Le violazioni del codice della strada sono sempre più semplici da rilevare attraverso le nuove tecnologie e questo è certamente un deterrente nei confronti dei più disinvolti. Esistono però situazioni nelle quali il destinatario della multa che segue la segnalazione di un’infrazione, la ritiene non commisurata al reato oppure non dovuta. Ecco perché la legge consente di impugnare il provvedimento sanzionatorio ed effettuare un ricorso.

 

I requisiti per effettuare il ricorso dopo una multa

Per poter presentare un ricorso per una multa è necessario che ci siano delle condizioni specifiche. Il destinatario deve verificare che:

  • la multa è stata rilevata con apparecchiature non omologate;
  • dopo aver pagato la multa, viene notificato nuovamente lo stesso verbale;
  • risultano incongruenze nel verbale (incompleto, illeggibile, dati errati) oppure se la multa è stata elevata da un agente che non è nel proprio territorio di competenza;
  • nel caso si tratti di una multa per superamento dei limiti di velocità, l’infrazione è stata rilevata da un autovelox non adeguatamente segnalato;
  • la notifica del verbale è arrivata dopo 90 giorni dalla data di accertamento (non da quella di infrazione). Il limite è innalzato a 150 giorni per i residenti all’estero;
  • la multa è stata rilevata da ausiliari del traffico e contesta una infrazione diversa da sosta e/o fermata del veicolo dove è vietato;
  • la multa riguarda un veicolo venduto o ceduto, per il quale sia già stato eseguito il passaggio di proprietà.

Quando invece ricevi una multa che credi ingiusta per motivi che differiscono da quelli sopra elencati, puoi raccogliere delle prove e rivolgerti al Giudice di Pace. Un esempio? Se hai ricevuto una multa per divieto di sosta in un’area dove il divieto non era opportunamente segnalato con cartello stradale oppure segnaletica orizzontale (ad es. strisce blu).

Come e a chi presentare il ricorso multa

Secondo il codice della strada, la richiesta di ricorso quando pensi di non meritare una multa può essere presentata al Prefetto [1] oppure al Giudice di Pace [2].

Non sono due alternative equivalenti, però: nel primo caso si tratta di un atto più semplice e chiama in causa il giudizio del Prefetto perché riveda la multa se c’è una evidente irregolarità nel verbale, come nei casi citati nel paragrafo precedente.[3]

In questo caso il ricorso deve essere presentato entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notifica della multa e può essere spedito direttamente al Prefetto, al Comando dei Vigili Urbani oppure all’ufficio che ha effettuato l’accertamento. La presentazione del ricorso deve avvenire attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno. Nella richiesta puoi chiedere di essere ascoltato personalmente.

Una volta ricevuto il ricorso, il Prefetto esamina l’appello (e valuta l’eventuale audizione). I tempi di risposta non possono superare i 120 giorni: sarà emanata una ordinanza per accogliere o rigettare la richiesta di ricorso, per annullare la contravvenzione, per modificarla o per confermare il pagamento.

Nel caso non venisse emessa alcuna ordinanza entro il limite fissato, il ricorso si considera accolto.

Per ricorrere al Giudice di Pace bisogna invece presentare istanza entro 30 giorni dalla data di notifica della multa. Il ricorso deve contenere, oltre alla richiesta del riesame, tutte le informazioni e i supporti necessari per sostenere le parti di chi non crede di meritare la multa: foto, resoconti, dichiarazioni. Il ricorso al Giudice di Pace è un vero atto di procedura civile e, in questo caso, sono dunque ammesse delle prove a sostegno delle tesi del ricorrente. Si possono anche indicare testimoni che saranno ascoltati a discrezione del Giudice di Pace.

Come nel caso del Prefetto, la domanda di revisione, con allegata la documentazione a supporto, deve essere inviata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, oppure depositata alla Cancelleria del Giudice di Pace competente. Da qualche tempo la domanda può essere inserita anche utilizzando i servizi online messi a disposizione dal Ministero [4]

Una volta valutata la fondatezza della richiesta, il Giudice può decidere in tuo favore oppure respingere l’appello presentato e dunque obbligarti a pagare la multa prevista.

I costi da sostenere quando si fa ricorso per una multa

In sé, i costi che devi sostenere per presentare ricorso sono davvero minimi:

  • nel caso del ricorso al Prefetto la procedura è gratuita
  • nel caso del ricorso al Giudice di Pace, trattandosi di un atto di giurisprudenza, bisogna sostenere alcuni costi legati all’avvio dell’iter: il contributo unificato va dai 43 euro, per i ricorsi contro multe al di sotto dei 1.100 euro, fino ai €237 per quelle oltre i 5.200 euro. A questi costi si aggiungono €27 per la marca da bollo.

Tuttavia ci sono alcune valutazioni da fare per capire se vale la pena di provare la via del ricorso. Innanzitutto devi considerare che, facendo ricorso per una multa, perdi il diritto di godere dello sconto del 30% sulla sanzione previsto per chi ne ha diritto e decide di pagare la contravvenzione entro 5 giorni dalla notifica [5].

Conclusioni e piccoli consigli

Prima di presentare ricorso per una sanzione che ritieni ingiusta, valuta attentamente le condizioni previste dalla legge, altrimenti rischi solo di perdere tempo (e soldi).

  • Conserva tutti i documenti, compresa la busta verde con la quale hai ricevuto la notifica: ti servirà per verificare le date di ricezione.
  • Se decidi di fare ricorso al Giudice di Pace ricorda che puoi chiamare in causa, oltre a documenti scritti (resoconti), fotografici, video, anche dei testimoni.
  • Se non sei sicuro di avere i requisiti per impugnare la contravvenzione e vuoi avere ulteriori approfondimenti, puoi chiedere consulenza ad un legale (ma questa potrebbe rivelarsi un’opzione costosa) oppure ad una associazione di consumatori. Redigere e documentare correttamente la richiesta è infatti fondamentale perché la richiesta di ricorso vada a buon fine.
  • Tieni in considerazione anche che, una volta emanata la sentenza o l’ordinanza, questa diventa immediatamente esecutiva e i termini per i pagamenti si riducono sensibilmente (30 giorni dal momento della promulgazione).
  • Ricorda che quando fai ricorso per una multa non sospendi la cartella di pagamento e, pertanto, potresti vedere gli importi della multa aumentare a causa delle more. Chi paga una multa in ritardo, infatti, è tenuto a corrispondere l’importo dovuto oltre alle maggiorazioni e agli interessi di mora (semestrali) del 10%. Questo, ovviamente, se il Giudice di Pace oppure il Prefetto dovessero confermare la sanzione.

Fonti per questo articolo

[1] http://www.mit.gov.it/mit/site.php?p=normativa&o=vd&id=1&id_cat=&id_dett=0

[2] http://www.mit.gov.it/mit/site.php?p=normativa&o=vd&id=1&id_dett=208

[3] http://www.prefettura.it/torino/contenuti/Ricorsi_per_violazioni_al_codice_della_strada-46579.htm

[4] https://gdp.giustizia.it/index.php?menu=ricorsi&pagina=cambiaufficio&nextpagina=ricorso_osa

[5] supplemento ordinario n. 63/L della Gazzetta Ufficiale del 20.08.2013

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postato: Maggio 11, 2018