Giugno è il mese caldo del fisco: ecco le scadenze da ricordare

Versamento dell'F24, rate Iva, Imu e Tasi, giugno è un momento importante per i contribuenti. Ecco tutto quello che devi ricordare con l’appuntamento fiscale di giugno.

A giugno salgono le temperature e col caldo meteorologico arriva anche quello fiscale. Le scadenze di questo mese sono davvero tante e i contribuenti sono tenuti a ricordare i diversi appuntamenti. Eccoti una guida rapida che ti può evitare spiacevoli dimenticanze e ti consente di adempiere a tutti gli oneri fiscali dovuti.

I versamenti dell’IVA, dei contributi e delle ritenute

Se sei titolare di una ditta individuale o amministri una società soggetta a IVA, la prima scadenza è il 15 giugno, data entro la quale ti devi ricordare di emettere, e quindi registrare, tutte le fatture che fanno riferimento a beni che sono stati spediti tra il primo e il trentuno maggio. Va quindi versata l’Imposta sul valore aggiunto relativa attraverso il canonico modello F24 da presentare tramite Entratel o servizio di online banking dell’istituto dove hai i rapporti.

Sempre utilizzando il modello F24, è necessario pagare le ritenute d’acconto dell’IRPEF entro il 18 giugno.

Se sei un sostituto d’imposta hai, infatti, l’obbligo di versare allo Stato le imposte relative ai redditi da lavoro dipendente (o assimilati), le addizionali comunali e le addizionali regionali. Inoltre devi “girare” allo stato le ritenute sui redditi generati dall’eventuale lavoro autonomo dei tuoi collaboratori e le provvigioni generate dai rapporti di mediazione, rappresentanza o di agenzia, riferiti al mese di maggio. Infine puoi versare, utilizzando il medesimo modello, anche i contributi INPS inerenti il lavoro dipendente effettuato a maggio.

Le tasse sugli immobili: IMU, Tasi e la cedolare secca

Non sono solo redditi e contributi. Nel mese di giugno ci sono, infatti, scadenze che riguardano imposte e tasse sugli immobili: IMU e TASI. La prima viene pagata in acconto il 18 giugno (la seconda rata a dicembre) su tutti gli immobili che possiedi, ad eccezione della prima casa. La seconda riguarda, invece, tutti i servizi legati agli immobili, come ad esempio la manutenzione stradale o l’illuminazione pubblica, ed è da versare in forma unica. Entrambe possono essere pagate attraverso i modelli F24, anche semplificato, ma devi tenere a mente alcune particolarità introdotte da recenti decreti [1]:

  • poste e banche non possono accettare pagamenti F24 allo sportello che riguardano titolari di partita IVA, che abbiano “crediti compensati” o siano “zero”. In questo caso i versamenti devono essere effettuati attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate, Entratel o tramite servizio di online banking del tuo istituto;
  • è nuovamente possibile pagare allo sportello, in contanti, con assegno o tramite addebito in conto, F24 che siano superiori ai 1.000 euro.

Sempre in tema di immobili, a fine giugno bisogna pagare la cedolare secca, ovvero un regime facoltativo, che obbliga i locatari a pagare un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali, per la parte derivante dal reddito dell’immobile. Di contro, se scegli la cedolare secca, non dovrai versare l’imposta di registro e l’imposta di bollo, di solito dovute per registrazioni, per le risoluzioni e per le proroghe dei contratti di locazione.

Se hai deciso di dividerla in due rate e l’importo è superiore a €257,52, dopo il primo anno di esercizio, il 30 giugno dovrai pagare in acconto il 40%, mentre la restante parte entro il 30 novembre.[2]

Le scadenze di fine mese

Il 30 giugno sono previste diverse scadenze, tuttavia, essendo sabato, slitteranno tutte al 2 luglio. Sono da  pagare i saldi 2017 e gli acconti di diverse imposte tra cui l’Irap, l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive che fa riferimento alla produttività delle imprese sul territorio regionale nell’anno precedente. Con le stesse modalità vanno pagate anche:

  • Ires (Imposta sul reddito delle società);
  • Ivie (Imposta sul valore degli immobili situati all'estero);
  • Ivafe ('Imposta sul Valore delle Attività detenute all'Estero);
  • contributi INPS per i contribuenti iscritti alla “Gestione separata”[3].

Come già accennato nel paragrafo precedente, il 30 giugno è prevista la prima rata per coloro che hanno scelto di utilizzare la cedolare secca.

Conclusioni e consigli per non farsi trovare impreparati

Le scadenze nel mese di giugno sono tante, anche se è plausibile che non sarai chiamate a pagarle tutte. Per ricordarle puoi affidarti ad un consulente o al tuo commercialista di fiducia che, non solo potrà effettuare direttamente i pagamenti addebitandoli sul tuo conto corrente, ma saprà avvisarti in caso di proroghe, modifiche legislative o aggiornamenti normativi.

In alternativa puoi chiedere uno specchietto riepilogativo con tutte le scadenze annuali o semestrali che ti riguardano e segnarle sull’agenda, magari con qualche giorno d’anticipo. Se sei più tecnologico, puoi utilizzare le funzionalità di “alert” dello smartphone o dei vari calendari elettronici.

Qualora dovesse sfuggire una scadenza, non ti preoccupare: anche pagando qualche giorno dopo, la maggiorazione, di solito, non arriva all’1% del dovuto.

Fonti per questo articolo

[1] Decreto Legge 193/2016 http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/10/24/16G00209/sg

e decreto 66/2014 http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/04/24/14G00079/sg

[2] http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/schede/fabbricatiterreni/cedolare+secca/scheda+informativa+cedolare+secca

[3] https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=45795

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