Pensione: tutte le novità della manovra bis

Domande entro il 15 luglio, per via telematica sul sito dell’INPS. Tetto di spesa pari a 300 milioni per il 2017. Ecco tutte le novità dell’APE Social e per i lavoratori precoci.

Pensioni 2017, ecco tutte le principali novità della manovra bis. Vediamo cosa cambia.                            

 

Con la pubblicazione dei decreti sulla Gazzetta Ufficiale del 16 giugno, l’Ape Sociale (anticipo pensionistico per chi vuole lasciare il lavoro qualche anno prima dell’età pensionabile) e il pensionamento anticipato dei lavoratori precoci (chi ha lavorato almeno un anno prima di compierne 19) è stato regolamentato ufficialmente.

Tutte le novità dell’APE Social e per i lavoratori precoci

Secondo il Governo, dovrebbero godere delle nuove misure assistenziali in 60mila per il 2017 (35mila per l’Ape Sociale e 25mila per i precoci) e in 45 mila per il 2018 (20mila per l’Ape Sociale e 25mila per i precoci).

Già dal 17 giugno e fino al 15 luglio è possibile inviare la domanda all'INPS, esclusivamente dal portale inps.it (saranno considerate valide solo le domande inviate per via telematica). Il tetto di spesa complessivo per l’aiuto è fissato a quota 300milioni di euro per il 2017 (cifra destinata a salire nel 2018 fino a 609 milioni di euro), con priorità a chi è più vicino alla pensione di vecchiaia, in caso di eccesso di richieste. La graduatoria degli aventi diritto per il 2017 sarà stilata dall’INPS entro il 15 ottobre.

L’Ape Sociale sarà in vigore fino al 31 dicembre 2018, in via sperimentale, mentre le norme sul pensionamento anticipato per i precoci è una misura stabile, che porterà a veri e propri pensionamenti.

Ape Sociale: chi può accedere e come funziona

Come specificato anche sul sito dell'INPS, l’ammortizzatore sociale è riservato a chi ha almeno 63 anni e:

  • 30 anni di contributi e risulta disoccupato e non percepisce altri ammortizzatori da almeno 3 mesi;
  • 30 anni di contributi e deve assistere il coniuge (o parente - di primo grado e convivente) con un grave handicap;
  • 30 anni di contributi e risulta possessore di invalidità civile superiore al 74%;
  • 36 anni di contributi e svolge un lavoro rischioso o difficoltoso da almeno sei anni;
  • ha diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi;
  • non percepisce una pensione diretta

L’importo dell'assegno viene definito in base alla pensione spettante (secondo calcoli da effettuare al momento della richiesta):

  • se la pensione è al di sotto dei 1500 euro, l’assegno sarà pari alla pensione;
  • se la pensione supera i 1500 euro, l’assegno sarà sempre di 1500 euro.

L'Ape Sociale è corrisposta per 12 mesi all’anno, fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata o fino all’età minima richiesta per conseguire la pensione di vecchiaia.

Inoltre, l’Ape Sociale è compatibile con redditi da collaborazione coordinata e continuativa o lavoro dipendente (fino a 8mila euro annui), con redditi da lavoro autonomo (fino ai 4800 euro annui) e permette di godere del “bonus” degli 80 euro che non spetta ai pensionati.

Per chiarire meglio la situazione, diamo un’occhiata alla grafica realizzata direttamente dal team di Palazzo Chigi.

Ape Sociale: chi può accedere e come funziona

Pensione anticipata (quota 41) per i precoci: come funziona

Sempre dalla Gazzetta Ufficiale apprendiamo che chi invece ha lavorato almeno un anno prima dei suoi 19 anni, cioè i lavoratori precoci, può andare in pensione se ha raggiunto i 41 anni di contributi, anche prima dei 63 anni di età. Questo requisito è valido fino al 2018; dal 2019 sarà rivisto in base ai calcoli delle aspettative di vita.

Come indicato sul portale dell'INPS, la possibilità di presentare la richiesta è riservata ai lavoratori precoci che:

  • sono disoccupati e non percepiscono altri ammortizzatori da più di tre mesi;
  • sono invalidi almeno al 74%;
  • svolgono attività rischiosa da almeno 6 anni.

Anche in questo caso, la data di scadenza per la presentazione delle domande, per via telematica, è il 15 luglio (se si raggiungono le condizioni previste entro il 2017) o il 1 marzo (se le condizioni richieste saranno raggiunte nel 2018).

Per il pensionamento anticipato, il Governo ha previsto un tetto di spesa pari a 360 milioni di euro nel 2017 e 550 milioni di euro nel 2018.

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