Baby swap: come risparmiare scambiandosi i vestiti dei bimbi

Gli abiti dei bambini sono costosi e li usiamo pochissimo. Con i Baby Swap possiamo scambiarli donando quelli che non usiamo più. In questo modo risparmiamo e facciamo risparmiare chi ne ha bisogno. Una scelta intelligente ed ecologica.

L'arrivo in casa di un neonato porta sempre con sè anche tanti abitini e tanti nuovi accessori destinati a durare appena qualche mese o addirittura solo qualche settimana. Fasciatoi, scalda biberon, sterilizzatori per ciucci e tettarelle, cuscini per l'allattamento, secchi per pannolini e poi più in là girello, seggiolone, sedute per l'auto e chi più ne ha più ne metta. Un patrimonio senz'altro utile ma destinato inesorabilmente a riempire cantine e ripostigli molto velocemente.

La soluzione si chiama Swap (letteralmente “scambio”) ed è una pratica nata negli Usa qualche anno fa per scambiarsi abiti rigorosamente firmati e ancora utilizzabili. L'idea di partenza era uno scambio di abiti e accessori da adulto ma c'è voluto davvero poco per trasformare lo chicchissimo Swap in “baby swap”, un appuntamento che sta facendo breccia anche in terra nostrana. 

Come funziona un Baby Swap?

L'obiettivo di uno swap è barattare quello che non serve più con qualcosa che invece serve, riportando all'utilità per una nuova famiglia magliettine e pantaloni, giochi e peluches, bilance pesa bebè e paracolpi per il lettino. 

L'organizzazione è affidata alla buona volontà e allo spirito di iniziativa delle famiglie che si mettono d'accordo autonomamente: uno swap non è un evento istituzionale, non c'è un'associazione né un ente preposto ad organizzarlo e pertanto se l'idea piace, anche tu puoi provare a coinvolgere amici e mamme della scuola per un pomeriggio diverso. 

Puoi organizzare il baby swap a casa di qualcuno oppure in un parco pubblico, dove ogni famiglia prepara qualcosa da mangiare, lontani dalle distrazioni di internet e tv. Mamme, papà e bimbi potranno portare all'appuntamento una busta con abiti, giochi o accessori oramai in disuso, ma ancora funzionanti e utilizzabili e – soprattutto – ben lavati e puliti. 

La famiglia o le famiglie che hanno organizzato l'evento avranno il compito di selezionare e “dare un valore” alle cose portate, valore che non si esprime in denaro – ed è la parte più divertente – ma in stelline, in pesciolini, in caramelle, insomma in un parametro inventato di scambio che sia comprensibile anche dai più piccini così che potranno anch'essi trovare divertente e istruttivo il momento del baratto. 

Si stabilisce un valore minimo e uno massimo da attribuire (ad esempio 1, 2 o 3 stelline) e si classifica ogni oggetto seguendo questa logica. In questo modo ogni famiglia, una volta consegnata la propria busta di cose da scambiare avrà a disposizione un “portafoglio” di stelline da spendere scegliendo liberamente tra le cose portate dalle altre famiglie. 

Baby Swap Party, com'è nata l'idea

Un Baby Swap è una vera e propria festa per tutta la famiglia e in quanto tale ha bisogno di una buona organizzazione. Dovrai pensare ad ogni cosa al meglio affinché tutti si sentano a proprio agio e si divertano scegliendo di compiere un'azione intelligente ed ecologica al tempo stesso: il fatto che ci sia di mezzo un baratto impone di fare i conti con qualche piccola accortezza in più. 

Ne abbiamo parlato con le organizzatrici del Baby Swap Party di Pescara, un appuntamento periodico al suo terzo anno di vita che ha coinvolto, fino a oggi, oltre 100 famiglie. 

“Siamo una comitiva numerosa e abbiamo avuto figli tutti nello stesso anno – racconta Erika, una delle organizzatrici del Baby Swap Party – dopo qualche mese dalla nascita dei nostri bimbi abbiamo iniziato a “passarci” alcuni oggetti e vestitini che per qualcuno, nato solo due o tre mesi prima, erano già diventati piccoli o oramai inutili.

Per molti di noi è stata una vera salvezza: da un lato c'era il piacere di liberarsi di qualcosa che non serviva più senza ingolfare l'armadio, dall'altro la gioia di vedere quel qualcosa utilizzato e sfruttato da un altro bambino o da un'altra famiglia. Non voglio neppure menzionare il fattore risparmio, che è evidente e in alcuni casi può essere davvero importante.
È stato un vero successo e abbiamo toccato con mano quello che pensavamo: nella frenesia di una nuova nascita si ricevono tantissimi regali “sbagliati”, doppioni, oggetti ancora immacolati che non si ha neppure il tempo di usare e che in questo modo ritrovano, invece, un giusto valore e la possibilità di prendere qualcos'altro di utile in cambio”.

Secondo un'indagine di Federconsumatori, nel 2011 una famiglia con un reddito medio (fino a € 37.500) spendeva 980 euro l'anno di abbigliamento per ciascun figlio.
Stiamo quindi parlando di una voce importante del bilancio familiare, che però potrai ridimensionare proprio attraverso lo scambio con parenti e amici. Grazie al baby swap puoi garantire non solo indumenti sempre nuovi ai tuoi piccoli, ma anche recuperare soldi per prenderti cura di loro in altri modi. Ad esempio pensando alla loro protezione dai piccoli e grandi imprevisti, sia oggi che in futuro, qualora non potessi più prenderti cura di loro.
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Organizzare un baby swap, consigli pratici per la riuscita della festa 

Per avere meglio un'idea di cosa serve per organizzare un Baby Swap Party, abbiamo chiesto alle mamme di Pescara di elencarci quali sono gli accorgimenti più importanti da tenere a mente, “Pochi ma fondamentali per non finire nel caos più totale” ha specificato Erika. 

Eccoli qui: 

1. Fai in modo che il luogo scelto per la festa sia abbastanza spazioso per ricevere tutte le famiglie agevolmente. Oltre lo spazio “normale” e a un angolo dove far giocare i più piccoli, dovrai calcolare lo spazio dedicato allo Swap, al baratto. Se hai invitato una decina di famiglie ti basterà un tavolo da pranzo, ma se gli invitati sono molti di più potresti aver bisogno anche di una stanza intera.

2. Sistema ogni oggetto, abito o giocattolo ordinatamente e bene in vista, proprio come se si trattasse dello scaffale di un negozio, dividendo possibilmente per taglie. Sarà più facile cercare e… trovare!

3. Scrivi le regole dello Swap in una mail o nell'invito che manderai almeno una settimana prima dell'evento. Deve essere molto chiaro a tutti che un Baby Swap non è un modo agevole per liberarsi di ciò che sarebbe dovuto finire nella pattumiera, né una scorciatoia per il cambio di stagione. Uno swap non è un mercato delle pulci ma un modo divertente di scambiarsi cose utili e utilizzabili al 100%.

4. Un suggerimento molto prezioso è quello di fissare un limite massimo di pezzi da poter portare. Abiti, giochi o accessori devono essere scelti dalle famiglie ed essere possibilmente come nuovi o comunque puliti e adatti per essere utilizzati ancora normalmente da un'altra famiglia. Fissare un limite aiuta ad evitare i bustoni presi a casaccio tra le cose da mettere in garage.

5. Lavora un po' di inventiva: se hai manualità puoi realizzare prima dell'evento dei cartellini da apporre su abiti e oggetti, fatti con cartone riciclato e iuta. Munisciti di un timbro a forma di stella (o del simbolo che hai scelto per valorizzare le cose) e usalo per realizzare i cartellini: sarà molto più facile “swappare

6. Prevedi un orario di consegna delle cose da scambiare che preceda almeno di un'ora la festa vera e propria. In questo lasso di tempo avrai modo di sistemare per bene e dare un valore alle cose che sono state portate.

Baby Swap: passaparola e web sono i canali di comunicazione preferenziali

La voglia e la moda di organizzare questi appuntamenti si è diffusa velocemente grazie anche ad internet. Sui principali social network sono nati gruppi di appassionati di Swap che, nelle varie città, si incontrano periodicamente per scambiarsi ogni cosa; è nato uno Swap club italiano con un'app collegata, che offre la possibilità di essere sempre aggiornati sugli appuntamenti nel Paese.

Il baratto è un vero mondo virtuoso, una micro-economia che rimette in campo le buone abitudini di 40, 50 anni fa, quando poco si gettava via e molto si rimetteva a disposizione della comunità. 
Certamente il bay swap è anche un modo per risparmiare denaro ma il suo aspetto più romantico sembra essere quello che ne ha decretato il definitivo e solido successo.

 

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