Forse non tutti ne sono a conoscenza ma in base a una nuova disposizione del governo, se hai acquistato una casa con un mutuo e non paghi 18 rate consecutive, la casa torna di proprietà della banca. Cosa avviene quando sei inadempiente? E come evitare che ciò accada?

Se potessi avere 1000 euro al mese 

“Se potessi avere mille lire al mese”, cantava Gilberto Mazzi nel 1939. Una canzone che, oggi come allora, esprime uno dei più grandi desideri dell’uomo moderno: quella voglia di sicurezza e serenità che solo la stabilità economica può dare. Una stabilità che, nell’arco dell’ultimo secolo, è diventata sempre più appannaggio di pochi fortunati.

I miei genitori, hanno avuto certezze che oggi io e te, forse non abbiamo. I contratti a tempo indeterminato non ci garantiscono il lavoro a vita, nella misura in cui i mercati cambiano, si evolvono. Le economie, così come la concorrenza diventano questioni globali, che spingono le imprese a essere più competitive, a reinventarsi, o, nella peggiore delle ipotesi, a chiudere. Il vento del cambiamento è inevitabile, e ci porta a essere più cauti dei nostri genitori. Forse meno ambiziosi, è vero, ma sicuramente più attenti.

La modernità e il benessere - già dalla la prima guerra mondiale - hanno inculcato nella testa della gente che la casa fosse un diritto sacrosanto, irrinunciabile. Eppure, oggi sembra quasi che sia un obbligo doverci rinunciare.

Puoi davvero permetterti un mutuo?

Questa è la prima domanda che devi porti, prima di firmare qualunque carta. Oggi, infatti, essere “avanti” significa pensare più come i nostri nonni, che come i nostri genitori. Devi fare attenzione, e valutare se hai la sicurezza per poter pagare un mutuo.

Se questa sicurezza non c’è, allora, devi ricorrere a soluzioni che ti consentano di dormire sonni tranquilli, se dovesse insorgere qualche imprevisto. E lo scrivo a fronte di alcuni cambiamenti legislativi, attualmente in atto proprio sulla delicata questione del mutuo.

"Decreto mutui" 2016: cos'è e come funziona

Il mese di marzo ha visto il primo ok da parte delle commissioni Finanze di Camera e Senato del cosiddetto “decreto mutui”, un progetto di riforma scaturito dalla necessità di recepire la direttiva UE n. 2014/17.  La novità più importante sta nel fatto che una banca che ha concesso un mutuo per l’acquisto di un immobile, possa rientrarne in possesso, senza passare per le lungaggini burocratiche delle vie giudiziarie italiane. Fino ad oggi, infatti, le banche impiegavano anni prima di rientrare in possesso dei soldi prestati, soprattutto per l’acquisto di una prima casa o in presenza di debitori con famiglia e figli.

Se il decreto mutui diventasse legge, invece, ci sarebbe una svolta epocale: nel caso in cui il debitore non paghi 18 rate consecutive, e non più sette, come indicava originariamente la proposta di legge, l’immobile potrà essere messo in vendita, a patto che il valore riconosciuto sia stimato “al miglior prezzo di realizzo possibile, indipendentemente dal debito residuo

Dopo 18 rate non pagate perderai casa?

Il motivo dell’innalzamento del numero di rate non pagate, prima dell’espropriazione dell’immobile, sta in una serie di proteste mosse di fronte all’opportunità di agevolare le banche nel recupero dei crediti.

Il relatore della Camera, Giovanni Sanga, vincola infatti l’Esecutivo a disciplinare l’eventuale inadempimento del debitore esclusivamente per i mancati pagamenti e non per i versamenti in ritardo. Ciò significa che l’espropriazione per il mancato pagamento, scatterà solo dopo 18 rate non pagate – e non per le 7 mensilità, inizialmente proposte.

Mutuo non pagato casa all'asta

NB → La normativa, si applicherà soltanto ai nuovi mutui sottoscritti dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo attualmente all’esame del Parlamento.

Una svolta epocale

Oggi, alla prima rata non pagata la banca può muoversi per vie legali nei tuoi confronti. Questo, però, ha un costo non indifferente, e per ragioni puramente economiche, gli istituti di credito aspettano almeno sei o sette mensilità non saldate, prima di ricorrere a vie legali.

Un avvocato scriverà, e invierà una diffida, con conseguente decreto ingiuntivo. Si finirà in tribunale, un giudice nominerà un perito, il quale dovrà valutare l'immobile. A quel punto, si potrà procedere con la vendita. E qui, casca l'asino. Che significa? Quando un'asta non va a buon fine, la base di partenza subisce un calo del 20%, rispetto al prezzo stimato. Ad esempio, un immobile stimato 50,000 €, alla seconda asta, partirà da 40,000 € (questo, per ogni asta successiva).

Domani, invece, come dovrebbe funzionare? Al momento di stipulare il tuo mutuo, ti verrà chiesto di firmare una dichiarazione - chiamata patto commissorio - che permette alla banca di avvalersi della tua casa, dopo 18 mensilità non dovute. Un abbattimento di tempi e costi non indifferente, non trovi?

NB → Le mensilità vanno considerate nel totale, e non nella loro regolarità.

postato: Maggio 27, 2016