Togliere il pannolino-come insegnare l'uso del vasino al bimbo

Una fase importantissima nella crescita di ogni bambino è legata al momento di acquisire la capacità di riconoscere e gestire gli stimoli fisiologici. Ecco una piccola guida per capire quand’è il momento di insegnare al bimbo a usare il vasino.

E' un momento delicato nel quale è importante mettere in campo una strategia e tanta pazienza

Fra i 2 e i 3 anni di età la maggior parte dei bambini (circa il 70%) è pronto a togliere il pannolino. Tuttavia l’obiettivo dello “spannolinamento” completo, che consente cioè di farne a meno anche di notte, può arrivare anche più tardi.

Si tratta di una fase importante e delicata che varia sensibilmente da bambino a bambino, e che interessa non solo la sua volontà ma anche la maturazione del suo organismo, oltre che la capacità dei genitori di mantenere la calma e accompagnare il piccolo verso questa nuova esperienza.

Togliere il pannolino: capire quando è il momento giusto

Per arrivare a controllare da solo le funzioni corporee il cervello del bambino deve aver raggiunto un certo grado di maturazione fisiologica. Da un punto di vista anatomico dunque, bisogna saper aspettare il momento giusto e non avere fretta.

Lo spiega bene lo psicoterapeuta Carlo Pascoletti nel libro “Genitori e bambini speciali. Come educare un bambino a sviluppo atipico” (ed. FrancoAngeli): “Nel primo anno di vita, se il bambino si bagna ovviamente non si parla di incontinenza ma di minzioni riflesse, che avvengono man mano che l’urina si raccoglie nella vescica. Si tratta quindi di un puro riflesso […] senza possibilità di controllo volontario da parte del bambino.
Verso il secondo anno di vita, il bambino comincia a percepire lo stimolo e impara via via a ritardare la stessa distensione. Gradualmente, quindi, l’atto della minzione (diuresi) diventa “cosciente” grazie alla maturazione di alcune aree corticali del cervello e l’azione delle stesse sulle vie nervose che regolano lo sfintere esterno”.

Nello stesso volume, l’autore fornisce una utile tabella che riporta le tappe del controllo vescicale con dei suggerimenti per i genitori, utili per capire quando è il momento di togliere il pannolino.

Età            Comportamento Interventi
1 mese Piange se il pannolino è bagnato Si calma quando è cambiato
7 mesi Urina frequentemente e abbondantemente; il pannolino è intriso quando viene cambiato Va cambiato spesso
10 mesi Può rimanere asciutto dopo un sonnellino di alcune ore o dopo una passeggiata in carrozzina Se messo sul vasino spesso risponde immediatamente
12 mesi Dopo un sonnellino e a volte quando si sveglia durante la notte o nel primo mattino solitamente è asciutto Quando si sveglia, se viene posto sul vasino, evacua immediatamente
15 mesi Aumentano le volte in cui è asciutto dopo un sonnellino Il mantenersi asciutto può dipendere dall’immediatezza con cui viene posto sul vasino dopo il risveglio
18 mesi Ha più “incidenti” nel pomeriggio. Chiede di andare in bagno la sera dopo essere stato messo a letto Non va rimproverato. È utile indirizzare la sua attenzione sui segnali dello stimolo
24 mesi La maggior parte delle notti rimane asciutto. Ha pochi “incidenti” durante il giorno, inoltre aumenta progressivamente il periodo di tempo in cui rimane asciutto È opportuno rafforzare molto i comportamenti adeguati e ignorare gli “incidenti”
2-4 anni Aumenta progressivamente il controllo sia diurno che notturno È opportuno rafforzare molto i comportamenti adeguati e insegnare le norme igieniche
4-5 anni Avvio alla piena padronanza e controllo Insegnare la padronanza delle norme igieniche

Capire quando è il momento giusto è dunque di fondamentale importanza per permettere al bambino di arrivare a controllare gli stimoli senza stress e senza frustrazione.
I pediatri sono concordi nell’affermare che non esiste un’età precisa in cui il bambino è pronto ma biologicamente questo avviene tra i 18 e i 24 mesi.

Per capire quando questo momento è giunto, può essere utile cogliere alcuni segni che siano indicativi della raggiunta maturazione psicologica: vuole comportarsi da grande, osservando e imitando il comportamento degli adulti o di un fratello maggiore; è incuriosito dall’andare in bagno; mostra desiderio di indipendenza; sa camminare e sedersi da solo; è capace di alzare e abbassare i pantaloni da solo.
Oltre ciò si possono valorizzare alcuni segni diretti [...] capisce i segnali di avvertimento e li comunica alla mamma; è infastidito dalla sensazione del pannolino sporco; ha dei periodi asciutti di 3-4 ore (questo significa che sa tenere contratti gli sfinteri)”.

In generale è arrivato il momento “Quando la comunicazione tra mamma e bambino comincia ad essere utile ed efficace, cioè nel momento in cui il piccolo capisce ciò che gli viene detto, allora si può cominciare a proporre il vasino - spiega Daniela Callegari, pediatra del Centro Medico Santagostino di Milano - Per alcuni può avvenire intorno all'anno e mezzo d'età, per altri bisognerà aspettare ancora un po'. L'importante è non fare paragoni con altri bimbi della stessa età perché è fondamentale rispettare i tempi di ognuno”.

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Togliere il pannolino di notte e pipì a letto: fino a quando è normale

Se durante il giorno le strategie di controllo sulla frequenza e sulla necessità di minzione del bambino sono più semplici, di notte la questione si complica: il sonno rende difficile il controllo degli stimoli e il risultato è che, soprattutto ai primi tentativi, sarà frequente trovare il lettino bagnato.

Tutto ciò è perfettamente normale, anche fino ai 7 anni e per questo non c’è nulla di preoccupante: “L'enuresi è quasi sempre un fenomeno temporaneo. Secondo un calcolo statistico, vale la regola del 15: l'enuresi scompare nel 15% dei bambini a 5 anni; poi raggiunge la guarigione circa il 15% ogni anno fino a 15 anni” .

Solo in alcuni casi la pipì a letto può essere sintomatica di altre problematiche fisiche o psicologiche (link all’articolo Mi scappa la pipì: come affrontare le enuresi notturne ancora da pubblicare)

Generalmente il momento di provare a togliere il pannolino di notte arriva quando per 3 o 4 mattine di seguito il bambino si sveglia asciutto.

Inoltre è possibile “aiutarlo” con un comportamento favorevole:

  • Farlo bere di più durante il giorno e meno alla sera, durante la cena
  • Anticipare l’ora di cena temporeggiando prima di andare a letto in maniera tale che si possa avere il tempo di fare pipì
  • Evitare il biberon prima di dormire
  • Tenere un cambio a portata di mano
  • Preparare il letto “a strati” mettendo sul materasso una cerata, poi sopra il lenzuolo, poi ancora una cerata e ancora un lenzuolo. Se il bambino dovesse bagnare il letto, sarà sufficiente togliere “uno strato” per avere il letto asciutto di nuovo e tornare presto a dormire.

Insegnare l’uso del vasino: il metodo classico

Un altro step, dopo aver insegnato al bambino a riconoscere gli stimoli, è quello di educarlo all’uso del vasino o del bagno per assolvere alle sue funzioni fisiologiche.
A questo proposito la psicologa Erika Silighini illustra un metodo considerato “classico”, per abituare i bimbi a farla nel “posto giusto”

1. Spiega come funziona e come si usa il vasino. Ѐ molto importante che il bambino sappia come usare questo nuovo strumento “di supporto” che non ha mai visto prima (perché mamma e papà usano il water). Un buon modo è quello di usare un bambolotto da far sedere sul vasino.

2. In compagnia è meglio. I bimbi hanno spesso bisogno della compagnia di un genitore anche perché - da un punto di vista psicologico - le loro “opere” sono vissute come parti di sé che vengono “donate” al mondo. Grazie alla presenza di un genitore questo momento può essere trasformato in un gioco piacevole e divertente.

3. Si inizia al mattino. Solitamente si incomincia togliendo il pannolino al mattino presto e dicendo al piccolo di provare a fare pipì nel vasino. Forse i primi tentativi falliranno ma non è importante: per riuscire bisogna fare delle prove.

4. Meglio iniziare d’estate. Con la bella stagione c’è la possibilità di vestirsi poco: un costume o un pantaloncino potranno essere gli alleati giusti per togliere il pannolino e imparare da soli a “tirare giù” prima di sedersi sul vasino o sul water. Meglio ancora è se mamma e papà sono in ferie: in questo modo sarà più facile seguire il bimbo durante tutta la giornata e imparare ad osservare anche i suoi ritmi fisiologici.

5. “Mi scappa” o “Non mi scappa”. All’inizio le risposte alla nostra domanda: “Devi farla?” saranno casuali. “Mi scappa” o “Non mi scappa” non avranno legami con la realtà. Con il tempo il bambino imparerà a percepire gli stimoli nel modo giusto e chiedere di sua spontanea volontà di andare in bagno, imparando anche a rispondere “la verità”. Non bisogna però rimproverarlo. Non dice bugie: semplicemente non ha ancora imparato a controllare lo stimolo. Per questo è importante, all’inizio, stimolare ogni 30 minuti il bambino a fare pipì e quando la fa, attendere un paio d’ore prima di provare di nuovo.

Altri metodi per insegnare l’uso del vasino al bimbo

Posto che è necessario che sia arrivato il momento giusto, ci sono molti metodi diversi per abituare il bimbo a fare a meno del pannolino e usare il bagno.

  • Metodo EC (Elimination Communication).
    Si tratta di una educazione precoce all’uso del vasino che parte dall’osservazione minuziosa delle abitudini e del modo di comunicare del bambino. Per mettere in pratica questo metodo è necessario che la mamma o la persona che si occupa del piccolo sia in grado di riconoscere i segnali che il bambino dà prima di liberarsi.

    Le parole chiave di questo metodo sono osservazione e ascolto. A partire dal secondo mese dovrebbe essere chiaro quando il pianto scoppia per fame oppure perché il piccolo sente il bisogno di scaricarsi.
    Avendo imparato a individuare lo stimolo è possibile educarlo a farla in bagno da subito, mettendolo tra le vostre gambe e sedendovi direttamente sul wc.

    La condizione necessaria è avere tempo per osservare il bambino e imparare a capirlo. (http://www.ciaomamme.it/spannolinamento-metodo-ec-riconoscere-i-segnali-pro-e-contro/)
  • I 3 giorni di Julie Fellom
    Julie Fellom è un’educatrice d’infanzia americana e ha ideato un metodo (secondo molti infallibile) per togliere il pannolino in soli 3 giorni, un sogno per molti genitori.
    Secondo Fellom è importante scegliere il momento in cui il bambino è pronto e poi organizzare i 3 giorni in un weekend o comunque quando i genitori sono a casa e tranquilli. Bisognerebbe munirsi innanzitutto di molti vasini da lasciare in tutte le stanze della casa.
    Fellom chiede ai genitori di mostrare al bambino dei pannolini, spiegandogli che a partire dalla settimana successiva non li utilizzerà più, rendendo la cosa un gioco divertente.

    Per il primo giorno il piccolo va lasciato girare in casa nudo: ai bimbi piace e in questo modo potrà osservare e capire da solo cosa succede quando “fa qualcosa”. Mamma e papà dovranno osservare il piccolo per metterlo sul vasino non appena riconosceranno i segni di uno stimolo. Se il piccolo riesce a farla nel vasino, festeggiate il momento con una canzoncina. Se non riesce tranquillizzatelo dicendogli che va tutto bene ma spiegategli che pipì e pupù vanno fatte nel vasino.

    Il secondo giorno
    è uguale al primo, solo che si può uscire a fare una breve passeggiata pomeridiana senza pannolino. Prima di uscire chiedete al bambino se deve fare qualcosa.

    Il terzo giorno il bimbo sarà pronto per uscire anche al mattino, oltre che al pomeriggio per un’oretta.

    Il metodo consiglia di lasciare il bambino più libero dai vestiti possibile anche nei due o tre mesi che seguono, per questo è importante iniziare questo processo d’estate.
    Se i risultati non dovessero arrivare, si può riprovare dopo 2 mesi.


Lettura consigliata da fare con il proprio bambino: “Chi la fa nel posto giusto” di Andrea W. von Königlsöw. Età di lettura 3-5 anni.

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