Bimbi al nido? Come scegliere la struttura e i tipi esistenti

Gli asili nido pubblici in Italia sono molti, ma non tutte le famiglie hanno la possibilità di accedervi, per ragioni legate al reddito, oppure semplicemente per non aver inoltrato la domanda in tempo utile. Ma il nido comunale non è l’unica possibiità Ecco le tipologie esistenti e come scegliere.

Tra orari di lavoro fissi e impegni professionali (e non solo), è sempre più frequente tra i genitori la richiesta di poter contare su una struttura che accompagni i bambini, anche molto piccoli, nella crescita. Quando la mamma deve riprendere a lavorare, poi, e nonni e babysitter non sono disponibili per guardare i piccoli, quella che per qualcuno è una scelta, diventa una necessità.

Negli ultimi anni, infatti, considerando la domanda crescente, accanto agli asilo nido comunali sono sorte strutture private capaci di offrire un servizio analogo, spesso con più flessibilità oraria. La contropartita è nota: la richiesta di un maggiore impegno economico.

Nell’anno 2015 sono state censiti sul territorio nazionale oltre 13mila centri che offrono servizi socio-educativi per la prima infanzia, il 36% è pubblico e il 64% privato. I posti disponibili coprono il 22,8% del potenziale bacino di utenza (i bambini sotto i tre anni residenti in Italia).[1] C’è da dire, tuttavia, che non tutte le famiglie chiedono di mandare i bimbi al nido e preferiscono altre soluzioni.

Nido pubblico o privato: modalità di accesso

Se tuo figlio ha fra i 3 mesi (ma in alcuni casi sono richiesti 6 mesi) e 3 anni non compiuti, puoi richiedere l’iscrizione a un asilo nido, pubblico o privato.

Oltre ciò, dal 2018, è richiesta in via prerogativa anche la certificazione delle vaccinazioni obbligatorie, in assenza della quale i piccoli non possono essere ammessi, a meno di esigenze mediche specifiche e documentate che costringono a rinviare le scadenze dei vaccini obbligatori (anche se in questi casi bisogna indicare la data nella quale si eseguiranno le profilassi). 

Se entro l’età e a posto con i vaccini, è possibile richiedere l’accesso. Ma come fare?

Per accedere agli asili nido pubblici bisogna preparare una documentazione richiesta dall’Amministrazione e attendere i tempi di pubblicazione delle graduatorie (solitamente entro il mese di giugno per l’inizio della scuola a settembre) per verificare l’effettiva ammissione del piccolo: i posti disponibili sono limitati dunque bisogna preoccuparsi per tempo di prarare la documentazione richiesta per assicurarsi di essere nei tempi.

Innanzitutto, è richiesta la compilazione di una domanda (cartacea o online – se l'ufficio del Comune lo permette) in cui inserire i dati familiari, da consegnare nelle modalità descritte dal Comune di appartenenza solitamente entro la metà di aprile (ma le date possono variare a seconda del Comune di residenza).

Alla domanda di iscrizione, un’autocertificazione, vanno poi allegate le fotocopie dei codici fiscali dei componenti del nucleo familiare, dei documenti di riconoscimento, eventuali certificati medici o di invalidità: se infatti hai superato il primo trimestre di un’altra gravidanza o se nella famiglia è presente un invalido, sei in condizione utile per acquisire un maggior punteggio in graduatoria finale.

In base all'ISEE, sarai assegnato ad una fascia di appartenenza che determina l’ammontare della retta mensile. Di seguito ecco le fasce individuate in base alla condizione economica familiare. Le rette sono variabili da Comune a Comune, ma le fasce sono standard:

  • Fascia sociale: ISEE 0 – 6.644 €
  • Fascia 1: ISEE 6.644 € - 12.777 €
  • Fascia 2: ISEE 12.777 € - 18,910 €
  • Fascia 3: ISEE 18.910 € - 25.554 €
  • Fascia 4: ISEE 25.554 € - 30.665 €
  • Fascia 5: ISEE 30.665 € - 35.776 €
  • Fascia 6: ISEE 35.776 € - 40.886 €
  • Fascia 7: ISEE oltre 40.886 €

Il nido pubblico è gratuito per le famiglie segnalate dai servizi sociali.

Di contro, per accedere ad un asilo nido privato è sufficiente scegliere la struttura preferita (per vicinanza a casa o al posto di lavoro o a casa dei nonni) e, in base alla disponibilità dei posti, pagare la retta. Anche in questo caso la struttura richiede la compilazione di un modulo di iscrizione e la presentazione del certificato vaccinale.

Asili nido pubblico e privato: pro e contro

A prescindere dal tipo di struttura scelto dai genitori per i figli, è bene sapere che tutti i servizi educativi sia pubblici che privati devono rispondere a requisiti comuni di sicurezza e formazione, per garantire uno standard di accoglienza controllata comune a tutti i bambini: è la ASL che si occupa di queste verifiche prima dell'apertura della struttura.

Una delle differenze più evidenti tra pubblico e privato riguarda l’impegno economico (le private costano di più). Ma i genitori devono confrontare altre questioni:

  • Prima fra tutte, non tutti i Comuni hanno una struttura pubblica che accoglie bimbi fino ai 3 anni. In questi casi si può provare a fare domanda in un centro vicino, ma la mancanza di residenza sul territorio scelto, determina inevitabilmente un puteggio minore in graduatoria.
  • Oltre ciò, accedere a una graduatoria di ammissione agli asili nido comunali determina la necessità di fare domanda per tempo. Se la scadenza è passata (per dimenticanza, oppure perché il bambino è nato da poco e la mamma non ha pensato a questa possibilità) non si può che provare l’ammissione l’anno successivo, oppure rivolgersi a una struttura privata.
  • Anche se sembra strano, una famiglia con un ISEE alto, potrebbe spendere di più in una struttura pubblica che in una privata. Dunque anche questo fattore va valutato con attenzione.

Per semplificare, ecco un confronto in forma di tabella:

 

Asilo nido pubblico

Asilo nido privato

Modalità d'accesso

Subordinato a graduatoria pubblica, in base a disponibilità di posti e  condizione economica familiare

Subordinato a disponibilità di posti

Costo

Determinato dalla fascia di reddito di appartenenza e dalla fascia oraria scelta

Determinato dalla struttura, dai servizi richiesti e dalla fascia oraria scelta

Orario

Determinato dal regolamento comunale (nella maggior parte dei casi fino alle 16,00)

Determinato dalla struttura (solitamente fino alle 18,00)

Domande di iscrizione

Solitamente le domande da febbraio-marzo ed entro la metà di aprile (ma varia da Comune a Comune)

Entro la fine dell’anno scolastico precedente (luglio) ma anche in altri momenti, in base alle disponibilità di posto.

Asili nido: quali alternative?

Secondo la Riforma degli asili nido e delle scuole materne[2], presente nella Gazzetta Ufficiale del 25/01/2018, è importante creare un sistema integrato che promuova la continuità e la qualità del percorso formativo, educativo e scolastico.

Non esistono infatti solo gli asili nido così come li conosciamo, che si prendono cura dei più piccoli. Esistono degli spazi educativi che possono essere fruiti dagli 0 ai 3 anni [3].

  •  Centri per bambini e famiglie

Si tratta di luoghi dove i piccoli, fino ai 3 anni, possono essere accolti anche insieme ai genitori o ad altri accompagnatori (negli asili i genitori non possono essere presenti, fatta salva la brevissima fase di inserimento che dura fra 1 settimana e 1 mese in modalità decise dalla singola struttura). In questi posti è possibile, per i piccoli, seguire con continuità progetti e attività educative che devono essere costanti nel tempo. 

  • Spazi gioco per bambini fino a 36 mesi

È un servizio nel quale i piccoli (dai 18 mesi, solitamente) possono essere accolti per un tempo limitato (massimo 5 ore). La frequenza può essere discontinua e pattuita con i genitori. In queste strutture non c’è il servizio di mensa.

  • Servizio educativo domiciliare per piccoli gruppi

È una specie di nido a domicilio, che viene organizzato attingendo a personale educativo qualificato. Solitamente si organizza in casa di uno dei bambini oppure anche a casa dell’educatore.

Altri servizi che possono essere alternativi al nido, e in ogni caso segnalati dal Ministero come facendi parte di progetti educativi sperimentali sono:

  • Nido integrato

Si tratta di un servizio del tutto simile a un normale asilo nido, con la peculiarità di svolgere attività in stretto contatto con la scuola materna, secondo un progetto concordato precedentemente.

  • Nido Famiglia

In questo particolare asilo nido viene valorizzato il ruolo dei genitori che partecipano alla gestione del servizio, agli interventi educativi, alla conduzione della struttura. Sono loro che svolgono funzione di educatori. Tuttavia questo particolare tipo di struttura può ospitare massimo 12 bambini ed è obbligatoria la presenza di un educatore professionale con funzioni di coordinamento.

  • Centro Infanzia

È uno spazio per bambini anche fino a 6 anni (solitamente dai 12 mesi), organizzato in modo flessibile. Spesso sono previsti interventi di consulenti esterni che seguono i progtti insieme agli educatori.

  • Atelier creativi

Basati sul metodo del pedagogista Loris Malaguzzi, si tratta di centri nei quali i bambini vengono resi protagonisi del loro percorso di apprendimento. Attraveso materiali diversi e oggetti, hanno la possibilità di esplorare autonomamente e liberamente il mondo che li circonda.

  • Educatore familiare

Simile, per impostazione, allo spazio educativo domiciliare, in questa specificità viene siglato un accordo tra una o pià famiglie con bambini piccoli (sotto i 3 anni) e un educatore che si occupa di loro in modo stabile e continuativo. Si tratta di educatori specializzati, che sono formati appositamente a questo scopo.

Bonus Asilo Nido: un aiuto utile dallo Stato

Anche per il 2018 è stata confermata dalla Legge di Bilancio la possibilità, per le famiglie con bimbi fra gli zero e i tre anni, di accedere al “Bonus Asilo Nido”.

Si tratta di un contributo per il pagamento delle rette per la frequenza ad asili nido sia pubblici che privati regolarmente riconosciuti dalla legge per l’esercizio.

L’importo massimo del sostegno è di 1.000 euro su 11 mensilità e viene calcolato un importo massimo di 90,91 euro per ogni mensilità pagata. Questo significa che se si richiede il bonus per un bimbo che inizerà il nido a settembre 2018, si potranno richiedere bonus per 4 mesi (da settembre a dicembre), pari a un massimo di 363,64 euro.

Per bambini che hanno particolari difficoltà di salute e per i quali il pediatra è in grado di certificare l’impossibilità di recarsi presso un asilo nido, è possibile richiedere lo stesso bonus anche per forme di supporto presso la propria abitazione (babysitting).

Per accedere bisogna caricare in modalità telematica:

  • le quietanze di pagamento delle rette mensili
  • Il modello SR163 per l’accredito su conto corrente che si deve far firmare allo sportello della propria banca.

Le modalità di accesso sono le stesse dello scorso anno (e le abbiamo descritte nel dettaglio in questo articolo): si può fare richiesta direttamente online tramite il sito dell’Inps.

Conclusioni e consigli finali

Non tutte le famiglie scelgono di mandare i loro piccoli all’asilo nido, ma è un percorso facoltativo e legato soprattutto alle necessità lavorative e professionali dei genitori.

Se propendi per il percorso educativo dell’asilo nido, ricorda che:

  • Per accedere al nido pubblico devi fare domanda con anticipo, solitamente entro metà aprile. Il consiglio è di controllare il sito del Comune di appartenenza (che gestisce queste strutture pubbliche) per verificare documentazione e scadenze. Dopo l’inoltro della domanda viene pubblicata una graduatoria che ti comunica l’ammissione (o no) e la struttura di destinazione sul territorio.
  • Per accedere al nido privato puoi recarti nella struttura che ti piace e domandare quali sono i costi delle rette, della mensa e quali gli orari possibili. Se ci sono posti puoi richiedere l’ammissione, anche durante l’anno.
  • Puoi sfruttare la possibilità offerta dagli Open Day che sia le strutture pubbliche che private promuovono ogni anno per far conoscere l’offerta alle famiglie.
  • Oltre l’asilo nido puoi prendere in considerazione le alternative, comunque validate dal Ministero, che costituiscono un aiuto importantissimo per famiglie che non hanno la possibiltià di accedere all’una né all’altra struttura.

Fonti

[1] https://www.istat.it/it/archivio/207362  

[2] Gazzetta Ufficiale 25.01.2018. http://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2018/01/25/20/sg/pdf

[3] Servizi educativi da 0 a 3 anni http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_159_ulterioriallegati_ulterioreallegato_0_alleg.pdf

Crescerli è una sfida
Affrontala con un aiuto concreto per curare i tuoi figli e tutelare il loro futuro.
Scopri Protezione Junior