Eredità: successione o donazione? Cosa conviene di più

La successione e la donazione in vita sono due opzioni per garantire che il passaggio patrimoniale agli eredi avvenga in maniera corretta. In entrambi i casi ci sono delle spese da sostenere, ma qual è l'opzione che fa risparmiare? In cosa consistono queste due opportunità?

Durante il corso della vita, potresti decidere di dividere il tuo patrimonio personale tra le persone a te care. Scegliere di anticipare la dichiarazione di successione, può permettere di agevolare alcune incombenza che spetteranno ai tuoi eredi dopo la tua morte. Questa scelta può semplificare una normale successione, ma determina anche qualche controindicazione.

Vediamo insieme quali differenze ci sono tra una donazione e una successione.

Donazione in vita: cos’è

L’atto di donazione è un vero e proprio contratto, sottoscritto attraverso un documento pubblico e davanti a un notaio, alla presenza di almeno due testimoni che non siano parenti, coniuge o affini o direttamente coinvolte nell’atto. [1]

Puoi decidere di donare una casa o altri immobili di proprietà ad uno o più eredi, ma le donazioni possono riguardare anche terreni, denaro, quote azionarie, quote societarie o veicoli.

Sull’atto devono essere riportati i dettagli del bene o dei beni che vengono donati, la loro descrizione e l’indicazione del valore. Quest’ultimo è un dato fondamentale perché utilizzato per calcolare le imposte da applicare.

Se decidi di procedere alla donazione, non puoi tornare indietro sulla tua decisione, a meno di non voler sottoscrivere una nuova donazione di “senso” opposto e pagando dunque anche tutti gli oneri relativi per l’atto e le parcelle.

Altro aspetto fondamentale della donazione è l’accettazione di chi riceve il bene: il ricevente deve fornire una risposta chiara ed esplicitare se vuole o meno ricevere la donazione.

Chi può fare una donazione di beni e chi no

I soggetti che possono sottoscrivere una donazione sono:

·        Le persone fisiche in grado di intendere o volere;

·        Le persone giuridiche, siano esse associazioni, fondazioni riconosciute o società, sia pubbliche che private;

Viceversa non possono donare i minori, le persone che sono state sottoposte a un’amministrazione di sostegno e che dunque non dispongono autonomamente dei propri beni, gli inabilitati o gli interdetti, anche temporanei.

Una donazione da parte di questi soggetti potrebbe essere impugnata e annullata dai familiari, dagli eredi o dal donante stesso. Inoltre non è possibile donare beni il cui possesso sarà successivo all’atto di donazione.

Chi può ricevere una donazione?

È ammessa la donazione a favore di:

·        Persone fisiche

·        Persone giuridiche

·        figli non ancora nati e perfino non ancora concepiti, come ha stabilito l’articolo 784 del Codice Civile. In questi casi i genitori accettano la donazione, mentre il donante (o i suoi eredi) si occupa di amministrare il bene se non ci sono diverse disposizioni e fino a quando il beneficiario della donazione non sia in grado di entrarne legalmente in possesso;

·        minori, ma solo tramite i genitori e dopo autorizzazione del giudice tutelare;

·        interdetti, ma solo tramite i legali rappresentanti e dopo autorizzazione del giudice tutelare.

Tasse da pagare sulla donazione

Le donazioni sono soggette a imposte che vengono calcolate in base ad aliquote e a franchigie. Il beneficiario delle donazioni pagherà:

·        il 4% per il coniuge e i parenti in linea retta, da calcolare sul valore eccedente 1 milione di euro, per ciascun beneficiario;

·        il 6% per fratelli e sorelle, da calcolare sul valore eccedente 100mila euro, per ciascun beneficiario;

·        il 6% da calcolare sul valore totale, quindi senza alcuna franchigia, per gli altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al terzo grado;

·        l’8% da calcolare sul valore totale quindi senza alcuna franchigia, per le altre persone.

Inoltre devono essere pagate:

·        l’imposta di registro di €200,00;

·        la parcella del notaio;

·        in caso di beni immobiliari o diritti su beni immobiliari, anche le imposte ipotecaria e catastale del 2% e del 1%. Se si tratta di prima casa il valore è fisso ed è di 200,00 euro ognuna.

Il rispetto della quota legittima

Analogamente a quanto accade con il testamento, la donazione deve tenere ben presente l’esistenza di norme specifiche che tutelano gli eredi legittimi e non può in alcun modo sovrastarle o aggirarle. Ciò significa che in fase di donazione si deve tener presente quali siano le “quote legittime” del patrimonio che spettano a determinati familiari:

·        il coniuge;

·        i figli;

·        i genitori.

A costoro non è possibile ledere la quota legittima, ma solo aumentarla se lo si vuole. In caso di violazione, gli eredi che hanno visto diminuire la propria quota, possono intraprendere un’azione legale e richiedere la riduzione e il reintegro della quota legittima.

Successione: cos’è e quanto costa

Se il bene non viene trasferito quando il proprietario è in vita, attraverso una donazione o una vendita, tutte le pratiche saranno demandate al momento della scomparsa del proprietario legittimo del bene.

In questo saranno gli eredi a presentare dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla data del decesso. La pratica di successione può essere presentata direttamente i servizi telematici, nell’ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate o tramite un intermediario abilitato.

La domanda di successione non deve essere presentata se:

·        l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto;

·        l’eredità ha un valore totale inferiore a 100mila euro;

·        Nell’eredità non ci sono beni immobiliari o diritti immobiliari.

Sulla successione vengono applicate delle aliquote e delle franchigie sul valore complessivo della successione:

·        viene applicato il 4% sul valore complessivo netto per i trasferimenti dove gli eredi sono il coniuge o i parenti in linea retta (ascendenti e discendenti), dell’ammontare eventualmente eccedente la quota di 1 milione di euro per ogni beneficiario;

·        viene applicato il 6% sul valore complessivo netto, per i trasferimenti in favore di fratelli o sorelle, calcolato sulla quota di eredità che supera 100 mila euro e per ciascun beneficiario;

·        viene applicato il 6% sul valore complessivo netto, per i trasferimenti in favore di altri parenti fino al quarto grado, degli affini in linea collaterale fino al terzo grado, senza applicazione di alcuna franchigia;

·        viene applicato l’8% sul valore complessivo netto, per i trasferimenti in favore di tutti gli altri soggetti, senza applicazione di alcuna franchigia.

È possibile anche chiedere una rateizzazione, se l’importo da pagare è superiore ai 1.000 euro. In caso di rate:

·        almeno il 20% dell’importo deve essere versato entro sessanta giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione;

·        la restante parte, può essere versata in otto rate trimestrali (dodici, per importi superiori a ventimila euro), sulle quali sono dovuti gli interessi calcolati dal primo giorno successivo al pagamento della tranche iniziale. Le rate scadono l'ultimo giorno di ciascun trimestre.

In caso di successione di beni immobiliari è inoltre dovuta l’imposta di trascrizione e catastale, entrambe di €200,00 per la prima casa o del 2% per tutti gli altri immobili.

Successione o donazione, cosa conviene di più?

Per tutto quanto abbiamo detto fino a questo punto e considerando i costi dell’uno e dell’altro atto, non sembrano esserci grosse differenze.

Tuttavia c’è da dire che qualche sostanziale differenza c’è e può far pendere l’ago della bilancia da un lato o dall’altro.

Donazione: vantaggi e svantaggi

La donazione è un atto che contiene in sé dei rischi, primo fra tutti quello di poter essere impugnato da altri eredi legittimi anche dopo la morte del donante, se la cosa non viene ritenuta equilibrata. Se ciò dovesse accadere è possibile chiedere una riduzione della donazione che comporta una vera restituzione ai legittimi eredi di quanto donato (purché la richiesta avvenga entro 20 anni dalla donazione).

Per questo motivo, nel caso di donazione, difficilmente viene concesso un mutuo o un prestito se l’ipoteca riguarda proprio un immobile oggetto della donazione. Per questo motivo la donazione è un atto non consigliabile, ad esempio, nel caso in cui un genitore decida di donare un immobile a uno dei figli ma è previsto che questa casa dovrà essere ristrutturata sfruttando un prestito.

Un indubbio vantaggio fiscale della donazione si può ottenere con la riserva di usufrutto cioè separando il diritto di uso e il valore dell’usufrutto del bene. Se si tratta di una casa, ad esempio, la persona alla quale viene donata ne entra effettivamente in possesso ma l’usufrutto del bene resta al donante. Questo può ridurre molto la tassazione sull’atto di donazione e renderlo per questo motivo più conveniente rispetto a una successione post-mortem.

Il costo della donazione non è molto inferiore alla successione da quando sono state adeguate le leggi in materia. Le regole imposte per le due tipologie di cessione sono quasi le stesse e favoriscono gli eredi diretti.

Successione: vantaggi e svantaggi

La successione testamentaria o per linea diretta è certamente considerata più “sicura” della donazione, anche se sappiamo bene che può essere ugualmente impugnata dagli eredi che ritengano, eventualmente, di essere stati sfavoriti.

Di contro, la donazione può essere decisa e pianificata con tranquillità mentre una successione potrebbe arrivare all’improvviso: in questo caso gli eredi potrebbero trovarsi in una situazione finanziariamente non semplice, dal punto di vista economico.

Un’eredità può, infatti, essere pesante da sostenere in termini economici.

Una terza strada: la polizza assicurativa sulla vita

Donare capitali mobili o immobili a un figlio, al coniuge o a un’altra persona cara, ti dà modo di aiutarlo a mantenere un tenore di vita adeguato o a costruirsi un futuro economicamente più sereno. Abbiamo visto però, come sia la donazione che la successione potrebbero avere un impatto molto importante sull’economia di una famiglia perché entrare in possesso legittimo di un’eredità rende necessarie delle spese cospicue.

Esiste però una strada possibile per tutelare il tenore di vita e i tuoi beni: un’assicurazione sulla vita ti permette di destinare un capitale importante ai tuoi cari che potranno usarli in caso si renda necessario procedere improvvisamente a una successione.

In poche parole un’assicurazione sulla vita ti consente di tutelare l’imprevisto: i tuoi eredi, beneficiari della polizza, potranno utilizzare il capitale assicurato per liquidare costose pratiche successorie senza rischiare di perdere beni o di intaccare il tenore di vita.

Conclusioni e consigli finali

Scegliere se destinare il proprio patrimonio o parte di esso con una donazione, non ha, in termini economici, molta differenza rispetto ad una successione. Nel primo caso è possibile scegliere le modalità e i tempi della cessione attraverso un contratto sottoscritto con o senza l’ausilio di un pubblico ufficiale.

Nel secondo caso, invece, il passaggio del bene avviene in successione dopo la morte del proprietario legittimo ed in maniera indistinta assieme ai suoi averi.

In entrambe le situazioni deve essere rispettata la quota legittima per chi ne ha diritto e pagata una quota di tasse e le parcelle ai professionisti che elaborano le pratiche.

Proprio per questi motivi, una successione improvvisa potrebbe mettere in difficoltà gli eredi che vengono messi di fronte a spese da affrontare, spesso cospicue, ma necessarie per entrare in possesso legale dei beni. In situazioni dove esistono dunque beni immobili, terreni o altre proprietà di valore, è sempre consigliabile tutelare gli eredi con un’assicurazione sulla vita del proprietario, che dà modo di poter conservare intatto tutto il patrimonio in successione.

[1] L’atto è disciplinato dall’articolo 769 del Codice Civile.