I 9 mesi più emozionanti per una donna

La gravidanza è un periodo bellissimo e rivoluzionario nella vita di coppia, sono 9 mesi nei quali il corpo della donna si trasforma e si prepara ad ospitare una nuova vita. Nello stesso periodo la psicologia della donna subisce notevoli cambiamenti che la porteranno a pensare e ad agire come una mamma. Ecco tutti i mutamenti nei 9 mesi della gravidanza e come ci si può preparare per affrontarli nel migliore dei modi e per vivere questo periodo come un momento indimenticabile della propria vita.

Tutto nella donna è un mistero e tutto nella donna ha una soluzione: essa si chiama gravidanza

F. Nietzsche, Così parlò Zarathustra

Un ritardo. Sarà proprio vero? Il test di gravidanza e poi l'inizio di un percorso scandito da nausee (ma non sempre), ecografie, analisi, ma soprattutto modificazioni del corpo e della psiche che hanno dell'incredibile, a raccontarle per quel che scientificamente sono. È un periodo in cui paure e dubbi si affollano: su se stesse e sul proprio corpo (ingrasserò? Il parto sarà doloroso? Continuerò ad avere un aspetto gradevole?), sul bimbo che nascerà (sarà sano? Intelligente? Vivace?), sul rapporto con il partner e su come esso diventerà dopo l'arrivo di un nuovo, certamente impegnativo, componente della famiglia. 

La verità è che non si è mai del tutto pronte ad affrontare un cambiamento tanto grande come la maternità, soprattutto se si tratta della prima volta. Quel che è certo è che si tratta di un evento che porta nella vita di una donna, del proprio compagno e della famiglia e degli amici che circondano la coppia una gioia inaspettatamente grande e intensa, una vera iniezione di euforia e vitalità

In un'epoca in cui la vita scorre tendenzialmente lontana dai ritmi naturali, la gravidanza e il parto hanno inoltre il potere di far riscoprire un'essenza fatta di regolarità, di istinti, di qualcosa di primordiale che ci lega indissolubilmente alle nostre origini, alle origini del genere umano e persino al mondo animale, con il quale tanto abbiamo in comune. La nascita di un bambino è e resterà sempre qualcosa di magico al quale ci si prepara con lentezza, con il corpo e con la mente. 

La gravidanza, una preparazione soprattutto mentale a diventare genitore 

I cambiamenti più evidenti sono certamente quelli fisici: il bacino si allarga, la pancia cresce, il seno aumenta di volume. All'interno del corpo di una donna gli organi si spostano e le costole si distanziano per far spazio al feto. Tuttavia dopo il parto, nel giro di qualche mese, ogni cosa “si rimette al suo posto” e le sembianze della mamma tornano “normali”. A volte restano dei chili da smaltire, a volte qualche smagliatura in più o la piccola cicatrice del taglio cesareo, ma nella maggior parte dei casi il corpo della donna non subisce alcuna sensibile modificazione. 

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I cambiamenti più profondi e – sembra – permanenti, avvengono invece nella psiche della futura mamma, anche se ciò che la scienza ha appurato sino a oggi, rispetto alle conoscenze che si hanno, ad esempio, sul legame tra madre e feto, è davvero poca cosa. A testimoniarlo è la psicologa Laura Glynn che ha condotto per la Chapmann University un importante e avanguardistico studio su “Come la gravidanza cambia il cervello di una donna”: “Non sappiamo praticamente nulla a riguardo”, ha dichiarato francamente Laura Glynn che, insieme al collega della University of the California Irvine, Curt Sandman sta conducendo da qualche anno una serie di studi sperimentali e di laboratorio volti a colmare “un divario significativo nella nostra comprensione di questa fase critica della vita della maggior parte delle donne”. 

I principali responsabili di questi cambiamenti sarebbero, secondo il team di studiosi, gli ormoni che il corpo produce durante la gravidanza e che avrebbero il compito di “preparare” la donna alle esigenze della maternità aiutandola a percepire meno lo stress e meglio le esigenze del bambino. “Anche se l'ipotesi non è stata ancora sperimentata – continua la Glynn nell'articolo che introduce la ricerca – potrebbe essere questo il fattore che permette alla mamma di svegliarsi se il bimbo si muove appena nella culla e magari di continuare a dormire se invece il marito le sta russando accanto”. 

Il “Mommy brain”, così come viene definito, sarebbe ugualmente responsabile di una specie di annebbiamento dell'attenzione a breve termine, per cui risulta frequentissimo che le future mamme dimentichino più facilmente dove hanno parcheggiato l'auto o dove hanno lasciato il cellulare, sembrando distratte e più svampite del solito. Niente di preoccupante, garantisce lo studio psicologico, si tratta di una fase che prepara il cervello ad avere una sensibilità maggiore ad altri aspetti, decisamente più importanti per una mamma. 

Più preoccupazioni per il futuro? Un aspetto sociologico ma può aiutare a fare scelte giuste

Accanto ai fattori psicologici, sempre curiosi e interessanti, ci sono quelli che interessano la sfera sociale e che sono a tutti gli effetti generati da aspetti culturali.

Una cosa è sicura: quando il piccolo sarà nato nulla sarà più come prima, né per la mamma né – questa volta – per il papà. Cambieranno le abitudini, cambieranno le esigenze e ci sarà un generale e naturale ridisegno della vita familiare che si svilupperà e si alimenterà di nuovi bisogni e di nuove visioni sulla vita. Per qualcuno queste prospettive di cambiamento sono emozionanti, eccitanti persino, per altri sono fonte di ansia e di angosce. 

donna incinta con compagno

Una cosa è certa: questi pensieri sono comuni a tutti i neo-genitori – dunque sono gestibili – e in una coppia sana e affiatata queste normali preoccupazioni possono essere condivise e risolte insieme, adottando a volte soluzioni che risolvano o allevino il peso di una paura. Quando insomma sono normali pensieri, che non provocano disagio né sfociano nella patologia, possono addirittura aiutare a focalizzare meglio i problemi e a fare le scelte più giuste per se stessi e per la propria famiglia. 

Il futuro è quello che riserva i più grandi interrogativi: anche in questo caso le domande che si affollano sono relative a se stessi (“sarò sempre in grado di provvedere al mantenimento di mio figlio?” “La salute mi assisterà fin quando mio figlio avrà bisogno di me?”), ai propri figli (“Sarà sempre in salute? Quanto e per quanto avrà bisogno di me?”) e alla vita della famiglia (“Se mio marito/compagno non potesse più aiutarmi, come farò?”). 

Una risposta a queste domande certamente non c'è, tuttavia è possibile far tesoro di questi pensieri e affrontarli con responsabilità. 

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