Tutto il bello del trekking in sicurezza

Il trekking è uno sport bellissimo. Ci consente di fare movimento ammirando i meravigliosi paesaggi della montagna, respirando aria fresca e pura dell'alta quota, godendo la serenità e la tranquillità di boschi e prati. Tuttavia le escursioni in montagna nascondono tante insidie e diversi pericoli che è meglio evitare seguendo alcune regole che possono garantire la nostra sicurezza.

Costretti come siamo a correre ogni giorno tra casa e ufficio, abbiamo perso il contatto con la natura e un ritmo di vita più a misura d’uomo. Ecco perché, ogni volta che possiamo, cerchiamo di fuggire verso luoghi selvaggi e incontaminati: da soli o in compagnia, sentiamo il bisogno di nutrire corpo e mente.

Spesso però affrontiamo le avventure con incoscienza e poca consapevolezza, sopravvalutando le nostre capacità di camminatori indefessi e sottovalutando tutta quella serie di piccoli accorgimenti che hanno invece permesso agli amanti dell’escursionismo di raccontare le loro avventure.

Cose da sapere prima di avventurarsi in montagna

La montagna - come la Natura in generale - ha le sue regole e nessuno, nemmeno i maestri escursionisti più esperti, può permettersi di ignorarle, se non ci si vuole ritrovare a dover affrontare pericoli nascosti tra i sentieri.

Per fare trekking in sicurezza è necessaria la conoscenza del posto, l’esperienza dei propri limiti fisici e del territorio che si vuole esplorare, una buona preparazione fisica e una buona dose di buon senso.

I percorsi da trekking vanno programmati “a tavolino” e affrontati nelle migliori condizioni possibili, sia fisiche che meteorologiche. Gli esperti di escursionismo suggeriscono di scegliere i percorsi in base al livello di difficoltà, tenendo conto di capacità e competenze tecniche, e in base alla lunghezza, scegliendo in funzione di capacità fisiche e allenamento.

 

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Classificazione dei percorsi di trekking

I livelli di difficoltà dei percorsi sono indicati dalle mappe I.G.M (Istituto Geografico Militare), disponibili sia in formato cartaceo che digitale, ben specificate e sempre aggiornate.

Nella scala di difficoltà si va dai percorsi turistici (indicati con una T sulle mappe) ai percorsi per Escursionisti Esperti con Attrezzatura Invernale (indicati con una EEI). Vediamo in breve le principali differenze:

➔ Un percorso Turistico (T) non richiede un allenamento fisico specifico, può essere breve o di media lunghezza, è adatto anche a famiglie con bambini e non presenta problemi di determinazione della posizione. Sono indicate da linee rosse continue sulle mappe.

➔ Un percorso Escursionisti (E) è segnalato da paletti rossi e bianchi, di solito si svolge in aperta montagna e richiede un minimo di attrezzatura (mappa e scarpe, come minimo).

➔ Un percorso Escursionisti Esperti (EE) è ben segnalato e prevede fondi ghiaiosi, pendii innevati e anche qualche arrampicata rocciosa (di bassa difficoltà). Fortemente sconsigliato a chi soffre di vertigini. Sulle mappe, sono indicate da linee tratteggiate.

➔ Un percorso Escursionisti Esperti con Attrezzatura (EEA) prevede l’uso di ganci, corde e imbracature e una preparazione di alto livello. Indicate sulle mappe da una serie di linee punteggiate, sono da evitare per i principianti del trekking.

➔ Infine un percorso Escursionisti Esperti con Attrezzatura invernale (EEI) rappresenta il massimo grado di difficoltà e prevede l’uso di ramponi, ciaspole e attrezzi utili per avanzare sulla neve.

Evitare di sopravvalutarsi è la prima regola da tenere in considerazione per scegliere il percorso più adatto. Evitare di sottovalutare la difficoltà del percorso è la seconda: anche se, sulla carta, sembra il più semplice!

Abbigliamento e accessori da trekking

La scarpa è l’elemento più importante per un escursionista: deve essere flessibile e con suola antiscivolo, in gomma Vibram - come suggeriscono gli esperti - per assicurare maggiore aderenza al terreno, confortevole e indossata per qualche giorno prima di avventurarsi tra i percorsi.

Per evitare la comparsa di fastidiose verruche è buona abitudine usare la scarpa specifica con calze traspiranti, meglio se di lana - per ridurre l’attrito - e fino al ginocchio, per ripararsi da eventuali morsi di vipera.

Altro fidato compagno di viaggio è lo zaino, ma bisogna saperlo scegliere: più giorni dura l’escursione, più grande e capiente sarà lo zaino. Per intenderci, un 35 litri può andare bene per un’escursione in giornata; mentre un 50 litri è una scelta obbligata nel caso di un’esperienza di più giorni.

Buona abitudine è provare l’aderenza dello zaino al proprio corpo prima di acquistarlo e imparare ad indossarlo correttamente per evitare una cattiva distribuzione dei pesi con conseguenti problemi alla schiena. In questo video di appena 90 secondi, viene spiegato come fare.

Altro dettaglio importante è la distribuzione del peso all’interno dello zaino: i carichi più leggeri vanno in basso, mentre la “zavorra” deve essere posizionata nella parte più vicina alla schiena all’incirca a mezza altezza dello zaino, per evitare pericolosi sbilanciamenti durante le passeggiate.

Gli accessori extra che di certo non possono mancare nello zaino sono:

➔ guanti e cappello di lana (anche d’estate), per proteggersi dalla dispersione termica

➔ occhiali da sole e k-way (antivento e impermeabile)

➔ buona riserva di acqua e sali minerali (ricordarsi di bere spesso)

➔ powerbank per assicurarsi uno smartphone sempre carico e pronto all’uso.

Condizioni ottimali per fare trekking

Data la rapidità con cui cambiano le condizioni climatiche nelle zone di montagna, consultare le previsioni meteo la mattina dell’escursione è la scelta più sensata da fare, tenendo sempre a mente che in caso di piogge (più frequenti nelle ore pomeridiane) i sentieri di montagna diventano scivolosi, rendendo l’escursione potenzialmente pericolosa.

Quindi studiare bene il percorso e i singoli sentieri che lo compongono può essere un’ottima strategia, utile anche nel caso in cui si venga sorpresi da tuoni e fulmini. Ricordiamo che, in questi casi, non bisogna sostare in luoghi aperti o sotto alberi isolati, né vicino ai corsi d’acqua, ma cercare riparo all’interno di grotte naturali o (meglio) nel rifugio più vicino.

E in presenza di nebbia? Non farsi prendere dal panico e muoversi in gruppo (da soli è più facile perdere l’orientamento e allontanarsi senza rendersi conto delle distanze).

due ragazzi che fanno trekking

Cosa fare in caso di pericolo

Partendo dal presupposto che prevenire è meglio che curare, vediamo di capire quali pericoli potremmo trovarci ad affrontare durante un’escursione in montagna.

A parte il maltempo pronto a sorprenderci quando meno ce lo aspettiamo (argomento da studiare/ripassare a casa prima della partenza per sapere come comportarsi in caso di bisogno), possiamo ritrovarci a fare i conti con massi in caduta libera (più probabile nelle ore più calde della giornata o in caso di forti piogge o passaggio di animali selvatici) e punture di insetti o morsi di vipera.

Per limitare i danni dei possibili incontri ravvicinati con la natura è buona norma affrontare l’escursione con braccia e gambe ben coperte, soprattutto se si è soggetti sensibili o allergici alle punture di insetti. Di fondamentale importanza avere un kit di pronto intervento medico nello zaino, facilmente raggiungibile con le mani, in caso di bisogno.

Il kit standard (esistente in commercio) può essere poi arricchito di alcuni accessori utili in casi particolari: ad esempio un accendino antivento, acqua ossigenata (utile anche in caso di avvelenamento del nostro amico a 4 zampe in escursione con noi), collirio e fischietto di segnalazione.

App utili per fare trekking in sicurezza

E prima di partire assicuriamoci di aver scaricato sul nostro smartphone una di queste app.

MyTracks può essere molto utile per tutte le attività all'aria aperta come l'escursionismo, bicicletta e moto, canottaggio, sci o arrampicata: mostra la nostra posizione su Google Maps, registrando il percorso fatto (e ne permette la condivisione), misurando distanze e dislivelli.

GeoResQ è un vero e proprio servizio di geolocalizzazione gestito dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) e promosso dal Club Alpino Italiano (CAI) che consente di determinare la propria posizione geografica, di effettuare il tracciamento in tempo reale delle proprie escursioni, garantisce l’archiviazione dei propri percorsi sul portale dedicato, ed in caso di necessità l’inoltro degli allarmi e delle richieste di soccorso attraverso la centrale operativa GeoResQ.

Ogni escursione è bella da vivere, ma soprattutto da raccontare agli amici, quindi godetevi la natura, ma siate sempre cauti, attenti e accorti.

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