Polizze vita: come faccio a sapere se un parente ne aveva una?

Ci sono dei casi in cui la domanda è più che legittima. Ecco gli strumenti a disposizione dei familiari per sapere se un parente prossimo aveva sottoscritto una polizza vita e quali sono i beneficiari.

Ci sono provvedimenti e accorgimenti che si prendono, che possono restare privati per moltissimi anni: è il caso della sottoscrizione di una polizza vita che non sempre rientra fra le comunicazioni che il titolare della pratica dà ai propri familiari prossimi, figli, coniuge, nipoti. A volte questo avviene per impossibilità di farlo (i beneficiari sono troppo giovani per gestire la comunicazione oppure il titolare è malato e non “riesce” a farlo), altre volte per questioni personali.

Tuttavia, come sottolinea l’Ania (Associazione delle Imprese Assicuratrici), è assolutamente possibile che ciò si verifichi, ovvero che venga sottoscritta una polizza sulla vita senza che il beneficiario ne sia a conoscenza. [1]

In Italia sarebbero oltre 4 milioni le assicurazioni sulla vita che risultano “dormienti”, ovvero per le quali non si conosce la condizione dell’assicurato e i beneficiari non si sono mai fatti avanti, spesso perché non sanno di esserlo. [2]

Potrebbe essere il tuo caso?

 

Cosa fare per sapere se un familiare aveva una polizza vita e se sei il beneficiario

Si chiamano “polizze dormienti” e un motivo c’è: si tratta di contratti assicurativi che non sono stati mai riscossi dai beneficiari e che giacciono presso le imprese assicurative “in attesa di notizie” o della prescrizione (dopo 10 anni dalla scadenza).

Si tratta di un capitale immenso che vale circa 145 miliardi di euro, questo è l’ammontare delle somme dovute ai beneficiari che rischiano di non essere mai riscosse. Le imprese assicuratrici, in questi casi e dopo la prescrizione, devono devolvere i capitali “dimenticati” al Fondo Rapporti Dormienti presso Consap.

Nella maggior parte dei casi - proprio per la consistenza stessa della polizza - si tratta di assicurazioni sulla vita della cui esistenza i beneficiari non erano a conoscenza. Secondo il citato rapporto Ivass [2] delle 4 milioni di polizze dormienti, oltre 3,9 milioni sono quelle stipulate per il caso morte (TCM).

Proprio per questo motivo, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni ha richiesto, a dicembre scorso, che entro aprile di quest’anno le compagnie avviino delle verifiche, in accordo con l’Agenzia delle Entrate, per cercare di incrociare quanti più dati possibili e comprendere qual è lo stato di fatto reale rispetto alle tante polizze delle quali non si conosce se il capitale possa essere pagato per decesso del contraente.[3]

Oltre le indagini che Ivass e le compagnie assicurative si impegnano a portare avanti, è importante che chi pensa di essere il beneficiario di una polizza vita faccia delle ricerche in prima persona perché di mezzo ci sono questioni legate alla privacy e potrebbero rallentare le “indagini” fatte da terzi.

Per sapere se sei il beneficiario di una polizza vita devi:

  • Rivolgerti all’Ania (associazione nazionale delle imprese assicuratrici) e in particolare al servizio “Ricerca coperture assicurative vita” per avere informazioni sull’esistenza o meno di coperture assicurative relative a una persona che non c’è più. Questa ricerca chiarisce se il nome del richiedente figura tra i beneficiari della polizza.
  • Rivolgerti presso la banca o la compagnia presso la quale ipotizzi che la persona deceduta avesse un rapporto assicurativo. (vedi documentazione necessaria nel paragrafo più in basso)

Stiamo parlando, naturalmente, di polizze scadute nel periodo 2013/2017 ovvero negli ultimi 10 anni e pertanto non ancora cadute in prescrizione. È in questi casi che i supposti beneficiari possono farsi avanti e reclamare la loro titolarità del capitale. Il periodo si calcola dalla scadenza naturale della polizza oppure dal momento in cui il titolare del rapporto sia deceduto.

Come “risvegliare” una polizza vita dormiente: tutta la documentazione necessaria

Nel processo di successione spesso si va incontro a una serie di incombenze e oneri che non erano previsti in precedenza: sono le tasse oppure gli eventuali debiti che si riversano sui parenti prossimi ovvero sugli eredi.

In questi casi una polizza vita si rivela un’importante risorsa per fare fronte a ogni tipo di incombenza. Ecco perché è importante indagare e cercare di capire se la persona scomparsa aveva provveduto a un’assicurazione vita per tutelare la famiglia e i beni.

Secondo quanto indicato dall’Ivass, per “risvegliare” una polizza vita dormiente, è necessario inoltrare una domanda all’Ania, Servizio di ricerca coperture assicurative vita nella quale è necessario, oltre che i dati del richiedente, inserire anche dati anagrafici e codice fiscale della persona deceduta e supposta contraente e assicurata[4]. La domanda può essere inoltrata via posta ordinaria (anche se consigliamo la raccomandata A/R) ad Ania, via Aldo Rossi, 4 20149, Milano (MI). Naturalmente è previsto l’invio telematico con posta semplice (non certificata) a ricerca_vita@ania.it .

Se a seguito delle ricerche, Ania non riscontrerà l’esistenza di un beneficio a favore del richiedente la risposta sarà negativa. Per questo motivo è consigliabile che vengano inoltrate più domande, una per ogni ipotetico beneficiario.

Se ad esempio la persona aveva più figli, è consigliabile che ogni figlio, gli eventuali nipoti e il coniuge, se presente, inoltrino contemporaneamente una domanda di ricerca.

Oltre ciò e parallelamente, si può inoltrare domanda direttamente alla compagnia assicuratrice oppure all’intermediario se si è a conoscenza di uno o più rapporti già intercorsi con una specifica azienda. Anche in questo caso la domanda va fatta per iscritto e Ivass suggerisce un modello di domanda da compilare con i dati personali e quelli della persona sulla quale storia assicurativa si sta indagando [5].

Ivass mette a disposizione anche un numero verde per informazioni: 800.486.661

Conclusioni e consigli finali

Una polizza vita è una scelta personale di responsabilità. Grazie a questo istituto si possono sollevare gli eredi da oneri e incombenze che improvvisamente potrebbero cadere sulle loro spalle – un mutuo, una finanziaria, dei debiti pregressi – oppure consentire a chi resta di continuare a vivere conservando un tenore di vita adeguato.

Proprio per il fatto di essere un fatto privato, spesso i beneficiari non sono neppure al corrente di essere stati inseriti come destinatari di un capitale.

Se credi di poter essere stato inserito da un parente come beneficiario di una polizza puoi:

  • Chiedere ad altri familiari se conoscono una specifica volontà del parente in merito a un’assicurazione vita;
  • Fare mente locale per cercare di ricordare se il parente era legato a una compagnia assicurativa oppure a un intermediario di zona;
  • Preparare una domanda all’Ania utilizzando il modello consigliato [4] e indicando i propri dati e quelli della persona che si pensa abbia sottoscritto un’assicurazione vita;
  • Si può inoltrare domanda anche alla compagnia assicuratrice o all’intermediario, inserendo i medesimi dati ma utilizzando un altro tipo di modello [5]

È caldamente consigliato far inoltrare la domanda ad ogni membro della famiglia che si pensa possa essere stato inserito come beneficiario: la risposta di Ania e della compagnia sarà positiva solo se il richiedente figura tra i destinatari del capitale assicurato.

Fonti per questo articolo

[1] http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/polizze-il-beneficiario-puo-non-sapere-che-sono-state-sottoscritte_3055079-201702a.shtml
[2] https://www.ivass.it/consumatori/azioni-tutela/indagini-tematiche/documenti/2017/Report_polizze_dormienti.pdf
[3] https://www.ivass.it/consumatori/azioni-tutela/lettere-mercato/documenti/Lettera_al_mercato_aggiornamento_polizze_residue.pdf
[4] La domanda 2018 si può scaricare cliccando qui
[5] https://www.ivass.it/consumatori/azioni-tutela/indagini-tematiche/documenti/2017/MODULO_DI_RICHIESTA_PER_RICERCA_DI_COPERTURE_ASSICURATIVE_VITA.pdf

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