Monitorare la salute a distanza: quali disturbi possono essere controllati dai dispositivi elettronici

Diabete, glicemia, salute del cuore, ma non solo. Ecco quali disturbi possono essere controllati a distanza usando i dispositivi elettronici, come accedere alla prestazione e costi per il paziente.

La salute digitale o digital health oppure ancora eHealth, è di fatto una nuova branca di studio sempre più interessante per la medicina contemporanea. Grazie a supporti elettronici come braccialetti, holter o dispositivi sottocutanei, è possibile rilevare dati che possono essere visualizzati e controllati in tempo reale dal proprio medico oppure dalla clinica che tiene in terapia un paziente.

Una vera rivoluzione per moltissime persone che – grazie a questi device – non devono più recarsi fisicamente e frequentemente presso ospedali o studi medici per controlli di routine. Questo migliora sensibilmente la vita quotidiana oltre a semplificare e rendere più efficienti e continuativi i controlli sulla salute e sui valori sensibili.

Quali disturbi possono essere controllati a distanza?

Fra le aree terapeutiche per le quali il controllo a distanza fornisce una delle prospettive più interessanti, c’è senza dubbio quella delle patologie cardiovascolari.

Oggi la cosiddetta “Wearable Technology”, ovvero la tecnologia che si può letteralmente indossare, fornisce un panorama di supporti avanzati che consentono di tenere sotto controllo diversi valori:

  • Automonitoraggio della coagulazione del sangue. Si stima che oggi, in Europa, circa 6 milioni di pazienti seguano delle terapie anticoagulanti. La maggior parte di essi soffrono di Fibrillazione Atriale (FA), una patologia ancora poco conosciuta.[2]

Queste persone hanno bisogno di controllare costantemente i loro valori del sangue e dell’attività cardiaca e un sistema a distanza risulta utilissimo in questi casi.

I dati vengono comunicati in tempo reale al proprio medico, possono essere riassunti in report periodici e possono essere attivati una serie di alert che avvertono nel caso di superamento di determinate soglie.

  • Prevenzione cardiovascolare dopo un infarto. Molti pazienti, dopo aver subito un infarto, devono seguire una terapia specifica per evitare danni secondari. Esisono in questo senso dei microdispositivi, che possono essere ingeriti come una pillola, che sono in grado di monitorare costantemente e inviare i dati a un ricevitore esterno applicato come un cerotto sulla pelle. I dati possono comprendere parametri biologici (pulsazioni, attività respiratoria), ma anche farmaci assunti, tempi e dosi.

Anche in questo caso i dati possono essere trasferiti al medico.

  • Aritmie e cardiopatie oppure decorso post-operatorio di pazienti con pacemaker o ICD (defibrillatore automatico) possono essere controllate attraverso un sistema di home monitoring che si sviluppa con una specie di cardiofrequenzimetro da indossare che viene collegato al cellulare e invia automaticamente messaggi periodici al medico con i valori registrati. Naturalmente si possono impostare dei valori di alert che fanno partire messaggi di emergenza.
    Per le stesse patologie ci sono anche smart watch particolarmente evoluti, anche se del tutto simili a quelli che si usano per il fitness. [3]
  • Diabete e valori di glicemia sono controllabili in molti modi. È noto che esistano delle “penne” per l’autocontrollo che eseguono un test immediato con una piccola puntura e un’analisi di una sola goccia di sangue. Già questi supporti oggi sono in grado di memorizzare e trasmettere dati.

Quando si parla di bambini affetti da diabete il controllo potrebbe essere più difficile e fastidioso, specialmente quando i genitori non sono presenti. Così è stata presentato qualche anno fa anche in Italia un sensore sottocutaneo che si collega con cellulari e tablet, in modo che genitori e medici possano avere sempre, e in tempo reale, il controllo dei valori del bimbo, anche a distanza.

I dispositivi disponibili e le convenzioni con il Sistema Sanitario Nazionale

“Le soluzioni di Telemedicina sono di interesse sia per i medici che per i pazienti - spiega Paolo Locatelli, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità -, ma non sembrano trovare ad oggi il giusto spazio nei piani di investimento delle strutture sanitarie, ancora impegnate a informatizzare i servizi di base o ad adattare i propri sistemi informativi a obblighi di compliance, o a nuove configurazioni derivanti dalle riforme sanitarie in atto”.

Tuttavia, nonostante la marcia più lenta che il SSN porta rispetto all’avanzamento della tecnologia, la Telemedicina (della quale l’eHealth fa parte), è entrata di diritto nella cornice di riferimento che regola le prestazioni sanitarie a carico del Sistema Sanitario Nazionale.

Le attività di monitoraggio a distanza, specialmente quando si parla di pazienti con apparecchiature per il controllo delle cardiopatie impiantate nel corpo (peacemaker e defibrillatori), sono ancora appannaggio di progetti a carico delle singole Asl. Questo significa che non c’è una disponibilità garantita in tutti i presidi sanitari, né che c’è una prescrizione specifica sulle dotazioni da fornire in questi casi.

Tuttavia, sono molti i nosocomi che mettono a disposizione in comodato d’uso gratuito, questi strumenti per tenere sotto controllo il decorso post-operatorio. Per sapere se anche il presidio della tua zona ne fornisce, puoi contattare direttamente il reparto di competenza e sapere qual è la procedura per farne richiesta.

Le attività di Telemedicina possono però essere esercitate anche in regime privatistico, cioè in ambiti non coperti dal SSN. In questo senso, però, occorre che le strutture abbiano un’autorizzazione specifica all’esercizio per la disciplina specialistica dalla Regione e attenersi al documento di standard di servizio proprio delle prestazioni erogate.

Quando fosse un libero professionista in uno studio medico privato, è possibile utilizzare questi strumenti purché abilitati e iscritti all’Albo professionale nella disciplina medica per la quale si intendono fornire i servizi di telemedicina specifici oltre ad attenersi al documento di standard di servizio per le singole prestazioni offerte.

In questi casi il medico fornirà tutte le informazioni per l’utilizzo e l’eventuale acquisto o affitto delle apparecchiature professionali.

I dispositivi non convenzionati e i costi per i pazienti

È molto difficile trovare notizie certe sui costi e sui tipi di dispositivo utilizzati in maniera professionale per i pazienti da medici e centri clinici.

Abbiamo però a disposizione dei dati che raccontano come il mercato del Remote patient monitoring (RPM) sia in continua crescita. Una crescita che però è al momento concentrata in pochi e specifici settori oltre che in circoscritte aree geografiche. Resta infatti ancora una questione aperta la definizione di uno schema di finanziamento ad hoc per la telemedicina all’interno del tariffario nazionale e dei LEA.

D’altro canto, però, esiste la possibilità di detrarre le spese per l’acquisto o l’affitto di dispositivi medici per il controllo a distanza dei parametri di salute purché, come indicato dal regolamento dell’Agenzia delle Entrate [6], sulla ricevuta di spesa sia indicata con precisione la descrizione del prodotto acquistato e il nome della persona che sostiene la spesa. Non sono pertanto validi gli scontrini che riportano la sola dicitura “dispositivo medico”.

Vantaggi e benefici nell’adozione dei dispositivi medici a distanza

La diffusione di questi dispositivi ha il vantaggio di rendere le terapie totalmente personalizzate e “patient-friendly” ovvero vicine alle esigenze e alle comodità del paziente.

Le strutture ospedaliere possono trarre grande vantaggio economico perché possono riuscire a seguire e monitorare i pazienti anche fuori dall’ospedale in modo efficace. In particolare i dispositivi medici per il controllo della salute a distanza permettono di:

  • facilitare la prescrizione di cure preventive perché si può attingere a una enorme banca dati (formata dai dati di tutti i pazienti monitorati che presentano le stesse patologie) che consente, sempre di più, un atteggiamento predittivo e la diminuzione del rischio d’errore;
  • formulare diagnosi immediate e repentine in caso di complicazioni;
  • fornire indicazioni immediate sui progressi nel piano di riabilitazione concordato.

Fonti per questo articolo

[1] http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=2509&area=eHealth&menu=iniziative  

[2]http://www.anticoagulazione.it/index.php/pazienti/informazioni-utili/710-terapia-anticoagulante-quali-sono-le-principali-necessita-dei-pazienti

[3] http://www.ic-digital.com/blog/top-5-device-la-salute-del-cuore-oltre-alle-smartband-ce-piu

[4] http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2129_allegato.pdf

[5] http://www.berginsight.com/News.aspx?m_m=6&s_m=1

[6] http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/Nsilib/Nsi/Agenzia/Agenzia+comunica/Prodotti+editoriali/Guide+Fiscali/Agenzia+informa/AI+guide+italiano/Le+spese+sanitarie+it/Guida_Spese_Sanitarie.pdf

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