Balbuzie e difetti di pronuncia, quali sono le possibili cause e come intervenire

Ansia, stress, ma anche anomalie nella conformazione della bocca, della lingua o dei denti possono essere all'origine dei difetti di pronuncia. Alcuni - come la "R moscia", hanno acquisito addirittura uno “status”, altri, come la balbuzie, possono essere causa di grande disagio. Ecco quali sono i motivi che originano questi piccoli difetti di pronuncia e come intervenire.

Imparare a parlare è il primo traguardo della vita. Dopo le prime parole possono venire alla luce piccoli difetti di pronuncia, fonetici (come la “R moscia”) o di disfluenza verbale (come la balbuzie). Di fronte a situazioni simili, è probabile che la prima reazione di un genitore sia di preoccupazione, ma per fortuna oggi è possibile identificare e trovare una soluzione alla maggior parte di questi piccoli difetti.

 

Principali difetti di pronuncia: quali sono

La pronuncia errata di una lettera, si chiama dislalia e può avere a che fare con l'alterazione di diversi fonemi. Le forme più comuni di questo disturbo sono:

  • rotacismo, cioè l'errata pronuncia della “r”
  • sigmatismo, che interessa l'articolazione della “s”
  • zetacismo, che modifica la pronuncia della “z”.

“Le dislalie sono disturbi di articolazione dei fonemi” - afferma la logopedista  dott.ssa Elena Neri - “causate da alterazioni funzionali o organiche a carico di labbra, lingua o denti”.[1]

L'uso prolungato di biberon, ciuccio o alcune abitudini viziate (mangiarsi le unghie, succhiarsi il pollice, mordicchiare penne o matite) sono le principali cause funzionali che possono determinare un difetto di pronuncia per la “s” e la “z”, determinando un'anomala occlusione delle arcate dentarie e una malocclusione dei denti.

Altre cause organiche delle dislalie possono essere:

  • labiali: quando dipendono da un funzionamento anomalo del labbro (spesso dopo un intervento chirurgico, dopo un trauma o per una malformazione);
  • dentali: quando si evidenziano difficoltà di occlusione oppure sbilanciamenti nel normale allineamento delle arcate dentali (prognatismo o progenismo);
  • organiche linguali: quando le dimensioni della lingua sono tali da compromettere la normale articolazione delle parole (rara) oppure quando il frenulo linguale è troppo corto o spesso;
  • organiche palatali: quando la forma oppure la conformazione del palato è anomala e non permette una normale fonazione.

Dislalia o difetto fonetico? Come riconoscerli e quali cause

Le dislalie sono estremamente comuni nei bambini anche se, quando iniziano a parlare, è normale che non pronuncino correttamente alcuni fonemi o gruppi di fonemi.

Non deve preoccupare se per i primi anni di età, permangono alcuni piccoli “vizi” di linguaggio che portano a evitare alcune lettere difficili (se dicono ad esempio “scappe” al posto di “scarpe”) oppure a ometterle direttamente (ad esempio: “copa” al posto di “scopa”).

Si tratta in questi casi di difetti fonetici o di pronuncia destinati a correggersi spontaneamente man, mano che il bambino cresce e prende confidenza con la propria lingua.

Tuttavia c’è un’età o un momento nei quali viene individuata una vera e propria dislalia. Vediamo come riconoscerla:

  • Età del bambino. Se intorno ai 6 anni continuano pronunce errate di almeno 3 fonemi, potrebbe trattarsi di dislalia;
  • Aree interessate: la dislalia riguarda il solo linguaggio. È importante infatti notare se questi “difetti” si ripercuotono anche sulla scrittura oppure se esistono altri problemi legati – ad esempio – all’udito;
  • Fonemi interessati: le dislalie coinvolgono soprattutto i suoni più difficili da pronunciare, come la “R” o la “S”.

In ogni caso, per individuare correttamente una dislalia, è bene consultare un medico specialista in logopedia. In questo caso, dopo la diagnosi, sarà possibile anche individuare una terapia adeguata.

Come risolvere i difetti di pronuncia

I difetti di pronuncia causati da un'impostazione e uso errato di settori dell'apparato fonatorio, si riscontrano intorno ai 3-4 anni e tendono a regredire spontaneamente con la crescita. In questi casi, i genitori, insieme al pediatra e alle maestre della scuola dell’Infanzia, possono far svolgere ai bambini alcuni esercizi che aiutino alla pronuncia corretta.

Se però i difetti si protraggono fino all'età scolare, è bene rivolgersi ad un logopedista perché possono essere corretti con specifici esercizi dei settori interessati per una corretta educazione fonetica.

Le dislalie a carico di malocclusioni invece sono risolvibili dalla sinergia tra logopedista e ortodontista: l'azione preventiva in questi casi permette di evitare trattamenti invasivi e stressanti per il bambino.

Balbuzie: come riconoscerla e quali cause

La balbuzie, disturbo nel parlare, può manifestarsi con ripetizioni di parti di parole o parole intere, prolungamenti soprattutto all'inizio della frase o pause continue e ravvicinate.

La classificazione del disturbo è legata sia al momento dell'insorgenza che alle caratteristiche del disturbo: si distingue tra balbuzie primaria e secondaria.

La balbuzie primaria si manifesta nell'infanzia, è reversibile e può scomparire in modo spontaneo, mentre quella secondaria insorge nel periodo della pubertà ed è principalmente legata a fattori psicologici (per questo di solito si presenta accompagnata da tic nervosi e altre manifestazioni fisiche di disagio).

A prescindere dalla classificazione, questo particolare disturbo può provocare, sia in adulti che in bambini, reazioni forti soprattutto nei rapporti con gli altri: diversità, isolamento e imbarazzo sono solo la punta dell'iceberg.

Conseguenze e terapia della balbuzie

In base alla tipologia di balbuzie, gli approcci verso la risoluzione del disagio possono essere di diversa natura ma con un elemento in comune: il tempo. Qualsiasi soluzione infatti si basa sulla gradualità degli obiettivi nella sfera emozionale, comportamentale e comunicativa.

Si può risolvere con l'autoterapia soprattutto se ad essere colpito è un adulto, in grado di rendersi conto della situazione e capace di svolgere alcuni esercizi assegnati da un logopedista, figura di sostegno con cui è necessario fare alcune sedute di supporto.

Nel caso in cui il disturbo continui a manifestarsi e alterare la quotidianità, può rendersi necessario accoppiare un approccio psicoterapico a quello logopedico. Per alcuni adulti, infatti, la balbuzie (e la mancanza di verbalizzazione) può essere la manifestazione più evidente di disagi di natura psicologica.

Conclusioni e consigli finali

I disturbi di pronuncia possono nascere molto presto, nei bambini, e permanere anche da adulti. È il caso delle dislalie o della balbuzie primaria: piccole anomalie che possono scomparire anche da sole, nel tempo.

Quando però rotacismo, sigmatismo o balbuzie permangono oltre i 6 anni, possono avere effetti psicologici da non sottovalutare. Per questo motivo è consigliabile:

  • Individuare correttamente qual è il disturbo e quale la sua origine con l’aiuto di un medico e di un logopedista;
  • Individuare ed eseguire con costanza, eventualmente con l’aiuto delle maestre, gli esercizi assegnati;
  • Parlare normalmente al bambino, senza imitare il suo linguaggio ma sforzandosi di conversare con calma, faccia a faccia, insegnandogli con pazienza la differenza fra i suoni;
  • Valutare sempre l’opportunità di correggere una dislalia lieve. A volte l’intervento di un logopedista o di un medico può causare più apprensione della realtà. Inoltre ci sono milioni di persone nel mondo che conducono una vita felice e di successo anche se dislalici: giornalisti, cantanti, imprenditori, persino attori, la lista è lunga.

Fonti

[1] http://www.elenaneri.com/difettidipronuncia.htm

[2] http://www.balbuzie.it/la-balbuzie/che-cosa-%C3%A8/il-nostro-punto-di-vista

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