Come garantire ai figli il completamento degli studi

In un mercato del lavoro sempre più esigente, avere un bagaglio di conoscenze e di competenze di un certo livello significa avere maggiori chance di occupazione nel futuro. Anche per questo qualsiasi genitore vorrebbe poter garantire il completamento degli studi ai propri figli. La scelta finale toccherà sempre a loro, tuttavia alcuni percorsi sembrano premiare più di altri.

I dati sull’occupazione, nonostante le misure del Governo per agevolare l’accesso da parte dei giovani e il reinserimento degli over 50, non sono totalmente soddisfacenti e parlano ancora di tassi di disoccupazione da osservare, che vanno diminuendo lentamente da qualche anno a questa parte, ma che restano pur sempre a livelli superiori rispetto alle medie europee:

“A luglio del 2016 il tasso di disoccupazione è sceso complessivamente all'11,4%, in calo di 0,1 punti percentuali da giugno ma al tempo stesso cala il numero degli occupati”.

Far studiare i figli: un modo certo per agevolare l’accesso al mercato del lavoro

Che il livello di istruzione sia un requisito di accesso importante per l’occupazione è ben raccontato dai dati: nel 2015 la quasi totalità dei giovani laureati in materie mediche e ingegneristiche oppure nel settore Difesa e Sicurezza lavora a pochi anni dal termine degli studi in maniera stabile. Si parla di una percentuale molto alta, pari al 93%, segno che per alcuni settori la parola crisi assume una veste molto relativa.

Più difficoltosa è la situazione per coloro che hanno conseguito sì la laurea, ma che hanno scelto altri percorsi formativi: “L'inserimento nel mercato del lavoro è più difficile per i laureati, sia di I che di II livello, nei gruppi Letterario (lavora il 61,7% dei laureati di I livello e il 73,4% di quelli di II livello) e Geo-biologico (58,6% dei laureati di I livello e 76,5% di II livello). Critica è anche la situazione dei laureati di I livello nel gruppo Psicologico (54,4% di occupati) e dei laureati di II livello nel gruppo Giuridico (67,6%)”

Naturalmente tutto questo dipende anche dal numero sempre più alto di giovani che sceglie questi percorsi e che dunque va ad alimentare un’offerta già importante di professionalità, verificando ancora una volta – semmai ce ne fosse bisogno – una ben nota legge di mercato.

È interessantissimo notare, d’altro canto, come uno dei settori che sembra dare più riscontri in termini di occupabilità dei laureati (area Difesa e Sicurezza) viene scelto appena dallo 0,1% dei diplomati, un trend che è rimasto peraltro inalterato negli ultimi anni.

La scelta del percorso di studio è uno dei primi momenti di autonomia dei tuoi figli. Dopo averli visti crescere, assisti ai loro primi passi nel mondo adulto, fatto di decisioni e responsabilità.
Anche se sanno farsi carico dei loro doveri, c'è sempre qualcosa di importante che puoi fare per garantire loro la possibilità di completare gli studi, anche qualora tu non potessi più occuparti di loro. Una soluzione tutta dedicata a loro, per tutelare il loro benessere oggi e domani.


Occupabilità e scelta del corso di Laurea, un’accoppiata da considerare

Secondo i parametri dell’Istat il tasso di occupazione nel caso del conseguimento di una laurea magistrale è del 69,2%, mentre nel caso di coloro che hanno “solo” un titolo di primo livello, l’asticella si ferma al 42,6%.

Anche la stabilità del lavoro che viene trovato dopo la laurea, sembra remare a favore dei più specializzati: il 36,1% dei giovani in possesso di laurea magistrale ha un lavoro stabile (autonomo effettivo o contratto a tempo indeterminato) e la percentuale di part-time e atipici si ferma al 27,6%.

La garanzia di poter completare gli studi: un modo certo di salvaguardare il futuro dei tuoi figli

L’Università rappresenta dunque ancora un percorso che, più di ogni altro livello di formazione, facilita e salvaguarda la possibilità di entrare nel mercato del lavoro, rendendo senza dubbio più agevole l’inserimento occupazionale.

Tuttavia far studiare i figli rappresenta un fattore di rilevanza economica di non secondaria importanza. Secondo una recente indagine di Federconsumatori , un figlio all’università fuori sede costa in media tra gli 8 e i 10 mila euro all’anno, comprese le spese per l’affitto di una stanza e per il pagamento delle tasse di frequenza, mentre nel caso di una scelta che non implichi il cambiamento della città di domicilio per lo studente, che continua a risiedere nella casa dei genitori, questa spesa si riduce di molto, scendendo a cifre che si mantengono tra i 1.500 e i 1.800 euro circa.

Si parla di cifre piuttosto importanti che in ogni caso includono solo le università pubbliche e sono arrotondate più per difetto, che per eccesso.
Cosa potrebbe succedere se un imprevisto minacciasse la stabilità economica del nucleo familiare tanto da costringere i figli a rinunciare a questa possibilità?

La buona notizia è che esistono delle formule assicurative che permettono ai figli di poter completare gli studi anche in situazioni di difficoltà. Oltre alle tipiche forme di protezione sanitarie e infortuni infatti, MetLife mette a disposizione delle famiglie un’opzione che protegge il futuro dei ragazzi.

In questo modo, qualora i genitori non fossero più in grado di occuparsi dei loro figli oppure di lavorare a causa di un’invalidità permanente, i figli potranno ricevere una somma mensile (dai 300 ai 600 euro) da scegliere in fase di adesione, per un numero di anni definito sempre all’attivazione della polizza (fino a 15). Grazie al tuo aiuto potranno dedicarsi agli studi anche in caso di gravi imprevisti.

 

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