuto alla dott.ssa Bridget Green (associato di facoltà alla Scuola di specializzazione di Educazione e Sviluppo umano della George Washington University).

1.  Qual è il modo migliore per iniziare una conversazione sul cyber bullismo con mio figlio?

Le conversazioni sul cyber bullismo possono avvenire in qualsiasi momento e in qualunque luogo, ma è fondamentale che avvengano. Per favorire la comunicazione e la comprensione di questi argomenti, esprimi chiaramente il tuo punto di vista sul tema e sulle conseguenze derivanti da un’eventuale partecipazione ad atti di cyber bullismo.

Quando parli con i tuoi figli, è importante essere sicuri che loro si sentano a proprio agio nel parlare e fare domande sull’argomento.[1]  Chiedi di definire cos’è per loro il cyber bullismo, e se credi sia necessario aggiungere qualcosa, inizia la tua risposta con la parte della definizione su cui siete d’accordo. Un potenziale incipit potrebbe essere questo:

Genitore: Cos’è secondo te il cyber bullismo?

Figlio: Una persona che tratta male un’altra persona attraverso il computer.

Genitore: Esatto! Sono d’accordo, il cyber bullismo consiste nel trattare male una persona attraverso il computer o il telefono cellulare. Ma per parlare di cyber bullismo è necessario che questo comportamento si verifichi più di una volta, perché in alcuni casi le persone possono soltanto avere delle brutte giornate e dire cose che in realtà non pensano. Se invece vedi che qualcuno si comporta male in più occasioni sempre con la stessa persona, vuol dire che sta cercando di ferire di proposito i suoi sentimenti.

Con un approccio di questo tipo potrai farti un’idea di come tuo figlio percepisce il fenomeno del cyber bullismo.  Inoltre, spiegandogli che le persone possono dire cose cattive anche quando sono semplicemente tristi, frustrate o stressate potrai fortificare il suo sentimento di empatia verso gli altri. L’empatia gli impedirà di fraintendere determinati comportamenti che altrimenti avrebbe potuto interpretare come atti di cyber bullismo.  

2. Su quali siti si verificano con maggiore frequenza episodi di cyber bullismo?

Più tempo i nostri figli trascorrono online, maggiori sono le possibilità che incorrano in episodi di cyber bullismo.  Sui social media più popolari come Facebook, Instagram e Twitter i teenager pubblicano continuamente foto, video e commenti e inviano messaggi privati ai loro amici. Mentre questi tre social media attribuiscono un’identità a ciascun utente, ci sono altre app (per es. Yik Yak, Burn Book e Secret) che consentono di mantenere l’anonimato. Episodi di cyber bullismo possono verificarsi sia sui social media sia sulle app che consentono di agire in forma anonima; pertanto, è importante parlare di cyber bullismo con i propri figli prima che comincino ad utilizzare questi strumenti. 

La comunicazione sul cyber bullismo tra genitori e figli non deve mai interrompersi, anzi è consigliabile ricordare frequentemente ai propri figli qual è il comportamento corretto da tenere online. Commenta con loro le notizie relative ad episodi di cyber bullismo per far sì che non si trovino impreparati dinanzi all’attacco di un eventuale cyber bullo. Inoltre, ricordagli che devono sempre parlare con te tutte le volte in cui si ritrovano coinvolti in situazioni che creano loro disagio (sia in rete che fuori).

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3. Da quali segnali posso capire se mio figlio è vittima di un cyber bullo?

Ci sono segnali sia emotivi sia comportamentali che possono essere ricollegati al cyber bullismo. Le vittime di episodi di cyber bullismo appaiono generalmente tristi, in ansia e a volte addirittura depresse subito dopo aver utilizzato un computer, uno smartphone o un tablet.[2] È possibile notare dei cambiamenti anche a livello di comportamento, chi ha subito sul web attacchi di questo genere diventa tendenzialmente più silenzioso, distaccato e può anche capitargli di scoppiare in lacrime mentre usa il computer. Quando entri nella sua stanza, cerca di prestare attenzione ai suoi comportamenti: se al tuo ingresso in camera chiude improvvisamente una pagina web aperta oppure evita in tutti i modi di parlare con te di come trascorre il suo tempo online vuol dire che sta tentando di nasconderti qualcosa che lo mette a disagio. Le vittime di cyber bullismo possono anche rifiutarsi di andare a scuola e di utilizzare strumenti tecnologici.

4. Come devo comportarmi se scopro che mio figlio è vittima di cyber bullismo?

Quando si scopre che il proprio figlio è una “cyber vittima”, diventa fondamentale saper gestire efficacemente la situazione perché il modo in cui il genitore reagisce può influenzare il futuro rapporto genitore/figlio. Non prendere il computer e/o lo smartphone di tuo figlio e non dirgli semplicemente di spegnerli se online c’è qualcuno che lo infastidisce. Se togli la tecnologia a tuo figlio perché ti ha rivelato che riceve messaggi da un cyber bullo, in realtà lo stai punendo per un comportamento corretto. Privarlo della tecnologia inoltre non lo aiuterà a superare il suo stato di disagio sociale. È importante invece parlare con lui delle emozioni e dei sentimenti innescati da questa aggressione virtuale.

 

Quando tuo figlio ti confida di essere vittima di un cyber bullo, chiedigli di rivedere insieme il contenuto dei messaggi ricevuti. Dopo aver letto i messaggi, innanzitutto rassicuralo dicendogli che ha fatto la cosa giusta. Poi chiedigli come si sente e come vorrebbe gestire la situazione. Anche se la decisione su come agire spetta a te, in qualità di genitore, è comunque consigliabile dare al ragazzo la possibilità di avere voce in capitolo su come comportarsi.

Chiedigli se ha risposto o ha cancellato qualcuno dei messaggi ricevuti, e ricordagli di non rispondere ai comportamenti aggressivi online. Prima di cancellare un messaggio è sempre meglio effettuare uno screenshot del testo ricevuto. Se il cyber bullo frequenta la stessa scuola di tuo figlio, avvisa gli insegnanti e il direttore scolastico, perché ormai tutte le scuole hanno adottato politiche di anti-bullismo per combattere sia il bullismo tradizionale sia il cyber bullismo.

Da fine luglio in Italia è in discussione alla Camera un disegno di legge ad hoc su bullismo e cyber bullismo. Questa proposta si fonda proprio sul presupposto che questi fenomeni riguardino non solo i minori, ma anche la scuola e le famiglie dei ragazzi coinvolti. [3] 

5. Come devo comportarmi se scopro che mio figlio è un cyber bullo?

È importante insegnare al bambino come comportarsi in presenza di episodi di cyber bullismo, ma è altrettanto importante fargli capire che non deve trasformarsi in un “bullo da tastiera”.

Se scopri che tuo figlio sta facendo il cyber bullo con qualcuno, devi riuscire a tenere sotto controllo le tue emozioni senza reagire in modo aggressivo. Riesamina i post, le conversazioni e i messaggi con tuo figlio. Chiedigli per quale motivo ha inviato quei messaggi e come si sentirebbe se quegli stessi messaggi fossero stati inviati a lui. Ciò consentirà di rafforzare il suo sentimento di empatia e migliorare le sue modalità di interazione con gli altri sul web. Infine, è consigliabile fargli scrivere una lettera di scuse da inviare a tutti quelli che aveva precedentemente importunato online.[4]

ragazza stesa davanti al computer

6.  Qual è il modo migliore per controllare l’attività di mio figlio online senza invadere troppo i suoi spazi?

Se da una parte non ci si vuole intromettere troppo nella vita dei propri figli, dall’altra si vuole avere la certezza che siano totalmente sicuri sia in rete che fuori dalla rete. Leggi questa testimonianza:

Una mamma accompagna la figlia quindicenne e alcune sue amiche in un parco giochi. Una volta arrivate al parco, la mamma propone di separarsi e ritrovarsi nuovamente tutte insieme a pranzo. Giunta l’ora, la mamma chiede alle ragazze se si sono divertite e le invita a raccontarle cos’hanno fatto in quelle ore. Insomma, pur non essendo stata coinvolta direttamente in tutte le attività a cui hanno partecipato la figlia e le sue amiche, la donna era comunque certa che fossero al sicuro e che non gli sarebbe accaduto nulla mentre erano al parco.

I genitori dovrebbero provare a comportarsi in maniera simile anche per le attività online dei propri figli. Questo genere di controlli può risultare complicato perché non sempre si ha accesso alle comunicazioni che avvengono sul web, pertanto, alcuni genitori “chiedono l’amicizia” ai propri figli così da poterli tenere d’occhio almeno sui social media. Tuttavia, il resto delle comunicazioni che avvengono tramite messaggi diretti o in chat di gruppo private non potrà mai essere controllato direttamente. Proprio per questo, solo una comunicazione costante con i propri figli può aiutarci a proteggerli dai rischi che a volte si nascondono in un uso inconsapevole di internet.



[1] Hinduja, S. & Patchin, J.W. (2015). Bullying beyond the schoolyard. Preventing and responding to cyberbullying (2nd ed). Thousand Oaks, CA: Corwin Press.

[2] Hinduja, S. & Patchin, J. (2015). Cyberbullying warning signs. Retrieved from http://www.cyberbullying.us/cyberbullying-warning-signs.pdf

[4] Hinduja, S. & Patchin, J.W. (2015). Bullying beyond the schoolyard. Preventing and responding to cyberbullying (2nd ed). Thousand Oaks, CA: Corwin Press.